Due date appartengono al nostro Paese; una, la prima, è un richiamo alla storia della ristorazione del Tricolore, la seconda è una testimonianza drammatica tragica ma, per fortuna, superata, che è patrimonio, addirittura, della storia d’Italia.
Il 1952 è la prima data quando, a Bergamo Alta, in un angolo di verde Paradiso Terrestre, nasce tra mura secolari questo ristorante celeberrimo.
La seconda data è il 1973 ed appartiene, ahimè, alla storia d’Italia ed alla mia vita professionale quando nella città del Colleoni, con un risalto mediatico addirittura mondiale, viene rapito per estorsione il primo bambino nella storia del nostro Paese: Mirko Panattoni, 8 anni, figlio di celebri ristoratori, con un nome curioso, richiamo a Mirko Tramaglia, esponente politico del Movimento Sociale Italiano degli Almirante e Servello.
Quel ricciolo di capelli, tornato sano e salvo dopo il riscatto pagato dai genitori 51 anni fa, milioni di persone l’hanno visto in tutto il mondo sulle pagine intere e copertine di quotidiani e settimanali. Oggi, quei riccioli di capelli un po’ meno folti ma ben presenti ed ordinati, Mirko Panattoni li porta in giro nei locali che manda avanti con una troupe di bravissimi collaboratori. E lo trovate sempre, in particolare, in questo bel ristorante che vi sarete andati a trovare a Colle Aperto, proprio in fondo in fondo alla meravigliosa strada in salita che da Bergamo Bassa vi avrà portato, tra mura millenarie, curva dopo curva, fino all’ingresso della Città Alta.
A piano terra la celebre pasticceria di famiglia, poi 18 gradini (come ho raccontato nel mio cammeo domenicale di Rai3 in O anche no) per salire nella prima ampia comoda sala principale, interna, del locale che unisce eleganza ma, anche intimità e calore umano: in una ristorazione sempre più senza anima, in ristoranti dove sembra che vi facciano un favore a darvi da mangiare, qui i clienti sono amici, si scambiano saluti tra un tavolo e l’altro mentre il personale si fa in quattro portando al vostro amico a quattro zampe ciotole di acqua e di carne, che sia il menu per Pongo di Mirko Panattoni (un West Highland Black Terrier), per Odino, il levriero di Tomaso Trussardi, o per Hairon, il buldogg francese di Maura Anastasia, attrice e, per antonomasia, “ L’Amica degli Animali”…
Con la bellezza dell’ampia cantina del giorno alle pareti e della cucina a vista, con un servizio senza fronzoli ma accurato e preciso, avrete i piatti di un menu alla carta non sterminato ma assortito dove pescare e trovare preparazioni per ogni gusto: crudo di pesci molluschi e crostacei, tuorlo fondente con salsa al pecorino carciofi e tartufo, uovo fritto con fonduta di Parmigiano e scarola dei colli, insalata di puntarelle, polpo a vapore con crema di ceci, battuta di manzo, casoncelli della casa alla Bergamasca da manuale, ricciola con i broccoli, baccalà in salsa tonnata, catalana di astice e gamberi, fiorentina (ma perché il manzo irlandese quando a casa nostra abbiamo la Razza Bovina Piemontese, la Chianina…?!), frolla con le mele caramellate, strudel di pere, tortino al cioccolato, sfoglia scomposta con nocciole tostate, i buoni gelati della casa.
Pranzo medio completo di quattro piatti significativi (antipasto, primo, secondo, dessert) con una discreta bottiglia da dividere in due sugli 80/90 euro a testa (di cui 5 di coperto).
LA MARIANNA
Bergamo, largo Colle Aperto 4
035.247997
www.lamariannaristorante.it
info@lamarianna.it
Chiuso tutto lunedì e mercoledì a pranzo.
VOTO ALLA CUCINA: 14/20
POSIZIONE 3 su 5
AMBIENTE 3 su 5
SERVIZIO 2 su 5
CANTINA 2 su 5