Benessere a tavola

Il mito delle diete ad alto contenuto di proteine, ecco tutti i rischi nascosti

Il mito delle diete ad alto contenuto di proteine, ecco tutti i rischi nascosti

La tendenza è tipica degli ultimi 20-30 anni, ma gli studi recenti dimostrano che i benefici sono pochi e anzi possono nuocere alla salute

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Quando un fenomeno cresce fino ad essere idealizzato si è in presenza di un nuovo mito. Verso la fine del XX secolo esattamente negli anni ’90 le diete ad alto apporto proteico (Atkins, Paleo, Keto) conseguono un grande successo e da allora un enorme numero di persone segue questi dettami estremi, credendoli salutisti e innocui. Diete rese ancora più popolari dalla voglia di costruzione muscolare del corpo con fitness e body building. In America si assiste a una vera e propria "frenesia dei macronutrienti", un'ossessione per l'assunzione di proteine che ha raggiunto livelli senza precedenti.

A frenare gli entusiasmi, però, è il cardiologo Eric Topol, uno dei 10 ricercatori più citati al mondo, che da tempo è impegnato in un’efficace attività di divulgazione scientifico. Alcuni podcast e articoli molto popolari usciti di recente negli Usa analizzano il fenomeno concludendo che, problemi renali a parte, un elevato apporto proteico difficilmente possa nuocere alla salute. Invece Topol, al contrario, dice che i dati disponibili evidenziano una prospettiva ben diversa sull'efficacia e la sicurezza di tale tendenza. “L'ultima indagine annuale del 2024 dell'international food information council ha rivelato che ben il 71% degli americani desidera aumentare l'assunzione di proteine, una percentuale in forte crescita rispetto al 52% del 2022”. Le ricerche su Google sul tema alto contenuto proteico hanno raggiunto il loro picco nel 2025.

I suggerimenti sui social media indicano un’assunzione di 200 grammi al giorno. Un sondaggio ha mostrato che il 40% degli atleti non professionisti che assumono integratori proteici ricava le proprie informazioni proprio dai social media”, bypassando completamente il consulto medico specialistico. La richiesta per un maggiore apporto proteico, secondo il cardiologo americano, si basa sull'idea che le persone non ne assumano abbastanza, rispetto ai 0,8 g/kg/die raccomandati dalla national Academy of Medicine e dall'organizzazione mondiale della sanità. Eppure, i dati più recenti dell'Usda (United States Department Of Agriculture) indicano che oltre il 55% degli uomini e il 35% delle donne supera già questa raccomandazione federale.

Ci sono dei benefici inesistenti o non provati e nonostante l'enorme spinta, non ci sono dati a sostegno di un apporto proteico superiore a 1,6 g/kg/die”, dice Topol. Per gli adulti over 50 le prove sono contrastanti. Studi randomizzati non mostrano alcun beneficio aggiuntivo dell'assunzione di proteine rispetto al solo allenamento di resistenza per migliorare la massa magra. Nonostante ciò, in Europa si raccomanda alle persone sopra i 65 anni di aumentare l'assunzione di proteine a circa 1,2 g/kg/die, sebbene persistano molte incertezze. Anche l'idea che un maggiore apporto proteico favorisca la sazietà e la perdita di peso è tutt'altro che chiara, con alcuni studi che mostrano come un elevato apporto proteico possa portare a un maggiore consumo calorico complessivo.

Topol ribadisce un principio fondamentale, spesso ignorato, ovvero che l'organismo non ha modo di immagazzinare le proteine extra. “Si possono digerire tonnellate di proteine, ma la domanda chiave è: quante se ne possono usare?" E non c’è modo di immagazzinare amminoacidi extra. L'azoto in eccesso degli amminoacidi viene semplicemente rimosso e escreto sotto forma di urea. L'allenamento di resistenza è il principale motore per lo sviluppo della massa muscolare e della forza, non un elevato apporto proteico in sé. Diversi esperti concordano sul fatto che superare 1,5-2 volte la dose giornaliera raccomandata non porta a benefici aggiuntivi significativi, poiché l'effetto delle proteine sull'aumento della massa muscolare raggiunge una sorta di plateau. In altre parole, sono inutili circa gli effetti benefici, ma dannosi per il necessario smaltimento dell’esubero nell’organismo umano.

Quali sono i rischi nascosti? L'assunzione abituale o cronica di elevate quantità di proteine, specialmente di origine animali, in numerosi studi osservazionali circa l’eccesso di assunzione proteica, è stato associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e una maggiore mortalità per tutte le cause. Uno studio prospettico su quasi 44 mila donne svedesi ha evidenziato un'associazione tra dieta ricca di proteine e rischio cardiovascolare elevato. In un altro studio su oltre 2.400 uomini, si è riscontrato un aumento dell'insufficienza cardiaca in coloro che seguivano una dieta ricca di proteine.

Si nota da tempo che un elevato apporto proteico è pericoloso per le persone con malattie renali, condizione che affligge 1 adulto su 7, con la stragrande maggioranza che non ne è consapevole. Studi su modelli animali hanno costantemente rilevato che le diete a basso contenuto proteico sono associate a una maggiore longevità e a un invecchiamento sano. Il rischio di superare la soglia proteica è maggiore quando le proteine non si assumono con l’alimentazione, ma con formulati proteici che non danno il senso di sazietà, ciò che invece il cibo riesce a dare.

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