Allegrini Wines e la biodiversità, essere “green” anticipando i tempi

Allegrini Wines e la biodiversità, essere “green” anticipando i tempi

Pubblicato il primo Bilancio di Sostenibilità, che certifica la strada percorsa “in un mondo tradizionalista”. Il futuro? “Potrebbe essere in un’azienda dedicata ai dealcolati”

3 minuti di lettura

Il passaggio da un capitolo all’altro della storia di Allegrini Wines, a ben vedere, è un ritorno alle origini. Con la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità, l’azienda, guidata dalla settima generazione della famiglia, chiude la fase riorganizzativa e si rilancia nel solco scavato da Franco (mancato nel 2022) e Walter (scomparso nel 2003), con Marilisa, e ora portato avanti da Francesco, Giovanni e Matteo e Silvia. Un percorso di sostenibilità «iniziato molti anni fa, in un’epoca in cui questo termine non era comune come oggi», ha sottolineato Silvia Allegrini durante la presentazione del documento. Allora, infatti, l’obiettivo era quello di creare, innanzitutto, un patrimonio viticolo esclusivamente collinare (circa 150 ettari) attraverso l’acquisizione di appezzamenti unici (nell’area della Valpolicella Classica, ma anche in Lugana e Soave).

Così facendo si voleva proteggere un ambiente ricco di biodiversità, comprensivo anche di boschi, siepi e prati (che coprono il 35% delle proprietà). Decisioni prese per il bene della vite, ma pure del territorio. Soprattutto in un’annata come il 2024, che si è rivelata «impegnativa, con una primavera molto piovosa, seguita da un’estate calda e un meteo più fresco durante la vendemmia. Nonostante ciò, siamo riusciti a contenere il numero di trattamenti effettuati alle piante e a salvaguardare la sanità del frutto. Alla fine è stata una buona vendemmia, non eccellente ma siamo soddisfatti del lavoro realizzato», racconta Francesco Allegrini.

D’altronde, dal 2010 Allegrini ha eliminato l’uso dei diserbanti, favorendo l’inerbimento e adottando macchinari a basso consumo di acqua. Inoltre, a partire dal 2017, l’azienda ha ottenuto annualmente la certificazione Biodiversity Friend, raggiungendo nel 2023 un punteggio di 93/100 (nel primo monitoraggio il punteggio era 75/100), che attesta l’aderenza alle dieci azioni previste dall’omonimo protocollo: dalla salvaguardia della biodiversità, attuata attraverso il controllo dei parassiti e delle infestanti, alla tutela della fertilità dei suoli, passando per la messa a dimora di specie vegetali mellifere nelle zone adiacenti ai vigneti. L’impegno in difesa della biodiversità è stato ulteriormente riconosciuto nel 2023 dalla certificazione Beekeeping, volta a garantire la tutela delle api e, più in generale, degli insetti impollinatori. Dal 2019, invece, la realtà veneta è certificata Equalitas. «La sostenibilità è la base di una buona attività agricola, come ci hanno insegnato i nostri padri, ma contiene in sé altri aspetti che stiamo implementando nella nostra quotidianità attraverso un protocollo chiaro. Da un punto di vista sociale, per esempio, con il progetto Arnia che estende ai nostri conferitori le linee guida di Biodiversity Friend, ci siamo resi conto di essere un polo di trasferimento del know how per i nostri partner», aggiunge Allegrini.

Un’attività che già il padre Franco, nel 1997, aveva avviato con la creazione del centro di appassimento Terre di Fumana in collaborazione con l’enologo Roberto Ferrarini, a disposizione dei viticoltori locali. Esperienza dalla quale gli attuali eredi del marchio hanno tratto ispirazione per Tenuta Merigo: nuovo centro produttivo che svilupperà, dal 2027, il concetto di sostenibilità aziendale, non solo in vigna, ma anche in cantina, grazie all’incentivazione del riciclo dei rifiuti in ufficio e nella linea di produzione, al controllo e al risparmio dell’acqua in tutte le fasi di produzione, all’approvvigionamento di energia tramite pannelli solari e a un maggiore efficientamento del processo di produzione del vino per mezzo di attrezzature tecnologiche innovative. Tenuta Merigo sarà inoltre un luogo dedicato anche alla promozione di un dialogo attivo con la comunità locale. Il nuovo sito produttivo avrà al suo ingresso un bosco didattico, al cui interno ci sarà un vigneto, una parte destinata a specie arboree anche rare e un’altra ancora destinata alle api, con l’obiettivo di creare anche occasioni di confronto con le scuole e le realtà del territorio.

Vinitaly 2024, Francesco Allegrini: "Presto la nostra nuova cantina ecosostenibile"

Vinitaly 2024, Francesco Allegrini: "Presto la nostra nuova cantina ecosostenibile"

Nel frattempo, l’obiettivo è consolidare una realtà paradossalmente giovane ma con le radici ben piantate nel territorio e nel mercato. A fine 2023, infatti, Allegrini ha chiuso con un giro d’affari di 21,25 milioni di euro (compresa l’attività distributiva che può contare sull’esclusiva con grandi maison d’oltralpe: Olivier Leflaive, Thibault Liger-Belair, Domaine Henri Rebourseau e Valentin Leflaive) e 2,3 milioni di bottiglie prodotte (anch’esse in un’ottica di eco-sostenibilità, quindi con un peso ridotto di 410 grammi, etichette in carta FSC e materiali promozionali stampati in una carta derivata dagli scarti dell’uva), se si contano anche quelle del marchio Corte Giara e Agricola Lanciani, acquisita lo scorso anno. «Il mercato, negli ultimi due anni, è sempre più attento alla sostenibilità.

In Norvegia, Svezia e Finlandia, per esempio, i prodotti sostenibili sono entrati nella categoria green. Un cambiamento che segnala come il sostenibile sia parificato all’organico. Stessa cosa succede negli Usa. In Italia, invece, siamo meno attenti. Sicuramente c’è da fare molta cultura. Ma siamo anche il mercato più difficile: in quanto paese produttore, siamo molto attaccati alle nostre tradizioni che meritano di essere rilette», spiega Francesco Allegrini. Anche a costo di “smussare” qualche spigolo: «Il nostro marchio di fabbrica per anni è stato l’appassimento, ma con il cambiare dei gusti e in un’ottica di consumo sostenibile questa tecnica penalizza un po’ la struttura del vino che ora si vuole più agile, beverina, fresca. Troveremo il giusto equilibrio e, sebbene escluda un prodotto Allegrini dealcolato, in futuro potremmo pure avviare un’azienda dedicata», conclude Allegrini.

Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto