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L’allarme di Gennaro Esposito: “L’alcol a cena va ridotto, massimo due bicchieri. Basta abusi”

L’appello dello chef stellato di Vico Equense: “Troppi gli incidenti legati agli eccessi. Dai tè ai brodi, a tavola tante alternative per preservare il piacere senza rimpianti”

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L’alcol a tavola è un tema che dobbiamo affrontare bene tutti, sia come quantità sia come qualità: una cena ben fatta, per essere sostenibile, non può contemplare più di due bicchieri di vino, già col terzo stiamo eccedendo. In quest’ottica i dealcolati possono essere un’opportunità. Per questo voglio assaggiarli alla cieca per valutarli”. Gennaro Esposito è uno chef che sa guardare oltre pregiudizi e apparenze. E sul tema dei vini senz’alcol vuole vederci chiaro, affidandosi a palato e buon senso, doti che hanno portato il suo ristorante La Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli) a brillare nella ristorazione italiana, con le due stelle Michelin.

Che ne pensa dei vini dealcolati?

“Non li ho ancora assaggiati e quindi non posso essere obiettivo nell’analisi. La mia posizione è critica e accogliente, ma prima di ogni altra cosa voglio degustarli con calma e cura, così da poter valutare bene, anche nell’abbinamento con il cibo”.

Senza vino la cena non rischia di essere privata di un protagonista importante?

“È per questo che vanno studiate delle valide alternative. E ho già pianificato di testare i vini senz’acol per studiarne le caratteristiche. Non ho pregiudizi. Quello che mi dispiace molto è che girando l’Italia si assiste a incidenti terribili, soprattutto nel weekend. E spesso le vittime sono giovani che avrebbero potuto divertirsi in modo sano o persone coinvolte loro malgrado”.

Quale potrebbe essere la via d’uscita?

“Bisogna cercare di integrare e/o sostituire una parte degli alcolici che si servono in una cena con tisane, tè infusi o magari con dei brodi, qualcosa di piacevole che non trascuri l’aspetto del piacere. E che quindi non ci faccia rimpiangere il vino e nel contempo possa integrare o sostituire anche i superalcolici. Purtroppo l’alcol in Italia comincia a fare tante vittime, la distrazione alla guida in parte è legata al suo consumo, dobbiamo quindi essere responsabili e lavorare per dare il massimo a chi vuole godersi una cena con la giusta quantità di alcol. Ci sono posti dove il secondo o terzo drink non te lo servono proprio per evitare problemi: questo aiuta le persone alla consapevolezza. Va fatta una riflessione collettiva e lavorare affinché, ad esempio, in una comitiva chi guida sia lucido”.

L’ingresso dei vini dealcolati e altre bevande alcol free nei menu è il segno del gusto che evolve. Che cosa è cambiato rispetto agli anni passati?

“Oggi al ristorante siamo attenti alle quantità di zuccheri, di sale, di grassi, non è solo un problema di alcol. Rispetto a una volta, si va di più a mangiare fuori e l’attenzione a qualità e salute è cresciuta. Di certo dobbiamo considerare l’aspetto del cambio di abitudini. Ci sono locali che hanno delle cantine stratosferiche, però abbiamo tutti pianto un amico o un parente coinvolto in un incidente e non penso che una buona bottiglia di vino valga più delle vite umane. Bisogna riflettere bene: a casa ci sono delle occasioni di consumo e in quel caso non devi dar conto a nessuno. Ma se ti metti alla guida non puoi far finta di nulla e comportarti in modo sconsiderato. Se vogliamo fare una degustazione dobbiamo organizzarci e tenere conto anche di questo aspetto”.