Avvolgenti, morbide, spesso speziate e sempre profumatissime. Le birre di Natale ormai da qualche anno fanno capolino sulle nostre tavole tra uno spumante e un panettone, con le loro bellissime etichette, veri e propri pezzi da collezione. Diversi sono gli eventi che le celebrano in tutta Italia, e molti i produttori nostrani che ne hanno una propria interpretazione. La loro origine è antica e misteriosa. Qualcuno ritiene siano l’evoluzione di una bevanda destinata alla celebrazione dei Saturnalia romani, più probabilmente sono creazioni medievali pensate per scaldarsi nei freddi mesi invernali. Nelle kerstbier belghe l’intensa presenza etilica e la ricca aromatizzazione con spezie come chiodi di garofano, cannella, zenzero o anice sono il tratto distintivo. Più sobrie, ma non per questo meno vigorose, le tedesche: niente spezie, come da ultrasecolare regola del Reinheitsgebot, ma grasse note di cacao, frutta secca e candita grazie al contributo di malti, luppoli e alcoli. Nel Regno Unito la tradizione è quella delle winter warmers, moderna versione di un’antica bevanda a base di birra o sidro, spezie, zucchero e mele arrostite chiamata lambswool che proprio come la lana di agnello dalla quale prende il nome scalda il corpo e l’anima. Anche in Italia sono diversi i birrifici che ispirandosi a queste culture producono la loro Christmas beer e lo fanno con equilibrio e creatività, dando vita a nuova e inedita tradizione.
La selezione
Christmas Cru - Almond '22
Jurji Ferri, il birraio di Almond ’22, è per una metà abruzzese e per l’altra svedese. In questa birra di Natale fonde le sue origini unendo alle spezie tipiche dei dolci del Nord (cannella, buccia d’arancia calabrese, coriandolo e pepe nero ) un lievito da Montepulciano. Al naso è sorprendentemente fresca con note di agrume candito e fresco, mentre in bocca ricorda sin dal primo sorso il pan pepato con un attacco subito ricco e un percorso che, dopo aver proposto ricordi di liquirizia, lascia spazio al pepe con la sua vena piccante e balsamica.
Platinum - Croce di malto
Pensata per scaldare le fredde serate d’inverno e per accompagnare i dolci della stagione, la winter ale del birrificio piemontese Croce di Malto si presenta nel bicchiere con toni dorati. Al naso prima, e poi in bocca, emerge la ricca speziatura di pepe e zenzero che rinfrescano il sorso, lo asciugano dall’intensità alcolica elevata (8,8% vol.) e rendono la Platinum decisamente scorrevole. Il nome è un omaggio al successo che il birrificio ottenne pochi mesi dopo l’apertura in un importante concorso internazionale.
La Guana - Bionoc
Si ispira a una leggenda locale che narra di tre ragazze che ogni estate arrivavano in Primiero con mazzi di fiori che nessuno aveva mai visto e che la sera si trasformavano in lontre (guane in dialetto). Come tante altre storie questa è stata per secoli raccontata davanti al camino. E continua a riscaldare anche in forma di birra. Speziata con ginepro, ben percepibile sia al naso sia in bocca, questa birra ad alta fermentazione dai toni scuri è ampia e profumata. Le magnum hanno etichette disegnate da un artista locale.
St.renna - Bruton
Ampia e morbida, la St.renna è molto complessa già al naso, dove le spezie arricchiscono il già opulento profilo aromatico con sensazioni da dolce natalizio. In bocca è ricca e calda grazie ai 9 gradi alcolici che la fanno essere perfetta per aprire il pasto a fianco di paté di carne o per chiuderlo con formaggi, panettoni o altri lievitati.
Natale - Yblon
Riprende la tradizione belga di aggiungere zucchero candito alle strong ale ma la traduce in forma locale. In questa ricca birra dai toni scuri e dalla presenza alcolica impegnativa – 10% vol. – sono infatti presenti caramelle alla carruba che le donano zuccheri e note di frutta candita e tostata oltre a piacevoli sensazioni di torrefatto e di affumicato. Grazie al lavoro del lievito risulta profumata e molto secca nel finale, risultando pericolosamente beverina. Pensata come birra per festeggiare, è venduta esclusivamente in magnum.