La storia

Ristoranti, la Toscana in fermento: ecco le nuove aperture da non perdere

L'elegante sala del ristorante Irene, al Savoy Hotel
L'elegante sala del ristorante Irene, al Savoy Hotel 

Una Firenze effervescente scommette sui rooftop stile New York; novità tra i cocktail bar, mentre nel resto della regione cresce il desiderio di esperienze tra cibo e natura

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Firenze e la Toscana vivono un momento di effervescenza gastronomica senza precedenti. Un fermento che intreccia creatività, identità e avanguardia, trasformando ogni locale in un microcosmo da scoprire con tutti i sensi. Nel cuore pulsante del capoluogo fiorentino emergono proposte sorprendenti, dove design raffinato, contaminazioni culturali e atmosfere esclusive si incontrano in un racconto tutto da gustare.

Parlando di cocktail bar, in zona Campo di Marte, a due passi dallo stadio, Raaro si è già imposto come indirizzo da tenere d’occhio: cocktail d’autore firmati da Julian Biondi e piccoli assaggi di cibo curati da Arturo Dori, il tutto incorniciato negli spazi eleganti disegnati da Francesco Barthel, mentre nella dependance del Four Seasons, all’ingresso di via Capponi Bar Berni reinterpreta il rituale del vermouth con miscele ispirate alle sette isole toscane, fondendo con stile il gusto classico con la modernità.

I cocktail di Raaro
I cocktail di Raaro 

Voglia di osare

Firenze sperimenta e osa, aprendosi a una convivialità elegante che va oltre la cucina tradizionale. Santabarbara, in Piazza della Libertà, propone un fine dining pop con quattro percorsi degustazione all’insegna della sostenibilità e del ritmo contemporaneo. Al Galluzzo, La Bisegna reinventa i momenti della giornata, dal picnic all’aperitivo al tramonto, grazie alla visione di Barbara Corrado, Diego Abad e Thai Russo. Ambar, con il suo ambiente intimo e pochi tavoli, invita a un viaggio tra sushi stagionale, ingredienti locali e atmosfere artigianali, guidato dalla mano esperta dello chef Andrea Magnelli. E poi, vicino al Duomo, in pieno centro, Testina, micro-ristorante con dieci coperti dove Ivan De Simone intreccia fantasia e precisione in menu studiati nei minimi dettagli.

Uovo Poché di Innocenti Wines
Uovo Poché di Innocenti Wines 

Il centro storico si arricchisce in vari luoghi: Innocenti Wines, già noto a Poggibonsi con la sede principale, apre in via del Proconsolo con oltre mille etichette e piatti firmati dallo chef Thomas Palmieri. La pizza diventa protagonista grazie a Mario Cipriano che, in Oltrarno, porta impasti con farine a residuo zero e fritti tradizionali napoletani. Nuove aperture sono anche quelle di Positano, pizzeria in Borgo Ognissanti e Vincenzo Capuano in via Ghibellina si inseriscono di diritto tra le scelte gourmet della città. Il gruppo facente capo a Pitti Gola e Cantina, di piazzaPitti, lascia due ristoranti: l’Enoteca de’Giusti, di fronte al Four Seasons, dove aprirà Wild Bun’s Bakery e l’Osteria d’Oltrarno, dove aprirà un ristorante di pesce.

Cucina d’hotel

Gli hotel di lusso, da sempre avamposti di sperimentazione, rilanciano: a marzo ha aperto Collegio alla Querce (Auberge Resorts Collection) con quattro spazi gastronomici, tra cui il ristorante La Gamella sotto la guida dello chef Nicola Zamperetti e il cocktail bar Bertelli, allestito nell’ex ufficio del preside della scuola. Al The Hoxton Florence, in via delle Mantellate, lo chef Filippo Fondatori dirige sia Enoteca Violetta, wine bar con salumi e formaggi, sia il ristorante Alassio, dove la Toscana incontra i sapori liguri.

Sui tetti di Firenze si preparano nuove emozioni: il W Florence aprirà con un ristorante giapponese sospeso tra i tetti della città, mentre l’Hotel Savoy ha riaperto il ristorante Irene sotto la supervisione di Fulvio Pierangelini e inaugurato il bar Artemisia. Al The Social Hub di viale Belfiore, la cucina del ristorante Ammodino è affidata a Lorenzo Vendali, mentre al 25Hours Hotel Dario Cecchini ha portato il format Cecchini in città. Al St. Regis, ha debuttato Caffè Ginori con le sue porcellane artigianali e un’eleganza senza tempo, mentre il rooftop Se·Sto dell’Hotel Excelsior si prepara a una nuova stagione, con cambio di nome e proposta gastronomica. Tra le altre novità alberghiere, Luca Armellino, è alla guida della cucina del Caffè dell’Oro ristorante del tutto rinnovato della famiglia Ferragamo, situato accanto al Portrait Hotel mentre ha inaugurato da meno di un mese The James della Manfredi Collection in via di Mezzo, con la cucina che vede la supervisione dello chef romano Giuseppe di Iorio

Non solo Firenze

Fuori dal capoluogo, la Toscana non è da meno. Al Monastero di Cortona Hotel & Spa, lo chef Michele Ricci firma i piatti dell’Osteria del Santo, mentre lungo la Fi-Pi-Li le aree di servizio di Ponsacco e Collesalvetti diventano gourmet grazie al progetto Alt Stazione del Gusto di Niko Romito. Nel Chianti Classico, Borgo San Felice accoglie lo chef stellato Stelios Sakalis per una nuova era di cucina territoriale e mediterranea al ristorante Poggio Rosso dopo la lunga esperienza di Juan Camilo Quintero Marchan, trasferitosi a Roma per curare un nuovo progetto.

A Lucca, Cristiano Tomei trasferisce il celebre L’Imbuto a Vigna Ilaria, nella quiete della campagna, per una cucina che nasce dall’orto e celebra la stagionalità. A Castiglioncello di Trinoro, in Val d’Orcia, il ristorante Oreade, situato nel complesso di albergo diffuso del Monteverdi Tuscany con Riccardo Bacciottini – chef con esperienze al Noma di René Redzepi e al Maze di Gordon Ramsay – esalta biodiversità e sostenibilità.

Tra i passaggi di testimone, a San Gimignano Giovanni Cerroni prende il posto di Vincenzo Martella al Cum Quibus, mentre a Vicchio, all’hotel Villa la Commenda Concordia, la chef Olga Murnova lavora fianco a fianco con Nico Franchi. Firenze e la Toscana scrivono così una nuova pagina di gusto, dove esperienza diventa un viaggio tra sapori e atmosfere.

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