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Destinazione Maldive, nel piatto latte di cocco e pelle di serpente

Tra palme di cocco, ficus e papaya la tavola profuma di frittata di tonno, fritture e polpette con pesce e cipolla. E a fine pasto dolci a base di riso e frutta esotica, dal mango al rambutan

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Alle Maldive a colorare di bianco l’inverno c’è la sabbia, che se la compatti bene puoi farci le palle come quelle di neve. Non ci sono pini da addobbare, ma palme da cocco, mangrovie e ficus, oltre a quelle di papaya, mango e banani. A livello turistico è il momento più interessante: clima secco, temperature tra i 25 e i 30 gradi, e piogge rare. In quanto Paese musulmano non ci sono sono stati festeggiamenti religiosi per il periodo natalizio, ma vista l’alta presenza di stranieri sulle isole dell’oceano indiano sono comuni e ben accettati soprattutto nei resort i banchetti celebrativi che nella maggior parte dei casi si compongono di tanti elementi imprescindibili delle tradizionali feste di tanti Paesi. Tanto che si può affermare che alle Maldive i pranzi delle feste racchiudono tutti i piatti tipici da tutto il mondo: dal tacchino ripieno al panettone che in alcuni casi viene prodotto sul posto.

Anupam Banerjee, vice presidente del Food and Beverage del gruppo Atmosphere Core che gestisce nove resort alle Maldive racconta che il menu contempla tutte le richieste dei turisti. “Ci sono piatti della tradizione per tutti che sono diventati dei must anche per chi vive e lavora sulle isole nei numerosi resorts. Al Raaya si mangia anche il panettone che viene prodotto in loco, su ricetta italiana. D’altra parte fiore all’occhiello del resort è proprio il ristorante Il Villaggio che propone piatti tradizionali dell’Italia. Poi per i giorni di celebrazione ci sono molti piatti di tradizione britannica come la zuppa inglese, il Christmas pudding, i mince pies o il filetto alla Wellington. Molto apprezzato e sempre presente anche lo Stollen il dolce tipico tedesco per il periodo delle feste”.

Per chi invece vuole assaggiare i piatti tradizionali maldiviani non ci sono problemi: si può iniziare fin dalla colazione con il mas huni, un piatto con tonno affumicato, cocco grattugiato, cipolla e peperoncino, servito con il pane roshi. Tra le portate principali c’è anche il theluli mas, una frittura a base di tonno e il chichandaa satani, un piatto a base di pelle di serpente. É una delle pietanze più esotiche e stravaganti che un occidentale possa assaggiare alle Maldive. Si tratta di pelle di serpente preparata nel latte di cocco e condita con cipolla, peperoncino e succo di limone. Non si può dimenticare in ogni caso che in generale la cucina locale è molto speziata ed è anche fortemente influenzata dai sapori e dalla cucina dell’India e dello Sri Lanka. Gli ingredienti che si utilizzano sono molto semplici come il cocco, il riso e il pesce.

Il pesce o mas è il re della tavola: viene grigliato, arricchito da spezie e servito con il riso o il pane. Le spezie più frequentemente utilizzate sono il curry, in polvere o foglie, e il peperoncino. In un bar maldiviano (hoota) potete chiedere i Bajiyaa, i tipici fagottini di farina fritti ripieni di pesce e cipolla; se non temete i sapori forti potete provare i Biskeemiya: involtini fritti con cavolo, cipolla e uova. Ci sono anche i piatti a base di carne. Il Kukulhu Bis Riha è fatto con pollo, uova sode, patate e crema di cocco, insaporito con curry; il Geri Rihapiatto piatto speziato a base di manzo e curry, cotto lentamente nel latte di cocco fino a ottenere una salsa cremosa e profumata. La Garudhiya è invece una zuppa di tonno maldiviana con lime, cipolle e peperoncino.

Nel capitolo dolci, tra quelli più comuni ci sono gli huni hakuru folhi, piccoli pancake o dolcetti a base di cocco, farina, zucchero e latte; e il bodibaiy dolce simbolo della tradizione culinaria maldiviana, a base di riso e zucchero, spesso servito durante la Festa della Repubblica (11–12 novembre). Frutta da scoprire – oltre a mango, cocco, frutto della passione, papaya e banane (quelle piccole) – sono il dragon fruit, il rambutan e il mangostano. Le bevande principali sono il tè, consumato freddo e molto dolce, e i succhi di frutta (poco zuccherati). Anche se per motivi religiosi la produzione dell’alcol è proibita, il consumo è comunque concesso sulle barche da crociera e nei resort. Nonostante il clima sia caldo, non mancano le bevande che solitamente associamo al nostro Natale. “Alle Maldive le Feste di Natale durano fino al 15 gennaio – conclude Anupam Banerjee – con cene di gala, buffet, cocktail party. Tra i drink più richiesti e che non possono mancare in questo periodo ci sono il vin brulé, ma anche l’eggnog, bevanda tipica del periodo natalizio in Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada a base di latte, uova, noce moscata e altre spezie. Oltre alla cioccolata calda”.