Gelato caldo. A dirla così sa di contrasto impossibile, da descrivere e soprattutto da gustare. Invece no: il contrasto ci sta, e anche bene, a coccolare il palato d'inverno. Una maniera diversa di concedersi una dolcezza a doppia temperatura e alto livello di golosità. Non si tratta di una novità e non ha un'unica formula. Con questa definizione si indicano diversi prodotti e creazioni che in comune hanno l'unione di caldo-freddo ma differenti realizzazioni. E tutte fanno gola.
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Dall'omelette norvégienne al Caldofreddo siciliano
L'origine vien fatta risalire al gelato caldo flambé dell'Omelette norvégienne
(definizione coniata a Parigi nel 1867, durante l'Esposizione Universale) o
Baked Alaskain. Vale a dire: una mattonella ben indurita di gelato ricoperta di pan di Spagna bagnato di liquore tipo Grand Marnier e ricoperta con uno strato di meringa all’italiana. Al momento del servizio si dava alle fiamme. Poi si fa il nome del pastry chef italiano Giampaolo Grazioli che vive in Nuova Zelanda ad Auckland e nella sua gelateria Giapo nel 2013 ha lanciato il gelato "Cioccolato & Nocciola" da servire caldo con una crosta di cioccolato fondente temperato, messo nel forno per 40 secondi a 150 gradi.
E poi c'è il "Caldofreddo" di San Vito Lo Capo, in Sicilia: un dolce con la base di gelato artigianale, ricoperto da una soffice cupola di pan di Spagna e guarnito con cioccolata calda fusa.
A Roma la new entry
L'ultimo arrivato è "Il Gelato caldo di Roma" appena lanciato nella Capitale da Giuffrè Forno & Gelato, nella nuova sede di Prati (l'altra è a Trastevere). Una bevanda che "nasce dalla tecnica del gelato e dalla tradizione pasticcera". Ovvero un bicchiere take away con dentro dello zabaione caldo in cui affonda una pallina di gelato, con la panna in cima.
Come è nata l'idea lo racconta al Gusto Alessandro Giuffrè: "È venuta dall'amore per lo zabaione, una vera e propria passione che ho fin da piccolo. Io lo mangerei sempre, a tutte le ore, in tutte le maniere. Già proponevamo gli affogati, ora è la volta di questo gelato da passeggio che unisce per l'appunto lo zabaiome a una panna solida ottenuta da un bilanciamento tra panna e mascarpone. In più due polveri aromatiche: una color oro, omaggio alla luce del Natale imminente e un'altra al lampone disidratato, che porta freschezza e acidità naturale".
La ricetta di Fassi
Anche Fassi, il tempio romano di bontà in cono e coppette, fino a qualche anno fa proponeva il gelato caldo, una sorta di mousse-semifreddo al gusto di crema, cioccolato, gianduia o frutti di bosco: "Qualche volta lo facciamo ancora. Rispetto al gelato era meno amato anche se piaceva tantissimo", spiega Andrea Fassi. Che rivela la sua ricetta segreta: "Al posto del latte si usa solo panna e si monta con lo zucchero, nel caso della zabaione si cuociono prima marsala tuorlo e zucchero. Il composto si ingloba nel montapanna a filo mentre la panna sta montando. Pronto il prodotto si mette nella sac a poche e si passa nei bicchierini da servire a temperatura positiva".