La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella parte anteriore del collo. Svolge un ruolo cruciale nella regolazione del metabolismo e supporta lo sviluppo attraverso la produzione degli ormoni T4 e T3. Questi ormoni sono essenziali durante l'infanzia per la mielinizzazione del sistema nervoso, crescita fisica, pubertà, maturazione scheletrica e dentale ed equilibrio metabolico generale. Nella prima infanzia, quando l'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide è ancora immaturo, la disfunzione tiroidea può provocare una serie di complicazioni a lungo termine.
Le cause
Il metabolismo e l'azione degli ormoni tiroidei dipendono non solo dallo Iodio ma anche da altri micronutrienti vitali, in particolare dal Selenio (Se). Il Selenio è un oligoelemento, presente nell’organismo in piccole quantità ma fondamentale per differenti funzioni biologiche. Agisce come antiossidante e protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi, inoltre partecipa a diverse reazioni enzimatiche. Esaminando in modo completo il ruolo del Selenio nel mantenimento della salute della tiroide dalla vita fetale fino all'adolescenza. Il Selenio è un micronutriente chiave coinvolto nello sviluppo della tiroide, nella sintesi ormonale, nella difesa antiossidante e nella regolazione immunitaria, specialmente durante la gravidanza e l'infanzia. Livelli inadeguati di Selenio possono contribuire all'insorgenza, alla progressione dei vari disturbi della tiroide, in particolare l'ipotiroidismo e le malattie autoimmuni della tiroide. Sebbene le prove scientifiche sostengano le funzioni critiche del Selenio nel metabolismo ormonale e nella protezione come antiossidante, il monitoraggio dell'assunzione di Selenio sono tutt’ora insufficienti.
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Al di là della necessità di ulteriori ricerche, c'è un urgente bisogno di strategie integrate in materia di sanità pubblica, che coinvolgano anche approcci sostenibili basati sul cibo e relativi programmi educativi. Promuovere la consapevolezza dell'importanza del Selenio monitorare i livelli di Selenio nei protocolli di assistenza materna e pediatrica, ciò potrebbe svolgere un ruolo significativo nella prevenzione delle carenze e nel sostegno a lungo termine della salute endocrina e dello sviluppo neurologico. Il Selenio è il costituente principale delle cosiddette “selenoproteine”. Attraverso l’attività di queste proteine, il Selenio influenza e modula numerose attività fondamentali per il mantenimento del nostro benessere, come la funzionalità tiroidea. Il contenuto totale di Selenio nel nostro organismo dipende dalla dieta e dalla sua presenza negli alimenti di cui ci nutriamo, nei quali è presente principalmente, ciò sotto le due forme organiche di questo elemento attraverso cui le quali il Selenio viene assorbito, ovvero seleniocisteina e seleniometionina.
Le fonti alimentari
Le principali fonti alimentari di Selenio sono la carne, il pesce, come tonno, salmone, sardine e i frutti di mare, ma anche pasta, riso, pane, uova e la frutta secca, specialmente le noci brasiliane. Anche i cereali integrali e alcuni semi (girasole, chia, sesamo) possono fornire Selenio. In particolare, le selenoproteine presenti in questi alimenti agirebbero contrastando l’effetto dell’esposizione ad un livello eccessivo delle molecole ossidanti, prodotte dai normali processi cellulari, con conseguenti alterazioni metaboliche che causano la morte cellulare. Una carenza di Selenio, provoca un’insufficiente attività delle selenoproteine, e può avere conseguenze serie sul funzionamento della tiroide.
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Questa ghiandola, infatti, è caratterizzata da un’alta concentrazione nei suoi tessuti di selenoproteine che, in questa sede, proteggono i tireociti, o cellule follicolari parenchimali tipiche della tiroide, dal danno causato dallo stress ossidativo e modulano la produzione degli ormoni tiroidei. L’assunzione raccomandata per la popolazione, espressa come valori su base giornaliera, è di 55?g per uomini e donne adulte, 60?g in gravidanza e 70?g durante l’allattamento. Per il ruolo importante di questo minerale, dunque, è importante assicurarsi di assumerne quantità sufficienti o, in caso contrario, ricorrere ad un integratore alimentare. Diversi studi hanno recentemente analizzato gli effetti degli integratori a base di Selenio nei pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto e molti di questi hanno rivelato una riduzione dei livelli di TPOAb. Inoltre, si è visto che la supplementazione con seleniomentionina in donne eutiroidee ovvero con normale funzionalità della tiroide, specie in gravidanza o con tiroidite di Hashimoto riduce la comparsa di ipotiroidismo post-parto.