Mentre il mondo scrolla tutorial di cucina lampo e visualizza piatti che svaniscono in un clic, c’è invece chi decide di dare immortalità alle proprie ricette e, letteralmente, portarsele nella tomba. Rosie Grant ha pensato di raccogliere queste ricette speciali e di farne un libro. Primo nel suo genere, il nuovo libro dell’autrice Rosie Grant, raccoglie 40 ricette trovate incise sulle lapidi nei cimiteri d’America. “To Die For: A Cookbook of Gravestone Recipes,” è uscito per HarperCollins e riporta immagini cimiteriali e culinarie con ricette di biscotti, torte, salse e piatti di vario tipo tramandati a futura memoria, incisi sulla pietra per tenere vivo il ricordo dei defunti che li hanno a loro volta amati o creati, con un chiaro invito a cucinarli.
Le persone vanno e vengono dalle nostre vite, alcune restano altre ci lasciano per sempre. Ma, in ogni caso, le loro ricette rimangono. Nessuna cosa dà a una ricetta il suo sapore come la memoria che si porta dietro. E ci sono ricette che indipendentemente dal loro valore gastronomico, sono capaci di riportare in vita persone o far vivere momenti perduti. Più che un ricettario macabro, quello di Grant è un raccoglitore di storie di persone che hanno scelto il cibo come messaggero: c’è chi vuole regalare l’immortalità alla propria torta di mele e chi invece vuole essere ricordato per la sua pasta. Ricette così amate e così infallibili, da essere scolpite sulla pietra. E che hanno una implicita richiesta: ricordati di me.
Il progetto inizia nel 2021, durante la pandemia, quando da studentessa in Scienze della Biblioteca e dell’Informazione all’Università del Maryland, Grant ha iniziato uno stage negli archivi del Congressional Cemetery di Washington D.C.. Da sempre affascinata al mondo dei cimiteri, apre un account TikTok (ghostlyarchive), per raccontare la vita quotidiana tra tombe e archivi digitali.
Durante il lockdown, mentre cucinava per diletto e affrontava la perdita delle sue due nonne, Catherine e Rosemary, ha iniziato a riflettere sul legame profondo tra cibo e memoria. E fu allora che scoprì la sua prima ricetta da lapide: i biscotti Spritz di Naomi Odessa Miller-Dawson, incisi su una tomba a Brooklyn. Da quel momento, il progetto prende vita. Rosie comincia a viaggiare in tutti gli Stati Uniti per scoprire altre ricette incise sulle tombe, contattando i familiari dei defunti, raccogliendo storie e cucinando i loro piatti. Oggi sui social è seguita da oltre 200mila follower che la guardano cucinare le ricette e raccontare la storia delle persone a cui appartengono. “È una vera celebrazione della vita di questa persona – ha detto Grant - sono letteralmente gli ingredienti per tramandare qualcosa nel futuro”.
To Die For raccoglie piatti dolci e salati come i biscotti alla cannella di Sharon Lawrence, la salsa speziata al formaggio di Deb Nelson o la salsa ranch del dottor Marty Woolf. Non sono ricette di chef famosi, ma di donne e uomini comuni che cucinavano per la loro famiglia o per gli amici. Il libro è un archivio affettivo, un viaggio tra memoria, cultura e spiritualità. Il legame tra la morte e il cibo è comune a molte culture, dove durante le festività dedicate ai morti si cucinano piatti celebrativi: dal Día de los Muertos in Messico al Hungry Ghost Festival asiatico e fino alle tante ricette regionali italiane, il cibo è da sempre un ponte tra vivi e morti.
Oggi Rosie Grant vive a Los Angeles e lavora al Barbra Streisand Center for Women’s Studies dell’UCLA, continuando a viaggiare nei weekend alla ricerca di nuove ricette incise sulle lapidi. Sta pianificando la sua prima tappa europea e ha già deciso quale ricetta scriverà sulla sua lapide: quella delle linguine con le vongole. Alla fine del libro, Grant scrive una frase che riassume la filosofia che anima To Die For: “Non sono le nostre realizzazioni a definirci, ma come ci relazioniamo agli altri. Se devo essere ricordata per qualcosa, che sia per un buon pasto condiviso in ottima compagnia.”