Diciottenne evade dai domiciliari per cenare al ristorante
di Luisa MoselloTroppo forte la voglia di mangiar fuori, finge un malore ma non tutto va come sperava
"So resistere a tutto tranne che alle tentazioni" diceva Oscar Wilde. Una frase presa alla lettera dal giovane evaso dagli arresti domiciliari perché proprio non riusciva a rinunciare a un desiderio più forte di lui: una cena al ristorante. È accaduto in Emilia Romagna a Castel San Pietro Terme nel Bolognese dove il diciottenne un ragazzo sottoposto a detenzione domiciliare non ha resistito al richiamo della tavola.
Si è creato un alibi per lasciare l'appartamento, ovvero andare d'urgenza in ospedale per un malore improvviso accompagnato dalla fidanzata. Con lei quale invece aveva deciso di andare in un ristorante della zona per concedersi il piacere di sedersi comodamente, consultare il menu, scegliere i suoi piatti preferiti.
Una tentazione molto forte, dicevamo, che però gli è costata cara, più del conto che avrebbe pagato. Il ragazzo, non aveva considerato che in piccolo centro ci si conosce un po' tutti. E che il locale prescelto potesse annoverare fra i clienti annoverare anche un carabiniere della stazione della cittadina libero dal servizio, che lo ha riconosciuto e ha chiamato pattuglia che ha arrestato il furfante buongustaio e impenitente.
Un precedente del genere solo un mese fa nel Lazio. A Latina un sessantaduenne con precedenti e condannato per truffa si è allontanato dalla sua casa violando i domiciliari. Anche lui per andare a mangiare fuori. La scelta era ricaduta su un ristorante del capoluogo pontino dove ha cenato in tutta tranquillità. E senza neanche pagare il conto. Una mossa non proprio azzeccata. Di certo non l'ideale per passare inosservati perché il ristoratore al quale era stato negato il saldo del pasto ha chiamato le forze dell'Ordine. E così l'uomo è stato arrestato. Con la pancia piena ma con la pena trasformata da domiciliari a regime carcerario.