Giusto per non perdere l’occasione giusta di fare un brindisi che rimanga impresso. Non tanto per le parole celebrative quanto per la scenografia attorno, che si sa conta molto, per qualsiasi tipo di discorso abbiate in mente. Può anche essere l’occasione per provare qualche nuovo locale (a Milano ce ne sono un paio molto interessanti per la vista che regalano sulla città) o qualche tendenza che va da un nuovo concetto del pairing a quello del listening bar (a Firenze, si beve tra i dischi anche rari guardando il Duomo). Questa è la nostra selezione per Torino, Milano e Firenze. Cominciamo da Torino con tre locali molto vicini e molto interessanti. Perché ormai anche in un cocktail bar si possono imparare molte cose.
TORINO
Azotea, via Maria Vittoria 49/B
Cocktail restaurant nikkei nel cuore di Torino, tra Piazza Vittorio e la Gran Madre. Fin dall’inizio il progetto ruota attorno all’idea di esaltare a tavola il mondo nikkei nelle sue tante sfumature, con le contaminazioni nippo-peruviane, nelle sue mille e più sfumature. Alexander Robles è l’executive chef (ha lavorato con Davide Palluda). I piatti viaggiano insieme ai cocktail: l’obiettivo di Matteo Fornaro, bar manager, è sempre quello di raccontare una storia.
Flora 1925, P.za Vittorio Veneto, 24
Eleganza contemporanea e storia torinese. Twist creativi su classici come il Paloma, l’Americano, il French 75 o il Gin Fizz. Dalle 18 alle 21 il menù è Dandy: si ispira a Man Ray, D’Annunzio, Proust e Fitzgerald, per brindisi sfacciati. Dalle 21 alle 2 invece è Flappers: ogni cocktail è un tributo al coraggio.delle donne libere, audaci. ogni drink racconta una storia di indipendenza e desiderio.
La Drogheria, Piazza Vittorio Veneto 18/d
Cocktail bar e bazar, da 20 anni è punto di riferimento per la notte torinese. È anche arte e intrattenimento. Sala da pranzo con il grande social table, sala soggiorno con morbidi divani e saletta cinema. Da provare in lista Pomo Doc!: Mezcal Los Siete Misterios Joven Alambique De Cobre, Nespole, Soia, Bitter Umami, Condimenti. E hard Attack: Pisco Fontana Quebranta, Vermouth Carpano Antica Formula, Prugne, Zenzero, Macis. In cucina c’è Alessandro Audrito.
MILANO
Voya, Viale Achille Papa 30
Al ventesimo piano della Torre WJC, in zona Portello. È ristorante, club e cocktail bar. Tutto davanti ad una vista d’incanto sulla città. Per brindisi mozzafiato. Aperto dal mercoledì alla domenica, Voya Rooftop offre ogni sera DJ-set e Intrattenimento. Ad accompagnare i drink di Agostino Crucitti (dall’aperitivo alla late night) ci sono le proposte di Satoshi Hayashi, alla guida della sezione sushi e di Paolo Grassi,per i piatti più tradizionali rivisitati in chiave più moderna e di condivisione. Presto diventerà anche il primo Day Time Membership Club.
The ORGANICS SkyGarden, via Giovanni Battista Pirelli 20
Rooftop affacciato sui grattacieli di Porta Nuova, intimo e suggestivo, sospeso sopra la città. Qui, tra affacci panoramici e dettagli naturali, la terrazza è un Winter Garden. Dal 21 dicembre al 7 gennaio, dalle 15.30 propone una selezione di cocktail signature ispirati al Natale e un dolce della tradizione, ideali per accompagnare i momenti di convivialità con gusto. Come il Punch di Claus che reinterpreta il grande classico natalizio con Irish whiskey, liquori alla castagna, vaniglia e cacao, completati da una soffice schiuma al vin brulé.
Sali Milano, corso Italia 29
Cocktail Bar e Ristorante con spirito izakaya, al settimo piano del Radisson Collection Hotel Santa Sofia Milano. Ingresso indipendente, ogni drink è un viaggio e ogni piatto racconta una storia. A orchestrare la proposta il Cocktail Bar ci sono Dario Baturi e Alessia Bellafante. La drink list è un melting pot raffinato tra Oriente e Occidente, tra tradizione e sorprese: sakè, infusioni home-made, pairing gastronomici inaspettati. Ogni cocktail è una storia, come alcuni Signature. Tra questi: Hokkaido, in stile Old Fashion con Hibiki Japanese Harmony, sesamo, shiromiso, dal sapore Umami e accompagnato con cioccolato fondente. L
Rumore, corso Venezia 11
American Cocktail Bar firmato Beefbar nel cuore di Portrait Milano, combina tecnica, atmosfera e spettacolo, trasportando gli ospiti altrove già dal primo sorso. A completare l’esperienza, un calendario di cocktail stagionali che cambia ogni tre mesi, musica dal vivo che spazia dal jazz ai Dj set internazionali, un servizio attento alle preferenze degli ospiti e un design che fonde architetture barocche con una collezione di oltre mille bottiglie.
FIRENZE
Caffè Concerto Paszkowski, piazza della Repubblica 6
Dal 1903, caffetteria, ristorazione, mixology e musica dal vivo. È elegante, ha una allure internazionale, ma soprattutto quando sei seduto dentro capisci che c’è una grande storia da raccontare. Oggi lo fa anche a tavola con piatti della tradizione (buonissimi i ravioli alla zucca e amaretti). Cocktail list unica che si ispira ai personaggi iconici che hanno frequentato il Paszkowski: Renato Zero, Gabriele D’Annunzio, Margherita Hack. Ogni cocktail reinterpreta i grandi classici della mixology attraverso 13 evoluzioni. È il classico posto dove, a qualunque ora vai, è l’ora giusta.
Giacosa 1815, via della Spada 15R
Molto amato dai fiorentini, è tappa obbligata anche per chi passa in città di sfuggita. È un all day bar, in cui è bello trascorrerci un po’ di tempo. Intanto per assaggiare tutte le variazioni di Negroni, proprio qui dove è nato. Il consiglio è di iniziare proprio dal Negroni Giacosa. Attenzione alle olive che hanno una speciale marinatura che crea dipendenza. All’occorrenza c’è anche il tè al Negroni, con pasticcini mignon della casa.
Move On, Piazza San Giovanni, 1/R
Italian pub e record store. Qui l’orario perfetto è il dopo cena, anche tardi. Ma il consiglio è quello di scegliere il salottino, l’ultima sala in alto. Sarà un bell’ambiente in cui chiudere la serata con gli amici su divanetti e poltroncine guardando dalla finestra il Duomo. Se siete abbastanza sfrontati chiedete un toast (o addirittura una carbonara) e provate più di uno dei drink di Antonio Pelliccia: Sultans of Swing o Kind of Magic. Ogni cocktail è ispirato da un grande successo. Che mantiene bene. Dietro ai tre locali fiorentini c’è la cura del bartender Luca Manni.