Il trend

Cereali, gelato, biscotti e persino l’acqua “arricchiti”: negli Usa è proteine-mania

Cereali, gelato, biscotti e persino l’acqua “arricchiti”: negli Usa è proteine-mania

Una tendenza legata alla dieta: l’aumento del consumo di farmaci per perdere peso spinge molti consumatori a integrare con cibi proteici per recuperare muscolatura. Ma serve attenzione

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L’America ha una nuova ossessione: le proteine, ormai onnipresenti nella dieta di un numero sempre maggiore di persone. E non si tratta solo di quelle contenute in alimenti come carne, pesce, latticini, legumi e uova, poiché oggi in qualsiasi corsia dei supermercati degli Stati Uniti si può trovare una versione “arricchita” del proprio snack preferito, dai cereali per la colazione al gelato, dall’acqua frizzante aromatizzata alle barrette energetiche, dal caffè a dolci come ciambelle, biscotti e caramelle. Tanto che la nuova mania è diventata oggetto di parecchie ironie per via degli eccessi a cui si è arrivati, con buona pace degli esperti di nutrizione e personal trainer. Anche Khloé Kardashian, imprenditrice e star dei reality, ora scende in campo con la sua linea ‘Khloud Protein Popcorn’. Tre i gusti disponibili - Cheddar bianco, olio d'oliva e sale marino, dolce e salato - che conterranno 7 grammi di proteine per porzione derivate dalla ‘Khloud Dust’, una miscela di proteine del latte e spezie. Kardashian spiega che voleva creare uno “snack salutare, pratico e gustoso, qualcosa che potesse condividere senza sensi di colpa con amici e familiari”.

La “proteinificazione”, che cosa è

La sua iniziativa si inserisce in una tendenza alimentare più ampia, ribattezzata dagli esperti “proteinificazione”, che trasforma gli alimenti più svariati in potenziali alleati della forma fisica. Jonathan Deutsch, docente di arti e scienze culinarie alla Drexel University e trend spotter per la Specialty Food Association (organizzazione di categoria nel settore alimentare e delle bevande), spiega al New York Times che i marchi sperano di trarre profitto dalla crescente domanda di proteine da parte dei consumatori. Il tutto alimentato in gran parte dai social media e persino in tv (Patrick Schwarzenegger nell’ultima stagione di White Lotus prepara costantemente frullati con moltissime dosi di proteine in polvere). Sotto il profilo del marketing, la scelta è quasi obbligata secondo Deutsch: ci sono solo tre macronutrienti su cui l'industria alimentare può puntare nelle sue nuove linee di prodotti, ossia grassi, carboidrati e proteine. Con i primi due che spesso vengono demonizzati, ne resta solo uno su cui le aziende sono in grado di costruire un’immagine ‘salutare’.

Il legame con i farmaci dimagranti

Ma la tendenza deriva pure dall’uso sempre più diffuso di farmaci a base di GLP-1 per la perdita di peso, tra cui Ozempic e Mounjaro.

Come spiega la nutrizionista Lisa Young, docente alla New York University, chi assume questi medicinali segnala non solo un dimagrimento, ma anche una diminuzione di massa muscolare, fattore che porta molti pazienti a concentrarsi su cibi altamente proteici. Tuttavia, Young avverte che la quantità raccomandata per un adulto è pari ad 0,8 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno, e anche chi assume farmaci per la perdita di peso o si allena intensamente dovrebbe assumerne al massimo fino a 1,5 grammi. Gli snack arricchiti di proteine, prosegue, possono rientrare nella categoria degli alimenti ultra-processati, il cui consumo può aggravare i problemi intestinali. Ma i fan della dieta ‘high protein’ non demordono. Come racconta al Wall Street Journal Morgan Gates, la sua giornata inizia con una colazione a base di sei uova, poi si concede un frullato a base di yogurt greco, proteine in polvere e frutti di bosco, e per cena, mezzo chilo di carne rossa. “Ho scoperto che dando priorità a queste sostanze e facendo a meno del resto, stavo ottenendo il corpo che desideravo”, racconta il 28enne.

Il boom di prodotti proteici

Poi c’è Daniel Imberman, ingegnere informatico californiano, il cui obiettivo è scoprire “proteine spazzatura”, ossia opzioni salutari con il sapore del ‘junk food’. D’altronde, secondo la società di ricerche di mercato Mintel, nel 2024 le aziende alimentari hanno introdotto 97 nuovi prodotti con la parola “proteine” nel nome, più del doppio rispetto all'anno precedente. E i prodotti alimentari in più rapida crescita sono quelli con il maggior numero di proteine per porzione: 25 grammi o più, secondo i dati NielsenIQ. Il produttore di snack Wilde, ad esempio, ha creato una patatina proteica a base di petto di pollo, albumi d'uovo e brodo di ossa, mentre Protein Pints ha fatto il suo debutto nazionale con vaschette di gelato al gusto di impasto per biscotti e menta con 30 grammi di proteine ciascuna. E Protein Candy, con sede in Ontario, ha lanciato caramelle dai colori vivaci con 14 grammi di proteine a confezione.

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