Donald Trump ha appena inaugurato un nuovo capitolo della sua carriera imprenditoriale: la pizza. Secondo quanto pubblicato l’8 aprile sui profili ufficiali Instagram e Facebook della Trump Tower, Trump Pizza è ufficialmente aperta al pubblico all’interno del rinnovato Trump Café, nel cuore di Midtown Manhattan. La prima a parlarne sui canali media, è stata la giornalista Emily Sundberg, attraverso la sua newsletter Feed Me.
Lì dove non ci sono ancora prove o recensioni in prima persona, quale sia l’obiettivo quantomeno narrativo di questa nuova apertura è chiaro già dal post social: “Dove la tradizione newyorkese incontra l’artigianato italiano”. E in effetti le immagini condivise parlano da sole. Un forno a legna con la scritta “Trump Pizza” in bella vista, e una selezione di pizze in primo piano, con uno stile che sembra simile a una napoletana contemporanea, ma dal cornicione molto ben cotto: dalla classica Margherita con pomodorini e basilico a versioni più cariche con salame piccante, salsiccia e peperoni rossi.
Quello spot anni Novanta con l’ex moglie Ivana
Con questa apertura, Trump diventa il primo presidente degli Stati Uniti ad aprire una pizzeria durante il mandato. Un traguardo surreale, certo, ma in linea con un personaggio che aveva già flirtato con il mondo della pizza ben prima della Casa Bianca: nel 1995 compariva infatti in uno spot cult di Pizza Hut insieme all’ex moglie Ivana, mangiando una “stuffed crust” al contrario, iniziando dalla crosta.
Oggi, a distanza di trent’anni, la pizza ritorna. Ma con qualche contraddizione in sottofondo: Trump ha dichiarato nel 2018 a Serious Eats di non essere un grande fan dell’impasto. “Mi piace togliere la parte superiore della pizza per non mangiare la base. Così riduco il peso, almeno un po’”, aveva detto. Una dieta tutta personale, che ora si confronta con un forno a pietra e una carta ancora segreta.
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Tolomeo e la farina Caputo
Già, perché il menu ufficiale di Trump Pizza non è ancora stato pubblicato online. Ma qualche indizio arriva dalla sezione commenti del post Instagram, dove spicca il nome di Domenico Tolomeo. Già membro dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e chef aziendale per Orlando Foods, negli anni ha vinto numerose competizioni internazionali, aggiudicandosi il premio di Rising Star alla Caputo Cup nel 2019. Tolomeo ha collaborato, stando a quanto si evince da quanto ha scritto su Instagram, allo sviluppo del menu: “È stata un'esperienza fantastica lavorare con voi e sviluppare questa ricetta. La pizza ha un aspetto fantastico!”. E quando una collega pizzaiola scherza su una presunta “farina All Trump”, lui risponde: “Grazie a Dio li ho fatti passare a Caputo un paio di mesi fa”. Attualmente non ci sono conferme ufficiali su questo passaggio. In ogni caso, Tolomeo porta con sé credenziali solide: ha studiato con il maestro Roberto Caporuscio, ha lavorato presso Kesté Pizza e Vino, una delle istituzioni newyorkesi della pizza napoletana, ed è uno dei nomi di riferimento della scena pizza Usa.
Un locale in stile “barocco”
Intanto, l’estetica del locale, da poco rinnovato come dichiarato sul sito internet della Trump Tower, non passa inosservata. Marmo, dorature, riflessi specchianti e atmosfere barocche che — neanche troppo velatamente — ricordano gli arredi recentemente introdotti alla Casa Bianca, oggi molto discussi. Sembra che l’estetica trumpiana non distingua più tra residenza ufficiale e locali commerciali, portando il gusto personale del Presidente fin dentro la mozzarella fusa.
Eppure, nonostante tutto questo, l’apertura di Trump Pizza è avvenuta senza clamore. Nessuna inaugurazione ufficiale, nessuna conferenza stampa, solo un post social. Un silenzio strategico? Forse. Ma sufficiente a far parlare tutti, proprio mentre nessuno dice niente.
Una cosa è certa: Trump Pizza è già un caso mediatico. E in un’America dove politica e spettacolo si confondono sempre di più, non resta che chiedersi se il cornicione sarà più sottile o più divisivo.