Amarone Riserva Sergio Zenato 2008 (edizione limitata Gold Leaves)
2.080 euro
Un grande vino è di per sé un gioiello. E in casa Zenato, dinamico e fantasioso pilastro della produzione di Valpolicella e Lugana, nonché di preziosissimi Amarone, sono abituati da un pezzo a sfornarne. Forse per questo è nata l’idea del raddoppio: gioiello in bottiglia più gioiello da mettere al dito. Due, insomma… ma non al prezzo di uno, visto che la presenza nella confezione di Gold Leaves, l’anello in oro giallo 18 carati firmato da nadiazenatojewelry, il cui décor ricorda le foglie della vite ed è ulteriormente impreziosito da una corona di rubini (il colore del vino, ovviamente) montati in oro bianco, tira inevitabilmente un po’ su il costo del pacchetto. Ma la sensazione, per chi vuol far colpo, è assicurata. E, credeteci, quella dell’assaggio del 2008 non sarà poi di troppo lontana, se la destinataria è una eno-fan, da quella della vista dell’anello…
Mersault-Perrières 1999 J. F. Coche-Dury
da 500 a 1000 euro
L’emozione del far regali è – si sa – anzitutto la felicità di chi lo riceve; ma il divertimento dell’acquisto dove lo mettete? E allora, raddoppiatelo: gratificate e gratificatevi, scegliendo un vino di gran classe, prestigio assoluto e vera rarità per il vostro/a cocco nella lista delle strenne, e aggiudicandovelo all’asta. Quale? Quella straordinaria che Pandolfini (illustre e specializzatissima casa) batte a Firenze, in Borgo Albizi, domenica 14 dicembre dalle 11 del mattino. Il catalogo è disponibile on line (come la partecipazione concordata) sul loro sito. Ma andarci e pescare in un autentico e siderale luna park del vino una cosa come il lotto n. 6, ovvero “la” bottiglia di Mersault-Perrières 1999, Borgogna bianco spremuto dagli dei e griffato dal (probabilmente) più grande artefice di sempre, il mitico Coche-Dury, vi installerebbe di certo nell’empireo degli enofili e dei “regalatori”. Prezzo base previsto: 500 euro, tetto indicativo 1.000. Ps: non doveste farcela, in sostituzione vogliate gradire il lotto 11: Corton-Charlemagne Domaine Leroy 1995, un Côte de Beaune Grand Cru (e biodinamico!) firmato dalla (anche lei mitica) ex socia della Romanée Conti, Lalou Bize Leroy. Qui si viaggia tra 300 e 600. Si risparmia, insomma…
Francacorta Extra Brut Uberti Quinque Seconda Edizione
150 euro (formato magnum)
In attesa del raddoppio col “Deca” (nome per ora ipotetico e dunque da non prendere alla lettera) in casa Uberti è bell’e nata, ed è fantasticamente buona, la Seconda Edizione della loro idea speciale: quella di raccontare 5 annate in fila (ecco il perché del nome) della loro Franciacorta e nei loro vigneti fidanzandole tra loro in una magnum, e partendo da un membro del quintetto che ha lavorato quasi nove anni sui lieviti (il 2007) fino al più fresco e sbarazzino (si fa per dire) dei cinque, il 2011, che di mesi in loro compagnia ne ha trascorsi solo una sessantina. La Seconda Edizione del Quinque (la prima era basata sul mix dal 2002 al 2006) ha seduttività straordinaria, e insieme potenza e spessore di tutto riguardo. Destinatela a un/una appassionata di bolle, ma anche di piatti golosi, e consigliate di sfoggiarla ad una delle tavole della festa. L’aperitivo sarà il racconto della sua storia; seguiranno nozze col cibo certamente felici…
Champagne Brut Nature Roederer 2009 edizione Philippe Stark
110 euro
Gli Champagne di casa Roederer, dal “base” in su, sono certezze. Il vertice della gamma poi, il Cristal, è un ticket global: dalla Cina alla Russia, dall’Italia alla California, non c’è un bevitore che insieme alla qualità cerchi allure, glam (e magari anche un filo d’ostentazione quando serve…) e che non sappia che ordinando Cristal l’esito è garantito. Ma sempre in casa Roederer (che è poi da noi casa Sagna, storico distributore) c’è un’alternativa di gran livello e per certi versi forse persino più intrigante: il Brut Nature, figlio bilanciato delle tre uve sciampagnotte, Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier tirate su nelle terre nere di Cumieres, variazione sul bianco dominante dei suoli calcarei dell’area, e allevate in biodinamica. Al resto pensa, per quanto concerne il contenuto della bottiglia, Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave di Roederer, che lo spedisce nel mondo senza dosaggio (senza cioè un solo grammo di zucchero aggiunto) e dopo 72 mesi sui lieviti. All’esterno pensa invece il guru del design Philippe Stark cui è affidata la “veste”. Dono bello e buono, insomma (e a metà prezzo rispetto al Cristal…).
Alto Adige Pinot Bianco Kaltern Kunstuck 2014
95 euro (formato magnum)
È la prima volta che lo fanno, ed è stato imbottigliato solo in magnum. Loro pronosticano per il vino almeno 15 anni di vita (splendida ed evolutiva) nella bottiglia (molto bella) che lo protegge. Ma voi (e chi da voi lo riceverà in dono) non dovete certo per forza aspettar tanto. Le feste prossime sono già un’occasione superba per testare e godersi la nuova creatura della Cantina di Caldaro, figlia solo di annate assolute e speciali (lassù da loro il 2014 per i bianchi lo è stata di certo) e un po’ orgoglio e traino dell’intera, e reputata, produzione aziendale. Fermentato e maturato in botte grande di rovere, freschissimo grazie all’acidità nitida e alla cristallina sobrietà del clima del millesimo (uno dei pochi non accaldati dell’ultima fase storica) questo Pinot Bianco inseiem solido e teso, avvolgente e vibrante, vi conquisterà il cuore del destinatario/a. Che avrà belle chances a sua volta, visto il formato, di accrescere la sua popolarità condividendone l’assaggio.
2.080 euro
Un grande vino è di per sé un gioiello. E in casa Zenato, dinamico e fantasioso pilastro della produzione di Valpolicella e Lugana, nonché di preziosissimi Amarone, sono abituati da un pezzo a sfornarne. Forse per questo è nata l’idea del raddoppio: gioiello in bottiglia più gioiello da mettere al dito. Due, insomma… ma non al prezzo di uno, visto che la presenza nella confezione di Gold Leaves, l’anello in oro giallo 18 carati firmato da nadiazenatojewelry, il cui décor ricorda le foglie della vite ed è ulteriormente impreziosito da una corona di rubini (il colore del vino, ovviamente) montati in oro bianco, tira inevitabilmente un po’ su il costo del pacchetto. Ma la sensazione, per chi vuol far colpo, è assicurata. E, credeteci, quella dell’assaggio del 2008 non sarà poi di troppo lontana, se la destinataria è una eno-fan, da quella della vista dell’anello…
Mersault-Perrières 1999 J. F. Coche-Dury
da 500 a 1000 euro
L’emozione del far regali è – si sa – anzitutto la felicità di chi lo riceve; ma il divertimento dell’acquisto dove lo mettete? E allora, raddoppiatelo: gratificate e gratificatevi, scegliendo un vino di gran classe, prestigio assoluto e vera rarità per il vostro/a cocco nella lista delle strenne, e aggiudicandovelo all’asta. Quale? Quella straordinaria che Pandolfini (illustre e specializzatissima casa) batte a Firenze, in Borgo Albizi, domenica 14 dicembre dalle 11 del mattino. Il catalogo è disponibile on line (come la partecipazione concordata) sul loro sito. Ma andarci e pescare in un autentico e siderale luna park del vino una cosa come il lotto n. 6, ovvero “la” bottiglia di Mersault-Perrières 1999, Borgogna bianco spremuto dagli dei e griffato dal (probabilmente) più grande artefice di sempre, il mitico Coche-Dury, vi installerebbe di certo nell’empireo degli enofili e dei “regalatori”. Prezzo base previsto: 500 euro, tetto indicativo 1.000. Ps: non doveste farcela, in sostituzione vogliate gradire il lotto 11: Corton-Charlemagne Domaine Leroy 1995, un Côte de Beaune Grand Cru (e biodinamico!) firmato dalla (anche lei mitica) ex socia della Romanée Conti, Lalou Bize Leroy. Qui si viaggia tra 300 e 600. Si risparmia, insomma…
Francacorta Extra Brut Uberti Quinque Seconda Edizione
150 euro (formato magnum)
In attesa del raddoppio col “Deca” (nome per ora ipotetico e dunque da non prendere alla lettera) in casa Uberti è bell’e nata, ed è fantasticamente buona, la Seconda Edizione della loro idea speciale: quella di raccontare 5 annate in fila (ecco il perché del nome) della loro Franciacorta e nei loro vigneti fidanzandole tra loro in una magnum, e partendo da un membro del quintetto che ha lavorato quasi nove anni sui lieviti (il 2007) fino al più fresco e sbarazzino (si fa per dire) dei cinque, il 2011, che di mesi in loro compagnia ne ha trascorsi solo una sessantina. La Seconda Edizione del Quinque (la prima era basata sul mix dal 2002 al 2006) ha seduttività straordinaria, e insieme potenza e spessore di tutto riguardo. Destinatela a un/una appassionata di bolle, ma anche di piatti golosi, e consigliate di sfoggiarla ad una delle tavole della festa. L’aperitivo sarà il racconto della sua storia; seguiranno nozze col cibo certamente felici…
Champagne Brut Nature Roederer 2009 edizione Philippe Stark
110 euro
Gli Champagne di casa Roederer, dal “base” in su, sono certezze. Il vertice della gamma poi, il Cristal, è un ticket global: dalla Cina alla Russia, dall’Italia alla California, non c’è un bevitore che insieme alla qualità cerchi allure, glam (e magari anche un filo d’ostentazione quando serve…) e che non sappia che ordinando Cristal l’esito è garantito. Ma sempre in casa Roederer (che è poi da noi casa Sagna, storico distributore) c’è un’alternativa di gran livello e per certi versi forse persino più intrigante: il Brut Nature, figlio bilanciato delle tre uve sciampagnotte, Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier tirate su nelle terre nere di Cumieres, variazione sul bianco dominante dei suoli calcarei dell’area, e allevate in biodinamica. Al resto pensa, per quanto concerne il contenuto della bottiglia, Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave di Roederer, che lo spedisce nel mondo senza dosaggio (senza cioè un solo grammo di zucchero aggiunto) e dopo 72 mesi sui lieviti. All’esterno pensa invece il guru del design Philippe Stark cui è affidata la “veste”. Dono bello e buono, insomma (e a metà prezzo rispetto al Cristal…).
Alto Adige Pinot Bianco Kaltern Kunstuck 2014
95 euro (formato magnum)
È la prima volta che lo fanno, ed è stato imbottigliato solo in magnum. Loro pronosticano per il vino almeno 15 anni di vita (splendida ed evolutiva) nella bottiglia (molto bella) che lo protegge. Ma voi (e chi da voi lo riceverà in dono) non dovete certo per forza aspettar tanto. Le feste prossime sono già un’occasione superba per testare e godersi la nuova creatura della Cantina di Caldaro, figlia solo di annate assolute e speciali (lassù da loro il 2014 per i bianchi lo è stata di certo) e un po’ orgoglio e traino dell’intera, e reputata, produzione aziendale. Fermentato e maturato in botte grande di rovere, freschissimo grazie all’acidità nitida e alla cristallina sobrietà del clima del millesimo (uno dei pochi non accaldati dell’ultima fase storica) questo Pinot Bianco inseiem solido e teso, avvolgente e vibrante, vi conquisterà il cuore del destinatario/a. Che avrà belle chances a sua volta, visto il formato, di accrescere la sua popolarità condividendone l’assaggio.