Amari analcolici? Sì grazie. Anche se i puristi del "bicchiere ad alto grado" storceranno il naso, e il palato, non mancherà chi gradirà un drink alcol free, magari per non rinunciare al suo gusto quando non vuole o non può bere la versione "graduata". L'ultimo arrivato è il "Lucano Zero", new entry della casa Lucano 1894 che ha realizzato la bevanda secondo l'antica ricetta segreta del cavalier Pasquale Vena a base di erbe amare ma senza nessuna componente alcolica. Il risultato è un mix di sentori che conserva i profumi mediterranei del mirto, del rosmarino e degli agrumi uniti alla camomilla. Le erbe utilizzate sono le stesse impiegate nella creazione, dalle note floreali e agrumate, del liquore nato alla fine dell'Ottocento nel cuore della Basilicata, a Pisticci Scalo, in provincia di Matera. L'obiettivo è quello di unire tradizione, innovazione, benessere e sostenibilità: la bottiglia e il tappo sono rralizzati con vetro e alluminio riciclabili al 100% e l'etichetta è ricavata in parte dagli scarti di lavorazione degli agrumi e con carta riciclata certificata.
Anche se privati della gradazione alcolica, gli amari possono essere sempre gustati lisci freddi, o con l'aggiunta di ghiaccio. Di marche che propongono la versione alcol free ce ne sono diverse. Si va dall'amaro italiano Venti, realizzato con 20 erbe, a quello dell'Officina Botanica, dal The Bitter Note prodotto nello storico liquorificio Sipla Royal Drinks di Padova con sette note aromatiche. Fino al Bttr n 1 di Jnpr, ideato con la ricetta sviluppata con Flavio Angiolillo del Cocktail bar 1930, uno dei migliori bar al mondo e Medaglia d'oro Paris Cocktail Spirits, categoria distillati non alcolici 2021. E presto ce ne sarà uno anche stellato, creato dallo chef Alessandro Gilmozzi, patron del ristorante 1 stella Michelin El Molin di Cavalese, in Trentino e neo presidente Adg (Ambasciatori del Gusto): "Il progetto di un amaro analcolico - rivela a Il Gusto - è stato già avviato l’anno scorso con infusioni a freddo di radici come imperatoria, galanga, carota selvatica, assenzio, artemisia, semini di mela e altre erbe aromatiche tutte naturalmente di montagna. Stiamo sperimentando ancora i vari tipi di pastorizzazione per la conservazione ma l’idea è che per la fine dell’anno riusciremo a fare il Cavalese Walden Bitter Alcool Free".
"In passato - continua Gilmozzi -abbiamo anche realizzato il gin analcolico, una composizione di vari tipi di idrolati di botaniche, simili ai nostri gin già in produzione ma che per il momento abbiamo abbandonato perché c'è poco richiesta da parte del mercato. Invece l’amaro può essere una valida alternativa alla tisana di fine pasto e può essere ben utilizzato nei cocktail come quelli affumicati che serviamo all'inizio del nostro percorso degustazione. Ho già pensato a una ricetta che regalo in anteprima ai lettori".
Come dire un esempio di mixology di tendenza che negli ultimi tempi sta diventando una sfida sempre più accettata dai bartender che assecondano le richieste degli amanti del bere miscelato a tutto tondo. Proponendo creazioni di amari a base di erbe, spezie o agrumi. E ora anche senza alcol.
LA RICETTA STELLATA
IL COCKTAIL DELL'AMARO ANALCOLICO DEL FUTURO di Alessandro Gilmozzi
Ingredienti per un drink: 4 cl di amaro analcolico; 4 cl di Red Moon (succo di mela frizzante); foglie di betulla; legno per incenso; ghiaccio
Procedimento: in un piattino mettere foglie di betulla e legno per incenso e dare fuoco con l’aiuto di un cannello una volta che il fuoco si sarà spento catturare il fumo nel calice che ospiterà il drink. Nel frattempo miscelare in un Mixing Glass con del ghiaccio, l’amaro e il succo di mela. Girare il bicchiere facendo uscire il fumo in eccesso e servire il cocktail del futuro.