Vinitaly 2026
Il personaggio

Cracco il romagnolo delizia con la piadina

Cracco il romagnolo delizia con la piadina

Allo stand dell’Emilia-Romagna lo chef guida una cucina che va dall’uovo soffice con acqua di Parmigiano-Reggiano al prodotto più tradizionale

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A Vinitaly Carlo Cracco è diventato definitivamente emiliano - romagnolo. La “certificazione” (per l’esattezza quella di ambasciatore Food&Wine dell’Emilia Romagna) gli è stata consegnata dal presidente delle regione, Michele De Pascale, al momento dell’apertura del padiglione dedicato all’Emilia Romagna dove lo chef è protagonista con il suo ristorante di fine dining (in carta, menù di degustazione a 85 euro, c’è anche l’uovo soffice con acqua di Parmigiano Reggiano dop, radicchio e aceto balsamico di Modena igp).

Ma anche con uno stand dedicato alla sua azienda agricola Vistamare dove ha portato le piadine e il cassone romagnolo. Piadine gourmet (a 14 euro) ovviamente da quella con prosciutto di Parma, squacquerone e mostarda di fichi caramellati a quella di culatello, radicchio, formaggio di fossa e pesto di noci. Il cassone è invece rosso o alle erbe. Gli abbinamenti al calice sono di Colle Giove e di La Ciola (tutti e due dell’azienda agricola Rosa Fanti, moglie dello chef). Entrambi gli spazi nel padiglione dell’Emilia Romagna sono presi d’assalto già il primo giorno di apertura di Vinitaly (a Verona dal 12 al 15 aprile).

Cracco e l’Emilia Romagna

Al momento del taglio del nastro (o meglio di una forma di Parmigiano Reggiano 24 mesi, come tradizione) è stato spiegato il perché della scelta di affiancare il territorio ad una figura di spicco della cucina italiana (l’anno scorso c’era Massimo Bottura, ndr). “Nella nostra regione siamo abituati a fare sistema – ha detto De Pascale –. Siamo qui non solo per fare promozione al nostro vino. La sfida è far sì che tutte le nostre produzioni trovino nel mondo il posto che meritano. Il nostro è un sistema che comprende vino, enogastronomia e turismo. Quest’anno abbiamo portato 90 espositori, 13 in più rispetto lo scorso anno. È il padiglione della nostra comunità, della nostra terra e di tutti i suoi prodotti”. “Sono molto felice di esser qui – ha commentato Cracco – ne sento anche la responsabilità. Per questo ho scelto di mettere la mia firma su un prodotto che porta il nome dell’Italia in giro per il mondo. È un onore ma anche il modo di dare il mio contributo affinché si continui a rinnovare sempre questa tradizione”.

La partecipazione a Vinitaly

Alessio Manni è assessore all'agricoltura e agroalimentare e la sua è una riflessione generale sul momento storico in cui si vive questa nuova edizione di Vinitaly. “Sicuramente ci troviamo in un momento complesso. Però non ci dimentichiamo che siamo una regione abituata ad affrontare le difficoltà insieme. È stato un anno dove i nostri produttori hanno fatto i miracoli, hanno saputo fronteggiare difficoltà internazionali, hanno saputo reinventarsi, aprire nuovi mercati, difendere i loro prodotti. Quindi è stato un anno tosto e noi siamo abituati che nei momenti di difficoltà ci si lancia, non ci si difende soltanto. Quindi quest'anno il padiglione è ancora più bello di quello dell'anno scorso. L'idea che i grandi protagonisti internazionali della cucina italiana scelgano l'Emilia-Romagna è per noi una soddisfazione enorme. Siamo molto orgogliosi di quello che oggi è l'Emilia-Romagna del vino, ma non ci basta, non ci basta per niente. Noi vogliamo un posto nel mondo per la produzione emiliano-romagnola molto più grande di quello che abbiamo oggi. Questo è il nostro obiettivo che ci siamo dati, la sfida che lanciamo, e quindi per noi questo Vinitaly è un altro passo di una sfida. Quella di far sì che le produzioni emiliano-romagnole trovino nel mondo il posto che meritano”.

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