Amarone, il vino che sposa l’arte rinascimentale di Palazzo Te a Mantova
dalla nostra inviata Lara LoretiLa nuova edizione limitata dell’etichetta di Marilisa Allegrini sublima il rapporto fra Villa della Torre e il capolavoro lombardo di Giulio Romano. Caterina Mastella: “Vogliamo creare un percorso che valorizzi i territori ”
L’arte rinascimentale entra nel calice con tutta la sua grazia, il suo potere evocativo e la sua bellezza, suscitando nel wine lover meraviglia . È questa la parola chiave dell'incontro tra Villa della Torre, capolavoro rinascimentale a Fiumane, in Valpolicella, sede del Gruppo vitivinicolo Marilisa Allegrini, e Palazzo Te, splendido monumento nel cuore di Mantova. Due istituzioni legate non solo dall'architetto, progettista rinascimentale, Giulio Romano, ma anche dalla voglia e dalla consapevolezza di creare una sinergia che abbia al centro il vino, la creatività e l'arte, intesa come espressione di tutto ciò che di più bello e identitario il territorio possa offrire a visitatori, curiosi e appassionati. Una joint venture, quella tra Villa della Torre e Palazzo Te, che va avanti da anni, ma che oggi diventa ancora più solida. L’obiettivo è quello di valorizzare un percorso fisico e artistico per sublimare il turismo di prossimità: un itinerario nuovo che intreccia Mantova e Verona, accorciando le distanze fra due città gioiello e declinando il patrimonio culturale italiano da un nuovo punto di vista.
“Un modo per collegare i territori che vada oltre al vino – spiega Caterina Mastella, figlia di Marilisa Allegrini, vice presidente e direttrice marketing del Gruppo – Oltre a Verona e Mantova, ci sono Borghetto, Curtatone e tante altre splendide località da scoprire, nel segno di un territorio che unisce le sue forze e mostra la sua bellezza in tutte le sue sfumature”.
E allora tocca a Stefano Baia Curioni, direttore di Palazzo Te, far spalancare gli occhi dei presenti a Palazzo Te e farli gioire per la meraviglia straordinaria non solo delle bellezze dell’edificio dei Gonzaga, dalla Sala dei Cavalli alla Camera dei Giganti. Ma anche per le opere d’arte della mostra “Metamorfosi a Palazzo Te” dove Tintoretto, Correggio e Rubens – per citare tre fuori classe – sembra facciano a gara a chi riesce a suscitare più stupore nel visitatore. Un percorso eccezionale dove ogni pennellata, ogni oggetto, ogni scelta – dal mito di Aracne a quello di Amore e Psiche – ha un significato più profondo, che passa dal desiderio e dalla necessità di esplorare in primis se stessi.
“Rinnovare l’alleanza con Villa Della Torre e annunciarne un ulteriore sviluppo, proprio nell’anno in cui celebriamo i cinquecento anni di Palazzo Te, significa riconoscere la forza e la bellezza di un percorso intrapreso insieme unendo le forze e le idee per quel meraviglioso patrimonio di cultura e bellezza italiana che abbiamo l’onore di condividere”, dice Stefano Baia Curioni.
Il nuovo vino
È in questo contesto che si presenta una nuova, limitata, edizione di Amarone dedicata alla Camera del Sole e della Luna. Una nuova tessera del mosaico enoico tracciato da Marilisa Allegrini, un progetto che negli scorsi anni ha visto Villa Della Torre vestire con gli affreschi della Camera dei Giganti e della Camera di Amore e Psiche di Palazzo Te due edizioni limitate dei propri vini, il Valpolicella Classico Superiore e il Lugana. A completamento della proposta, oggi si aggiunge l’Amarone.
“Solo passare alcune ore in questo posto meraviglioso riempie l’anima – è il commento emozionato di Marilisa Allegrini - Arte e bellezza rendono il nostro Paese unico. Respirare l’aria di luoghi magici come questo, che raccontano la storia e la profondità culturale dell’Italia non ha prezzo”. Se poi ci si aggiungono i profumi e i sapori dell’Amarone, vino portabandiera italiano, e la cucina stellata di Carlo Cracco, il gioco è fatto.
“Sono entrato tante volte in questo Palazzo e mi vengono sempre un po' di brividi – dice lo chef a Il Gusto – soprattutto se penso a come è stato pensato e realizzato. E al contesto che ha determinato la nascita. È qualcosa che ti emoziona profondamente. L'arte ci regala questi capolavori. E anche per questo è importante che sia sostenuta dall’impresa. L'arte nutre l'anima e stimola il piacere. Anche il cibo può avere questa funzione, ma resta un nutrimento, anche se le due cose si possono incontrare. Noi cerchiamo attraverso pochi ingredienti semplici, che mettiamo nel piatto, di dare un tocco creativo, poi però l'arte è un'altra cosa”. Per il nuovo Amarone, Cracco ha creato però una preprazione speciale che ha in sé una forte carica “artistica”. Lo spiega lui stesso: “Il piatto che ho pensato per l’Amarone è un piccione farcito, una ricetta antica, simbolo di questa terra. Il petto viene “smontato”, farcito, poi leggermente dorato. Poi viene accompagnato con questo sugo di carne meraviglioso. È un pezzo di territorio”.
Arte e impresa
“L’arte ispira impresa, e l’impresa fa vivere l' arte – chiosa Marilisa Allegrini – Questa è la sintesi di ciò che il mondo imprenditoriale dovrebbe fare per sostenere l’arte di questo Paese. Villa Della Torre è da sempre luogo di sperimentazione e di racconto – continua l’imprenditrice - Questo Amarone dedicato a Palazzo Te, realizzato con le uve del brolo della Villa, è un tributo a un comune sentire e alla visione di bellezza che ci accomuna. L’Amarone è, per la sua stessa storia, qualcosa di unico, un prodotto nato da un lungo processo di appassimento che caratterizza e che racconta la Valpolicella e il suo territorio. È per noi, ancora una volta, una grande gioia vedere come il frutto della terra e il sapere enologico possano intrecciarsi con la potenza dell’arte. Questo progetto dà voce ad un legame speciale tra arte e vino, due universi che sono espressione, in tutto il mondo, della nostra identità nazionale”.
Il nuovo volto dell’Amarone
Un Amarone che vive una seconda giovinezza e che non ha paura di rinnovarsi. Anche grazie all’arte. “L’Amarone è un vino importantissimo nel panorama enologico italiano – spiega Marilisa Allegrini - Ha avuto evoluzioni stilistiche diverse nella sua storia. Nasce da un errore, veniva infatti definito il Recioto sbagliato, negli anni 50 comincia a essere promosso e il suo profumo conquista palati sofisticati e non. Negli anni ‘90 e 2000 ci si concentra di più sull’opulenza, il risultato è un vino da masticare, dal colore impenetrabile, che incontra il gusto dell’epoca. In questi ultimi anni, invece, la tendenza condivisa con vecchi e nuovi produttori della Valpolicella è quella di ricercare l’eleganza. Uno stile che sembra nuovo ma che in realtà appartiene alla tradizione, che ricorda un grande Pinot Nero. Del resto, la Corvina non dà grande colorazione, anzi”.
Dall’oca al ramarro
E dal calice all’arte passando per metamorfosi e introspezione, il passo è breve. Ed è qui che arriva la seconda novità lanciata del Gruppo: un progetto artistico ideato con l’intento di legare ancora più profondamente i due luoghi. Si è deciso di chiedere all’artista Flaminia Veronesi di creare un gioco da tavola che ricreasse e attraversasse simbolicamente Palazzo Te e Villa Della Torre. È nato così il “Gioco del Ramarro” che, riprendendo la struttura tipica del gioco dell’Oca, conduce i partecipanti da un luogo all’altro. Il nome del gioco è intrinsecamente legato alla storia di Palazzo Te, il Ramarro infatti compare ripetutamente nelle sale del Palazzo ed è il simbolo scelto da Federico II Gonzaga per nascondere un messaggio segreto legato al tormento amoroso. “Ringrazio Palazzo Te e Villa Della Torre, che mi hanno chiesto di immaginare un modo per connettere questi due luoghi straordinari, dove arte, mito e meraviglia convivono e si intrecciano da secoli - dice Flaminia Veronesi - Fin da bambina ho interpretato la vita come se fosse un grande gioco dell’Oca e al gioco, fantasia e meraviglia ho dedicato la mia ricerca artistica. Giocare è un atto serio: richiede coraggio, apre alla fantasia, allena alla meraviglia e al cambiamento. Il Ramarro, simbolo d’amore e trasformazione, accompagna i giocatori in un cammino in cui ogni tappa è occasione di scoperta. Giocare con la fantasia è il primo passo per cambiare il mondo”.