Sanguigna, passionale, senza vie di mezzo. Anna Magnani la vita l'ha sempre presa a morsi come fosse un cibo da assaporare in pieno, dal primo all'ultimo boccone. E a 50 anni dalla sua morte avvenuta il 26 settembre 1973 a Roma, la sua amata città dove era nata il 7 marzo del 1908, Il Gusto vuole ricordarne il legame con la tavola che ancor più che sullo schermo ha segnato la sua esistenza, sempre intensa e tutt'altro che insapore, negli aspetti più intimi e personali. Basta ricordare un piatto simbolo che richiama il grande amore, passionale e tormentato, per Roberto Rossellini esploso e poi consumato fino alla sua fine durante le lavorazione de "Il miracolo", il secondo episodio del film L’Amore (l’altro è "La voce umana") nel suggestivo fiordo di Furore, borgo sulla Costiera Amalfitana. Sarà qui che l'attrice icona del Neo Realismo scopre quella che verrà chiamata in suo onore proprio Pasta alla Nannarella ovvero i ferrazzuoli, tipo di pasta di Gragnano realizzata a mano con il ferretto (simile ai maccheron) con condimento di pomodorini del Piennolo, rucola, pesce spada e pinoli. Una ricetta con sapori di mare e di terra, che si scontrano e si incontrano proprio come nel rapporto tumultuoso fra i due, che risale agli anni ‘40 e che la coppia amava gustare in coppia nel ristorante-hotel Bacco Furore . "I due lasciavano all'imbrunire il loro rifugio marino e salivano in collina a godersi il fresco e le gustose pietanze di Donna Letizia. A distanza di tanti anni nulla è cambiato. Nel nome del nostro ristorante c'è ancora il profumo del mito..." viene ricordato sul sito del locale.
Ancora oggi i titolari ricordano quei momenti che segnarono la fine di quella relazione intensa e tormentata mentre correva l’anno 1947: "Nannarella si alzava tardissimo e prima delle due pomeridiane non andava in scena. Continuava a dire “Robè, tu lo sai: io di mattina ho le rughe. Vulisse l’arte a primma matina? Per questa sua abitudine inveterata si faceva tardi la sera e per cenare salivano su in paese (l'attrice aveva acquistato nel Fiordo uno dei monazzeni, ovvero una casa dei pescatori, ndr) con la splendida Isotta Fraschini, e si fermavano da Bacco. Anna amava molto la pasta, quella fatta in casa da Mamma Letizia. Ordinava un bel piatto di ferrazzuoli (pasta tipica realizzata al ferreto con acqua e farina, con un buco al centro per raccogliere il sugo, ndr), salvo poi pentirsi e correre dietro al cameriere raccomandandogli “Don André, a me mezza porzione!” Questa frase era diventata talmente abituale che Roberto la usava per “sfruculiaria: “Nannare’, mezza porzione!”. A volte si accompagnava alla coppia l’amico Federico Fellini che, appena arrivava, prima ancora di sedersi a tavola, si faceva portare una scheggia di Provolone del Monaco o, in mancanza, di Parmigiano. Lui amava chiamarla “una scheggia”, tanto da guadagnarsi presto l’appellativo di “Federico ‘a scheggia'...".
Fu qui di fronte al mare in tempesta che ha dato il nome a questo luogo che la stessa tempesta di sentimenti contrastanti iniziò ad abbattersi sulla storia densa di passione fra Roberto e Nannarella che sarebbe finita da lì a poco con l'arrivo di Ingrid Bergman. Che con il regista girerà nell'estate del 1949 il film Stromboli inizialmente scritto proprio per la Magnani.
Si racconta che, all'inizio dell'idillio fra il suo compagno e la diva hollywoodiana, lei scoprì di esser stata sostituita dalla rivale e intercettò il telegramma con cui la Bergman preannunciava a lui il suo arrivo in Italia. Così a pranzo (alcuni dicono a Roma, altri in Costiera amalfitana, altri ancora all’Hotel Excelsior di Venezia) avendo di fronte una zuppiera fumante di spaghetti al pomodoro -c'è chi dice fosse invece pastina, stelline in brodo - decise di prenderla e gettarne l'intero contenuto in faccia a colui che sarebbe da lì a poco diventato il suo ex esclamando: “A Robe’, tie’!".
La pasta dunque è sempre protagonista nei momenti cruciali della vita privata dell'artista. Ma lei amava anche molto il gelato. Quest'ultimo appare anche sui set di film come La rosa tatuata (1955), Pelle di serpente (1958) e nell’episodio ‘La traversata’ diretto da Nanni Loy all'interno del film Made in Italy (1965) dove gira in una delle vie più trafficate e intasate di Roma per prendere un cono "ai regazzini".
E al gelato sarà dedicato anche un aperitivo-gelato omaggio a Nannarella firmato Gelateria Fassi - Palazzo del Freddo sempre nella Capitale, il 28 settembre.
Tornando al menu cinematografico in "Roma città aperta" di Roberto Rossellini (1945) Anna interpreta la Sora Pina che fa spesso riferimento alla mancanza di cibo per la sua famiglia e nonostante questo riesce a preparare un decoroso pranzo di nozze per festeggiare la sua unione con il tipografo Francesco, da cui aspetta un figlio.
Poi arriva "L’Onorevole Angelina" che Luigi Zampa dirige nel 1947. La Magnani è la protagonista, portavoce del popolo e delle donne della sua borgata romana, Pietralata. Anche qui il cibo scarseggia e in un’Italia post bellica è proprio Anna-Angelina a dare l'assalto ai magazzini di pasta del mercato nero al grido “fame e pane!” ad apparire nel film L'Onorevole Angelina di Luigi Zampa del ’47. Nannarella è lì per prendersi ciò che spetta di diritto a ogni famiglia: pane, pasta, latte. Ed eccola nella scena in cui condisce una zuppiera di spaghetti al pomodoro "cotti come una colla" (che il marito si rifiuta di mangiare) in una spaghettata collettiva contro la fame del Dopoguerra.
Altre scene da gustare anche in "Risate di gioia " di Mario Monicelli (1960) con la coppia Magnani-Totò. E come non ricordare il pranzo al Biondo Tevere di Roma in "Bellissima" diretto da Luchino Visconti nel 1951. Cibo come vita, sempre, come resistenza, come passione, civile e personale nelle viscere di una donna e un'artista senza mezzi termini, in ogni situazione.
Per quanto riguarda i ristoranti più frequentati dall'attrice nella Capitale erano La Carbonara a Campo de’ Fiori, l’Antica trattoria Angelino in piazza Tor Margana, dove negli anni '60 veniva consegnato l’omonimo premio che la Magnani ricevette nel 1961, oltre ai mitici caffé di via Veneto simboli della dolce vita. A pochi chilometri dalla Città eterna da citare la trattoria Federici a Ladispoli, luogo molto caro alla coppia Magnani Rossellini perché qui abitavano i nonni del regista che trascorse sul litorale laziale gran parte della sua infanzia.
LA RICETTA ORIGINALE della PASTA ALLA NANNARELLA
del ristorante Bacco Furore
Ingredienti per 4 persone
350 gr ferrazzuoli (pasta al ferretto) di Gragnano
200 ge polpa di pomodorini del “piennolo”
1 spicchio d’aglio
500 gr pesce spada affumicato preferibilmente ventresca
30 gr pinoli
30 gr uva passa
un mazzetto di rucola
peperoncino, olio extravergine, sale
Procedimento
Soffriggere l’aglio col peperoncino, unite la polpa dei pomodorini, i pinoli, l’uvetta e il pesce spada tagliato a dadini. Cuocere a fuoco vivo.
Lessare e scolare i ferrazzuoli, riversarli in padella con la rucola, fare saltare il tutto e servire decorando con foglie di rucola.
Vino abbinato: Bianco Costa d’Amalfi DOC Furore