Parola d'ordine "non sprecare": dal frigo al piatto, riciclare con gusto
Francesco Bruno Fadda
Zuppa di pane e frittata di riso: due ricette del riuso per smaltire l'eccesso di beni alimentari creatosi in questi giorni. Senza rinunciare al sapore. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
Che grande rivoluzione il frigo - il frigidaire per i più nostalgici - “un amico di famiglia” come diceva Giovanni Borghi, patron di quella Ignis che proprio con la vendita di quello strano oggetto dei desideri, di fatto, seppure romanticamente, disegnò il favoloso boom economico degli anni ‘50 alla pari della Fiat 500. Quello stesso elettrodomestico che consapevolmente entrava nelle case del dopoguerra per rivoluzionare le abitudini alimentari, prima di poche e da lì a breve di milioni di massaie. Non era più indispensabile fare visita al mercato o al fruttarolo tutti i giorni, si potevano fare acquisti più consistenti, tanto si poteva conservare in frigo. Il rapporto con il cibo, l’organizzazione della tavola, le abitudini della vita quotidiana, tutto si trasformava vorticosamente, fino agli eccessi del consumismo.
Dal frigo alla cucina consapevole: riciclare con gusto
Contro la “scatola refrigerata” nulla poterono neanche le scatolette di cibo a lunga conservazione lascito dei liberatori americani, che mai riuscirono a varcare la linea Maginot della radicata tradizione culinaria e casalinga italiana che, al contrario, il frigo preservava. Trascorsi oltre 65 anni, superate crisi, svalutazione, ancora boom economico, nuovi design, migliori performance e sempre più smart, il frigorifero, è ancora un gradito membro della famiglia. Talvolta semplice elemento di arredo, talune specchio di quello che siamo: il single lo ha quasi sempre vuoto o al massimo pieno di vaschette monoporzione, una famiglia colmo della spesa settimanale. Una pubblicità degli anni '60
Oggi, ancora più di ieri, il frigo è il baluardo dei sapori, della freschezza e della fragranza del cibo che acquistiamo e anche di quello che cuciniamo. Ma attenzione all’occhio più grande della pancia. Non tutto si può conservare in eterno e lo spreco di cibo si annida dietro ogni “sportello”, soprattutto in questo periodo di emergenza sociale, dove i disagi si fondono con le paure più incontrollate. Non possiamo uscire di casa, se non per fare la spesa? Sfoghiamo l’ansia facendo scorte di cibo, spesso alla cieca. Il risultato è un accumulo di materie prime che troppo frequentemente finiscono nella pattumiera. Ecco che in aiuto, contro lo spreco alimentare e l’insorgere del logorio della vita al tempo della reclusione, la storia, la tradizione nazional-contadina, si trasforma da necessità in virtù, con le ricette svuota frigo. Pane raffermo, riso e pasta del giorno prima, verdure appassite, uova, salumi, pesce e croste di formaggio, diventano pietanze saporite, colorate e in qualche modo anche etiche.
Le ricette
La zuppa di pane
Piatto di antichissima tradizione contadina, da sempre considerata “di recupero” - insomma lo svuota frigo per antonomasia. La zuppa di pane e di tutto quello che c’è.
Ingredienti:
Acqua
1 bicchiere di vino
Pane raffermo
Croste di formaggio
Formaggio grattugiato
Pomodori maturi
Olio evo \ Burro
1 cipolla di media grandezza
Procedimento:
Tagliate il pane - qualsiasi tipologia - a quadrotti e riponete in una casseruola insieme ai pomodori e alle croste di formaggio tagliate a dadini. Aggiungete un cucchiaio di olio evo o una noce di burro, un bicchiere di vino - rosso o bianco - e la cipolla tagliata a metà. Riempite con acqua fredda sino all’orlo e aggiustate di sale. Accendete il fuoco e mantenete la fiamma bassa per tutta la durata della cottura, circa 1 ora e mezzo, usando l’attenzione di girare continuamente il contenuto della casseruola. Piccolo segreto: la zuppa è pronta quando la cipolla si sarà sciolta completamente. Aggiungete il formaggio grattugiato a piacere e servite in una cocotte, con una foglia di basilico e un filo di olio evo.
Se così lo ritenete un piatto troppo light…, ecco due varianti per renderlo ancora più gustoso.
In una padella bassa dorate con una noce di burro due patate tagliate alla julienne, appena iniziano a sfrigolare aggiungete dello speck - o qualsiasi salume vi sia rimasto in frigo! - tagliato a forma di piccoli fiammiferi. Appena i due ingredienti avranno raggiunto la giusta “croccantezza”, aggiungete sopra la zuppa a chiusura del piatto. Più sapore e un pizzico di estetica.
In questa terza versione, la zuppa si dà arie da pasta al forno. Infatti, terminata la cottura della zuppa, riponete la stessa in una teglia da forno, stendendola a strati separati da formaggio grattugiato e qualsiasi salume abbiate in frigo tagliato a cubetti e due/tre fette di formaggio filante. Infornate a 180° e togliete appena il formaggio grattugiato “in testa” avrà formato la giusta e saporita crosticina. Lasciate riposare per 15 minuti fuori dal forno e poi servite come fosse pasta al forno.
Inutile aggiungere che fatto salvo per il pane, materia prima indispensabile, tutti gli altri ingredienti possono essere sostituiti con qualsiasi altro sia presente nel vostro frigo o dispensa.
La frittata di riso al forno
In frigo ho solo tre uova, una lattuga e il poco riso avanzato dalla sera prima… ho fatto la frittata!
Ingredienti:
3 uova
Lattuga (o qualsiasi verdura a foglia)
Riso
Olio evo
Sale
1aglio
Procedimento:
Separate la lattuga, ponetela in una casseruola e fatela stufare insieme all’aglio e due cucchiai di olio Evo. Appena ammorbidita e ben dorata, aggiungete in cottura - fiamma bassa - il riso avanzato. Amalgamate bene, spegnete il gas e togliete le teste d’aglio. In un contenitore sbattete le uova - intere, tuorlo e albume -, aggiungete un pizzico di sale - poco, ricordatevi che il riso è già stato salato nella prima cottura -.
Appena la lattuga e il riso si sono raffreddati, aggiungeteli alle uova e amalgamate bene. Pronto il composto, versatelo in una teglia foderata di carta da forno. e infornate a 160° per 15 minuti. Trascorso il tempo, togliete la torta salata dal forno e servite ben calda. Fresca, leggera e veloce.
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