A Catania, la gastronomia diventa strumento di rigenerazione urbana, sociale, recupero del territorio, valorizzazione delle risorse umane, riqualificazione degli spazi come luoghi di aggregazione culturale, inclusione sociale. Piazza Scammacca, Trame di Quartiere, Isola, si candidano a nuovi modelli di ristorazione fondati su una forte sinergia con l’impresa sociale, la comunità, i principi di economia circolare. Il racconto culinario non si traduce semplicemente in un prodotto ma diventa contenitore di una narrazione più complessa, di un’interazione spazio-tema-persone. Nascono nuovi format trasversali che escono fuori dai classici schemi e proiettano il capoluogo etneo a laboratorio sperimentale gastronomico.
Piazza Scammacca, il primo mercato urbano indoor
Un progetto nato in piena pandemia da cinque ragazzi under quaranta che decidono di scommettere sulla loro città. E di fare ritorno nell’Isola. Lucia Caruso, Nicola, Stefano, Gabriele Vitale e Marco La Piana, sono i fondatori di Piazza Scammacca, un mercato metropolitano dove convivono sei realtà ristorative insieme ad iniziative di tipo sociale e culturale. Un’idea che ha trovato supporto e condivisione non solo nel bando Resto al sud ma anche in investitori e imprese sociali del territorio. Piazza Scammacca nasce laddove c’era la Chiesa di Santa Maria del Rosario, nel cuore del centro storico di Catania, un tempo fulcro della movida degli anni novanta. Danneggiata durante il terremoto del 1693, bombardata durante la seconda guerra mondiale, la Chiesa è passata dalla proprietà di una famiglia aristocratica a quella comunale che l’ha utilizzata come sede della tesoreria. Oggi, rinasce nella visione di un mercato indoor che ricrea le atmosfere della piazza esterna.
Ispirato al Mercato Centrale di Firenze, a Piazza Scammacca convivono sei format enogastronomici: Panem (giro d’Italia in 20 panini), Mareide (il pesce, crudo, fritto e affumicato curato dallo chef Joseph Miceli), Zio Enky (la carne italiana che richiama il barbecue texano), Ella (la pasta della tradizione e delle regioni italiane), Illum (la pasticceria siciliana moderna), Clara Bow (il cocktail bar che porta la firma del bartender Domenico Cosentino). A legare insieme le diverse realtà è la voglia di promuovere la cultura del cibo, la gestione collettiva ed interconnessa della sala, la ristorazione che diventa market e shop, l’interazione con la comunità locale e il quartiere, con l’obiettivo di fare rinascere anche la piazza esterna e trasformarla in isola pedonale. La novità sta nella struttura aziendale di Piazza Scammacca, con piani di carriera per il personale, inclusione sociale, attraverso un percorso di formazione e assunzione anche di ragazzi svantaggiati. Si tratta di un nuovo modello di business dove la missione economica non è il focus principale, la logica non è quella del massimo profitto ma di migliori condizioni e benefit per tutti.
“I modelli della vecchia ristorazione sono in crisi", commentano i cinque fondatori. "Noi applichiamo i principi dell’economia circolare, dell’investimento sulle risorse umane e personale qualificato, e ci avvaliamo della sinergia tra imprese sociali e imprese della ristorazione. Una vera e propria impresa solidale dove gli investimenti economici hanno un impatto sociale e sostengono valori come la sostenibilità ambientale e sociale. Un modello ristorativo all’avanguardia che ci ha consentito- in tempi di crisi del personale- di procedere subito con 35 assunzioni di personale qualificato”. All’aspetto sociale si unisce quello culturale, con lo spazio dell’ex sagrestia destinato ad ospitare diverse iniziative. Infine la cantina, una vera e propria chicca, che nasce in quella che era un tempo l’accesso privato dei frati domenicani per entrare in chiesa, poi diventata il caveau della banca quando il locale fu usato come tesoreria comunale. Saranno oltre 250 le etichette dedicate ai vitigni autoctoni italiani. Una vera e propria mappa per un viaggio nell’eccellenza vitivinicola italiana.
Trame di Quartiere, la caffetteria sociale nello storico quartiere San Berillo di Catania
Non solo uno spazio di incontro e condivisione ma anche un luogo di aggregazione e di fruizione di servizi culturali. La caffetteria sociale è parte di quel complesso ed ambizioso progetto che porta il nome di Trame di Quartiere, frutto di un lavoro interdisciplinare di gruppo che, attraverso le specifiche e diverse competenze individuali, ha attivato una serie di pratiche collettive di azione e ricerca sul territorio per una trasformazione urbana e sociale fondata sull’inclusione. Nata tra le macerie dell’abbandonato e storico palazzo del 1870 della famiglia de Gaetani, la caffetteria è prima di tutto un’opera di riqualificazione all’interno del quartiere San Berillo, che da distretto a luci rosse è diventato cuore multiculturale della città.
Isola- caffetteria e cucina sociale nel futuro dell’hub innovativo
Ha da poco spento le candeline del primo compleanno e già si prepara ad un secondo anno di novità e progetti. Isola, l’hub di innovazione, formazione e creatività all’interno dello splendido Palazzo Biscari di Catania, accoglierà presto la caffetteria. Sarà il luogo per una pausa sana, con prodotti locali e grande attenzione alla sostenibilità. Ci sarà posto anche per il bookshop di Isola e del museo, per workshop di tipo culturale e artistico, enogastronomico. La caffetteria si declinerà in cucina sociale, con la funzione di fruizione e di auto-preparazione. Nella progettazione c’è anche il Giardino Botanico indoor con piante anche edibili, parte del progetto educativo e di benessere attraverso le piante. Sarà gestita insieme alla start up 4good cause, con supporto alle buone cause locali.
“Isola vuole diventare un arcipelago dove altre isole possono nascere e attirare gli interessi di aziende e istituzioni pubbliche- afferma Antonio Perdichizzi- fondatore di Isola. Un luogo capace di trainare ed interagire con altri spazi dove sviluppare progetti enogastronomici attraverso la generazione urbana di piazze ed edifici. Una rivoluzione già in atto che sta cambiando il volto del centro storico catanese”.