Benessere a tavola

Obesità e infiammazione cronica, una minaccia per la nostra vita

Obesità e infiammazione cronica, una minaccia per la nostra vita

Un processo che può compromettere la funzionalità dei tessuti e degli organi, favorendo lo sviluppo di alcune patologie, anche neurologiche

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Obesità e infiammazione cronica sono due fenomeni strettamente collegati tra di loro. L’eccesso di peso in presenza di infiammazione silente ha un impatto sulla salute che spesso è sottovalutato e poco indagato. L’obesità non può essere considerata primariamente un problema estetico, ma una grave patologia sociale che pesa innanzitutto sulla persona stessa. Questo disturbo metabolico innesca un processo silenzioso ma pervasivo, cioè l'infiammazione cronica sistemica. Questa innesca un'alterazione persistente della risposta immunitaria, che può causare lo sviluppo di numerose patologie, dalle malattie cardiovascolari alle neoplasie e anche il diabete di tipo 2.

La chiave per comprendere questo fenomeno risiede nella natura del tessuto adiposo, la cui complessità biologica va ben oltre quella di un semplice deposito energetico. Quest'organo endocrino attivo dirige infatti l’invio di una sofisticata rete di segnali molecolari che influenzano l'intero organismo. L'infiammazione è una risposta di difesa dell’organismo contro i danni causati da diverse agenti patogeni. È un meccanismo fondamentale, che si è evoluto per proteggerci da batteri, virus e altri eventi potenzialmente pericolosi per l’organismo. L’infiammazione è un processo che coinvolge una complessa cascata di eventi il cui fine è il ripristino dei tessuti. Questo significa che, non appena raggiunto il risultato, cioè, che la sostanza potenzialmente pericolosa è stata isolata, il microrganismo patogeno è stato eliminato, a questo punto l’infiammazione si spegne e tutto torna come prima.

Tuttavia, quando questo stato infiammatorio perdura, in assenza di minacce concrete, si instaura una condizione di infiammazione cronica subclinica, che altera progressivamente la funzionalità dei tessuti e degli organi e può favorire lo sviluppo di alcune patologie. L’obesità è una condizione nella quale l’infiammazione si innesca perché l’organismo reagisce come fosse in presenza di una patologia. In una condizione di obesità viscerale, ovvero quando il tessuto adiposo in eccesso è concentrato a livello della cavità addominale e infiltra gli organi interni, questo subisce una profonda riprogrammazione metabolica. Gli adipociti ipertrofici alterano la produzione di determinate sostanze. Una di queste è l’adiponectina, che è un ormone con proprietà antinfiammatorie, la cui produzione paradossalmente diminuisce con l'espansione della massa grassa. In presenza di obesità aumenta il rilascio di leptina, il cui ruolo è diminuire l'appetito, ma in concentrazioni elevate promuove uno stato pro-infiammatorio.

L’obesità aumenta poi la secrezione di citochine infiammatorie come il TNF-? e IL-6, che provocano una risposta immunitaria sistemica, cioè in tutto l’organismo. L'infiltrazione del tessuto adiposo da parte di cellule immunitarie, in particolare macrofagi, amplifica ulteriormente questo stato infiammatorio. Lo stress ossidativo conseguente genera radicali liberi che danneggiano le strutture cellulari e perpetuano il ciclo infiammatorio. Lo stato infiammatorio cronico causato dall'obesità può avere un impatto significativo su diversi organi e apparati, anche lontani dalla sede del tessuto adiposo. Nel sistema cardiovascolare, le citochine pro-infiammatorie causano disfunzione endoteliale e favoriscono l'aterogenesi, aumentando così il rischio di eventi cardiovascolari maggiori. A livello del metabolismo del glucosio, l'infiammazione interferisce con il segnale inviato alle cellule dall’insulina, contribuendo allo sviluppo di insulino-resistenza che può evolvere in diabete mellito di tipo 2.

Anche per quanto riguarda i tumori, un'infiammazione cronica può stimolare una proliferazione cellulare incontrollata e favorire la progressione neoplastica, particolarmente in quelle forme di cancro che mostrano una forte correlazione epidemiologica con l'obesità. L'infiammazione sistemica influenza anche altri organi bersaglio in modo significativo. Nel sistema nervoso centrale, le molecole infiammatorie possono attraversare la barriera ematoencefalica, causando cambiamenti dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Questo potrebbero spiegare perché l'obesità è spesso associata a disturbi neurologici, e ad un precoce declino cognitivo. Nei muscoli l’infiammazione causa provoca importanti alterazioni metaboliche che si manifestano attraverso una riduzione della sintesi proteica. L'obesità può determinare una profonda alterazione del profilo immunologico nel tessuto adiposo, caratterizzata da uno sbilanciamento tra cellule pro-infiammatorie e immunoregolatorie come linfociti T e altri agenti antinfiammatori. In altre parole, si osserva uno squilibrio tra agenti pro-infiammatori e antinfiammatori. Questo squilibrio nella composizione delle popolazioni immunitarie contribuisce a mantenere e amplificare lo stato infiammatorio cronico caratteristico dell'obesità, creando un ambiente tissutale sfavorevole che può predisporre allo sviluppo di varie complicanze metaboliche.

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