"Nowhere è il posto perfetto. Il luogo senza prestigio, dove a nessuno interessa chi sei. Dove non sarai mai discriminato. Non è inclusivo o esclusivo, non c'è arroganza, non c'è vanità. Qui non si ama nessuno. Qui non si odia nessuno. Nowhere non è una destinazione, è il cortile di casa che non hai mai trovato il tempo di abbellire". Sembra una poesia, una rivendicazione politica, l'incipit di un romanzo. Ma non è nulla di tutto questo. Queste righe poetiche sono in realtà la presentazione di un nuovo ristorante. Il Nowhere aprirà il 20 agosto alle porte di Stoccolma e sarà immerso nella foresta di Haringe, a pochi chilometri dalla capitale svedese e, come promette la sua inusuale presentazione, ha già annunciato che sarà decisamente diverso da quello a cui siamo abituati.
I tavoli? Distanti chilometri nella foresta, e il ristorante svedese è già sold out
In uno dei Paesi più chiacchierati del mondo per le sue particolari strategie di risposta alla pandemia, nasce di fatto, con questo progetto, il primo ristorante totalmente Covid-Free. Qui il distanziamento non è un problema: i tavoli sono solo sei, sparsi in tutta la riserva di Haringe, con una distanza tra l'uno e l'altro di chilometri. E apparentemente anche di mondi, visto che ogni tavolo avrà una sua particolare locazione all'interno del parco naturale - la foresta vera e propria, un pontile, un prato - in modo da offrire esperienze ed emozioni diverse ai vari ospiti che si prestano ad affollare - si fa per dire, dati gli spazi - il ristorante. La cucina sarà affidata a un duo tutto al femminile: Linn Söderström e Marion Ringborg, già chef del Garba, ristorante pop-up aperto a Stoccolma nel 2017. Uno dei set del ristorante Nowher è su un pontile
L'idea - vincente, visto che le prenotazioni sono impazzite ed è tutto sold-out - è venuta a Moa Gürbüzer, ex terapeuta familiare dal 2013 alla guida della cantina Oddbird, specializzata nella produzione di vini analcolici. La spinta per creare questo luogo di rottura con i canoni della ristorazione, è stato - ça va sans dire - il Covid. "Siamo sempre stati un’umanità “in fuga”, pronta a nuove esperienze - spiega-. La pandemia ci ha solo costretto a fermarci e ripensare alle bellezze che ci circondano da sempre" ma che assuefatti non vediamo più. "Nasce così l’idea di questo ristorante, che vuol essere un’opportunità per riflettere e ritrovare la magia nelle cose più semplici e vere”. Una magia che, in quanto tale, non è ripetibile: il ristorante è stato pensato come un'impresa temporanea, un luogo pop-up creato per cogliere l'attimo.
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