Da Franco Pepe a Iginio Massari, cinque stelle per il resort in Basilicata

Da Franco Pepe a Iginio Massari, cinque stelle per il resort in Basilicata
Il San Barbato Resort a Lavello, quasi al confine con la Puglia, sta vincendo la sua scommessa: 30 milioni di investimento per creare un'oasi di gusto e benessere. Tra le offerte gastronomiche anche una succursale del Don Alfonso, la Terrazza Bellavista e un ristorante giapponese
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Adagiato tra le pendici dell’antico vulcano Monte Vulture e la valle del fiume Ofanto. Così si presenta sul web il San Barbato Resort Spa&Golf, che punta su bellezza, servizi esclusivi, gusto e lusso. Siamo nel territorio di Lavello, in Basilicata, quasi al confine con la Puglia. Il proprietario, l’imprenditore Antonio Liseno, ha vinto la sua scommessa. I numeri e il gradimento gli hanno dato ragione. L’investimento si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Ma non si ferma. Ed entro la fine del 2024 completerà la sua oasi, inaugurando il campo da golf e l’eliporto. Per apprezzare alcune eccellenze culinarie del nostro meraviglioso Paese, i lucani dovevano prendere la macchina - perché i treni in Basilicata non esistono, rete in manutenzione ad agosto, a settembre chissà - fare centinaia di chilometri, andando fuori regione. Da quando è stato inaugurato il San Barbato (inizio 2019) qualcosa è cambiato come ci ha spiegato il direttore, Canio Sabia: “Abbiamo puntato sulle eccellenze, sulla qualità assoluta, proponiamo 33 camere di 5 tipologie diverse, 2 sale ricevimenti, il Conference Center, la piscina con Pool Bar e un’altra è in costruzione, come la zona sportiva con campi da padel. Entro la fine del 2024 concluderemo il progetto, inaugurando prima il campo da golf con 9 buche (par 3) in collaborazione con la federazione nazionale e l’eliporto”. E poi gli eventi, come ha ricordato il direttore Sabia, “180 quest’anno, ma possiamo fare meglio” con due superstar come Bob Sinclair e Jimmy che hanno suonato a luglio e ad agosto. E infine, non per ultimo, l’enogastronomica con una cantina che propone 400 etichette dal valore di mezzo milione di euro.            

La struttura offre 5 servizi di alta ristorazione. C’è “Don Alfonso 1890” un’emanazione dello storico ristorante stellato della Penisola Sorrentina. Alfonso Iaccarino, la moglie Livia e i figli Ernesto e Mario hanno portato al San Barbato la stessa filosofia e la stessa passione che hanno reso il Don Alfonso 1890 uno dei più importanti ristoranti al mondo, un tempio dell’ospitalità: cucina d’autore, accoglienza impeccabile e calore umano.

Poi c’è “Sansei Japanese Restaurant”. Lo chef Nobuya Niimori è riuscito a fondere in maniera armoniosa e deliziosa la cultura giapponese con la cucina italiana. Tradizione e innovazione insomma. Minimo comune denominatore: la materia prima eccellente.

Stessa filosofia per la Club House firmata dall’architetto Beniamino Di Fusco che ospita “Proxima Franco Pepe”, uno dei migliori pizzaioli al mondo, che ha imposto una narrazione simile a quella che si prova nella sede madre di Caiazzo, un’evoluzione di “Pepe in Grani”. Pizza, ricerca e accoglienza sono i 3 capisaldi imposti al San Barbato da Franco Pepe, un panificatore moderno, appassionato, geniale. Si può degustare la sua “margherita sbagliata” passando per la “scarpetta” fino alla “Gran Lucana” nata in collaborazione con lo chef Donato De Leonardis, preparata con ingredienti del posto.

Da un’eccellenza ad un’altra. Unica al mondo nel suo genere, come la “Terrazza Bellavista”. La famiglia Moretti ha permesso di utilizzare il nome del suo brand. Si beve soprattutto Franciacorta. D’altronde non potrebbe essere diversamente. La terrazza è il cuore pulsante del resort, un luogo elegante, versatile, poliedrico, che si adatta per ogni occasione.

Chiude il pokerissimo di star della ristorazione “Iginio Massari”. Il maestro della pasticceria firma i dolci. Classe, eleganza e gusto. La perfezione insomma. Un’esperienza nell’esperienza. Da queste parti non si dice più “andiamo a Lavello, ma al San Barbato”. Forse aveva ragione lo scrittore Phil Bosmans: “Non posso cambiare un deserto in un giorno. Ma posso iniziare con un’oasi”.        

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