La cantina al confine con la Slovenia dove la muffa (nobile) rende grandi i vini del Collio
di Paolo MassobrioDa 25 anni la famiglia Palla coltiva dodici ettari dell’azienda Ronco Blanchis, puntando su maturazioni complete, biodiversità e vitigni del territorio
Proprio dove iniziano a salire i pendii del Collio Friulano, a un passo dal confine con la Slovenia, si respira la storia di antiche casate nobiliari austriache e spagnole, legate per secoli all'Impero Asburgico. È qui, tra questi vigneti storici, che 25 anni fa la famiglia Palla, guidata da Giancarlo e dai figli Alberto e Lorenzo, decide di investire e di produrre soltanto vini bianchi. Una filosofia messa in essere già mezzo secolo prima con l’acquisto della cantina Loredan Gasparini, storica azienda situata a Venegazzù nelle colline trevigiane del Montello, che già negli anni ‘60 aveva fatto conoscere nel mondo i vini rossi di questa zona.
La forza dei loro vini risiede anche in un terroir davvero unico, caratterizzato dalla “ponca”: si tratta di un terreno stratificato in cui si alternano marna e arenaria. Questa particolare conformazione rocciosa, tipica esclusivamente di questo estremo nord-est, ha un'origine lacustre anziché oceanica e ha la straordinaria capacità di regolare alla perfezione la disponibilità d'acqua nel sottosuolo. Altro elemento distintivo di questa collina, il microclima particolare, ricco di umidità, particolarmente importante per una varietà: il friulano. E qui, padre e figli sono stati bravi nel comprendere che, spingendo tali uve a completa maturazione, l’attacco della muffa nobile, la Botrytis Cinerea, che provoca un parziale appassimento degli acini con concentrazione degli aromi e degli zuccheri, potesse essere un vantaggio e non uno svantaggio per produrre vini assai identitari e caratterizzati da maggiore aromaticità, rispetto ad altri prodotti in zone differenti della regione.
Una forte identità evidente già nella scelta del nome dell’azienda: “ronco” che qui identifica la collina, e “blanchis” ad esprimere la vocazione eccezionale del territorio per i vini bianchi, sui quali hanno puntato i proprietari. Oggi, gli ettari vitati allevati a guyot sono una dozzina (40 mila bottiglie) in un corpo unico all’interno di una proprietà totale di 23 ettari, quasi del tutto destinati a prati e boschi per conservare la biodiversità. Con la consulenza dell’enologo friulano Gianni Menotti, si adottano le pratiche del biologico non certificato e si seguono i principi della sostenibilità, a partire dalla potatura conservativa e dall’adesione al progetto “EnoBee” per riportare le api in vigna e far sì che trovino al loro interno l’ambiente ideale per vivere e produrre miele.
I vini
Il Collio Friulano 2025 si presenta con un colore oro, al naso sono invitanti le note distese di frutta matura, di polpa, come se fosse una pesca speziata. In bocca è filigranoso, sapido, pulito, con un equilibrio perfetto. Dopo la vendemmia delle omonime uve in purezza cadenzata a metà settembre, fa pressatura soffice delle stesse e poi affinamento di sette mesi in acciaio. Il Collio Sauvignon 2025 ha colore brillante. Al naso emergono note di salvia intense, è aromatico e floreale. Stessa mano, stesso equilibrio, finale un po’ amaricante, ma sapido e piacevolissimo, decisamente iconico.
Il Collio Blanc de Blanchis Riserva 2020 è il blend di una super selezione di uve friulano e chardonnay, cui si uniscono piccole percentuali di malvasia e sauvignon. Colore oro, al naso spiccano la mandorla e un piccolo frutto bianco sottospirito. Netto e seducente, anche ematico, caldo, ricorda immediatamente il Friulano, poi sfodera la sua complessità. In bocca è pieno, rotondo, con un’acidità ficcante diretta, che riempie il palato. Affina in acciaio (le uve chardonnay fanno anche un passaggio di 6 mesi in barrique nuove). E quando posi il bicchiere, sei certo di aver assaggiato il meglio che il Friuli Venezia Giulia possa dare.
Ronco Blanchis
Mossa (Go) – Via Blanchis 70
Tel. 351 5665924
Una bottiglia di Collio Blanc de Blanchis Riserva 2020: euro 30