Dalla fatica nei campi all'invenzione del tubetto: l'epopea del pomodoro di Mutti

Dalla fatica nei campi all'invenzione del tubetto: l'epopea del pomodoro di Mutti
Nata nel 1899 come azienda agricola e caseificio, la storia di una crescita che molto deve alle intuizioni tecnologiche e all'innovazione, tra Conserva nera, leoni ruggenti e triplo concentrato
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I fratelli Marcellino e Callisto, seguirono le orme del nonno nella tenuta “Corte” che avevano preso come fittavoli a Piazza di Basilicanova, nel piccolo comune di Montechiarugolo. Sono loro nel 1899 a fondare la "Fratelli Mutti" suggellando nel lavoro e nella terra il legame di sangue. La sagacia consentì loro di mettere a sistema gli insegnamenti ricevuti fin da bambini, aumentando le rese delle coltivazioni e gestendo con perizia le stalle. Impegno ripagato in pochi anni con l’acquisto della tenuta dove svilupparono, insieme alla coltivazione dei pomodori, innovazioni tecnologiche anche in ambito caseario. Il caseificio, per la produzione di Parmigiano, sfruttava le moderne caldaie a vapore per lavorare fino a venti quintali di latte al giorno, la maggior parte dei quali proveniva dalle stalle della tenuta. I fratelli strinsero la collaborazione con la Cattedra Ambulante di Agricoltura di Parma che nei primi anni anni del XX secolo riconobbe loro “il merito nella diligente coltivazione del pomodoro” come attestato in un diploma. Anni di impegno e crescita, tra fatiche e la famiglia che cresce; al fianco di Marcellino entrarono in azienda i suoi quattro figli maschi.

Fiero condottiero d’azienda e orgoglioso padre, nel 1911 Marcellino Mutti deposita il marchio con i due leoni contrapposti sopra la dicitura “F.lli Mutti”: ruggenti custodi, come i due fratelli, della tradizione, affrontano il futuro con gli strumenti della modernità che incalza. Il marchio prenderà in breve il posto del nome, trasferendo nel simbolo il cognome: Due Leoni per chi non sapeva leggere. Nello stesso anno, nell’Esposizione di Roma per le celebrazioni dei 50 anni dell’Unità d’Italia giunse la Medaglia d’Oro di 1°Grado e nel 1914 un’altra onorificenza, il Diploma di Gran Croce con iscrizione nel Gran Libro d’Oro dei Benemeriti del Lavoro.[[ge:rep-locali:content-hub:295637779]]

Nubi si paravano però all’orizzonte, anni da cui l’Italia sarebbe uscita stremata. Nel 1912 Ugo Mutti partì volontario per la campagna in Libia, poi la Prima Guerra Mondiale in fanteria. Nel 1923 Sindaco e poi Podestà di Montechiarugolo per più di dieci anni, al termine dei quali ricevette la Commenda. Anni di ricostruzione e impegno, anni che portarono però al secondo conflitto mondiale. Il tenente Ugo viene inviato a combattere nel sud della Francia, fino al rientro incolume a casa dopo la liberazione e rocambolesche vicende, come tanti in quegli anni. Ugo Mutti affiancò il padre fino alla sua morte, diventando motore strategico dell’azienda, fino a prenderne il controllo.

Il pomodoro Mutti aveva ormai un posto d’onore nelle dispense italiane quando la vita delle donne cambiò con il lavoro fuori casa, sempre meno tempo ai fornelli. Nascono negli anni ’60 i primi sughi pronti: Verdurin Condidoro il primo sugo pronto per il consumo, alleviava le fatiche in cucina. Anni di lavoro impegnarono l’azienda verso la polpa, coniugando in un prodotto innovazione e sapore antico: la lavorazione a freddo dei pomodori manteneva inalterati gusto e consistenza, pelati e tritati in piccoli pezzi prima di essere sgocciolati. Resa elevata dal barattolo che ancora una volta cambiò il mercato delle conserve di pomodoro e conquistò la fiducia nelle cucine degli italiani. La polpa di pomodoro fu l’ultima intuizione rivoluzionaria di Ugo Mutti, che morì nel 1980 a Montechiarugolo.

Filiera tracciata non Ogm, una sede in Francia e un nuovo stabilimento a Oliveto Citra per le tipicità del Sud Italia, una mai doma crescita verso gli Stati Uniti e poi l’Australia. Le passate regionali che interpretano i sapori del territorio dove nascono e alla prima passata “sul campo” prodotta in uno stabilimento mobile brevettato per trasformare il pomodoro nel minor tempo possibile dalla raccolta. La piattaforma per gli agricoltori dove trovare supporto alle coltivazioni, pomodoro.net, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Cremona. Prosegue la storia di Mutti nel sapore di pomodoro che racconta in tutto il mondo il valore di un prodotto, evoluto nel segno della tecnologia per trarre vantaggio dalla modernità, come è sempre stato per questa famiglia della conserva nera. “Fare bene il proprio lavoro significa soprattutto dedicarsi a esso con determinazione, costanza, intelligenza, ma anche con molta passione e sincera onestà”, sono le parole di Francesco Mutti.

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