A Bruxelles il continente africano non abita solo nelle sale del rinnovato museo di Tervuren: si mangia, si balla e si contratta ogni giorno lungo la chaussée de Wavre e la chaussée de Gand, due arterie a venti minuti di metro l'una dall'altra che raccontano due migrazioni diverse e, alla fine, la stessa fame di vita.
Da un lato Matongé, il salotto afro-congolese di Ixelles nato con l'indipendenza del 1960. Dall'altro Molenbeek, l'ex "Petit Manchester" industriale diventata negli anni Sessanta la porta d'ingresso dei lavoratori marocchini e oggi, uno dei quartieri più vivaci della capitale d'Europa.
Tutto a Matongé comincia con la Maisaf, la Maison Africaine che alla fine degli anni Cinquanta ospitava ad Ixelles gli studenti congolesi con borsa di studio della corona belga. Con l'indipendenza del Congo, nel 1960, diplomatici e famiglie della diaspora si stabiliscono attorno a place Fernand Cocq e nella Galerie d'Ixelles aprono i primi parrucchieri e i primi caffè. Il nome arriva poco dopo: Papa Jean Lubanda trasforma la merceria di pagnes del suocero in un nganda, i piccoli locali in Congo, che chiama semplicemente "Matonge", come il quartiere della musica e della vita notturna di Kinshasa.
Negli anni Ottanta lo Zaire riapre il commercio dei tessuti tradizionali wax e l’import-export dei tessuti esplode sulla chaussée: da allora i locali ribattezzano la Galerie d'Ixelles "Kanda-Kanda" e quella di fronte, verso Porte de Namur, "Inzia". Oggi il murale di Chéri Samba "Porte de Namur - Porte de l'Amour" accoglie chi scende alla fermata di bus che si chiama, non a caso, "Matonge-Porte de Namur": più di 45 nazionalità africane convivono in un triangolo di poche strade, conteso fra gentrificazione e memoria migratoria.
Molenbeek-Saint-Jean prende il nome dal ruscello dei mulini che l'attraversava, ma il motore vero è stato il canale di Charleroi, scavato nel 1832 e raggiunto tre anni dopo dalla prima linea ferroviaria del continente. Nell'Ottocento la manodopera fiamminga trasforma la zona in un distretto di fabbriche così denso da guadagnarsi il soprannome di "Petit Manchester". Nel 1964 un accordo bilaterale porta i primi lavoratori marocchini nelle miniere e nei cantieri del metrò bruxellese: si stabiliscono lungo la chaussée de Gand, arteria commerciale che resta oggi la più viva del comune. La crisi del 1973 svuota le fabbriche e per anni Molenbeek fatica a scrollarsi di dosso una reputazione ridotta a fatti di cronaca.
Chi ci passa oggi trova altro: nell'ex birrificio Belle-Vue, sul canale, il museo Mima celebra la cultura digitale, la Fonderie narra il passato operaio, e da un vecchio panificio industriale della chaussée de Gand è nata nel 2010 la Brasserie de la Senne, la microbirreria che ha riacceso la scena brassicola bruxellese. Basta chiedere a Karim Bazah, che nel 2015, a ventotto anni, apre sulla chaussée la prima charcuterie halal e biologica del paese: salumi di capra e manzo prodotti in Andalusia, arrivati ogni settimana a spingere un intero quartiere a riscoprire il primo salame Made in Islam.
Matongé
L'Horloge du Sud - Rue du Trône 141
Bistrot dalla decorazione originale ai bordi di Matongé, famoso per il Liboke, pesce cotto nella foglia di banano. Da provare anche il Poulet moambe e la Moqueça afrobrasiliana al latte di cocco. Au Soleil d'Afrique - Rue Longue Vie 10
Cantina congolese conviviale, cuore della vita notturna di rue Longue Vie. Pesce fritto, banana plantano, Mafé de boeuf, Yassa poulet, punch al rum fatto in casa. Ambiente semplice, senza fronzoli: si mangia gomito a gomito, spesso in piedi.
Le Laakam - Rue Longue Vie 18
Cucina camerunese generosa vicino a place Saint-Boniface: pesce Tilapia, gamberi, hamburger di capra, pollo mbika, buffet nel weekend. Accoglienza calorosa e musica francofona, tutto arriva a tavola, basta non avere fretta.
La Mandibule - Chaussée de Wavre 170
Trattoria familiare da oltre vent'anni, ambiente informale gestito da una marraine di quartiere. Ali di pollo fritte, Poulet mwambe, banana platano, semola, tilapia e capra. Tra i locali più amati di Matongé. Maison Renardy - Chaussée de Wavre 111B
Salone da tè e caffè aperto nel 1912, in questa sede dal 2007, tra Matongé e il quartiere europeo. Pasticceria interamente fatta in casa dal figlio pastry-chef, oltre 100 tè e 20 caffè, cioccolata calda al 75% da provare d'inverno. Kitchen 151 – Chaussée de Wavre 145
Cucina mediterraneo-mediorientale della chef Simona El Harar, autrice di un libro sullo street food mediterraneo con influenze marocchine e persino malgasce. Hummus tra i più popolari di Bruxelles, Baba ganoush, Kofte d'agnello, falafel fatti in casa e tanti piatti vegetariani. La Signare - Rue de la Paix 26
Bistronomie senegalese nel cuore di Matongé: Poulet yassa, Mafé, Thieboudienne, agnello dibi. Concerti live nei weekend e grande terrazza. La patronne Nancy Mbaye devolve parte dei ricavi a un'associazione per donne in difficoltà in Africa. Galerie Matonge - (Galerie d'Ixelles) Chaussée de Wavre / Porte de Namur
Il passaggio coperto che i bruxellesi chiamano ancora 'Kanda-Kanda': parrucchieri afro, sartorie di wax, negozi di dischi, afro markets, il cuore commerciale storico del quartiere fin dagli anni Sessanta.
Molenbeek
Bel Mundo - Quai du Hainaut 39-41
Ristorante sociale del progetto Atelier Groot Eiland, che forma al lavoro i bruxellesi più fragili. Orto di 1.500 mq accanto al locale, arredi in pallet riciclati, cucina del mondo bio a chilometro zero. BEL'O - Quai du Hainaut 29
Sorella minore di Bel Mundo, stesso progetto sociale Atelier Groot Eiland: panini, croque, zuppe, torte fatte in casa, tè e caffè. Verdure dai due orti dell'associazione, uno persino sul tetto dell'ex mattatoio. Zero sprechi, gift shop di prodotti locali. Les Uns et Les Autres - Comte de Flandre 13
Cucina belga e mediterranea a due passi da La Fonderie, il museo del lavoro industriale. Atmosfera conviviale, servizio attento, tappa classica dopo una passeggiata tra i luoghi della memoria operaia di Molenbeek. Mensa sociale a prezzi popolari.
Le Phare du Kanaal - Quai des Charbonnages 40
Neo-cantina sul canale con pavimento volutamente inclinato, per l'effetto barca. Brunch nel weekend, Jus d bissap fatto in casa, pane della panetteria vicina, birre della Brasserie de la Senne. L'Atelier des Gourmandises - Chaussée de Merchtem 80
Pasticceria marocchina con grande assortimento di dolci maghrebini. Su ordinazione, specializzata in vassoi personalizzabili per cerimonie: corna di gazzella, ghoriba, dolci per l'Eid e il Ramadan.
Koul - Quai du Hainaut 7
Coffee-bar sul canale in mattoni e cemento, aperto da Naoufel Ben Hamame, ex fondatore dello streetwear Knits&Treats. Flatbread con verdure brasate, bun alla cannella, filet américain. Molto amato dai runner del canale.