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L’imprenditore veneto innamorato della Gallura, e i suoi Vermentino sapidi e pieni

Dal 1992 Roberto Albertini conduce Montespada, una vasta realtà agricola fortemente improntata su sostenibilità, coltivazione biologica e utilizzo di energie da fonti rinnovabili

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Siamo nel cuore della Gallura, nel nord-est della Sardegna, a Trinità d’Agultu. Qui dal 1992 Roberto Albertini, già imprenditore nel settore delle tecnologie, conduce una vasta realtà agricola fortemente improntata sulla sostenibilità, sulla coltivazione biologica e sull'utilizzo di energie da fonti rinnovabili, integrandola alle preesistenti attività agricole in Veneto, sua terra d’origine, e in particolare in Valpolicella e in Lugana.

La proprietà isolana, acquisita con una scelta di cuore dopo aver frequentato la Gallura da vacanziero (e come non capirlo) consiste in uno “stazzu“, che in dialetto gallurese definisce il tipico insediamento rurale e pastorale, di 160 ettari totali, dei quali ben 40 dedicati esclusivamente a Vermentino e altri 12 vitati a Carignano e Cannonau (250 mila le bottiglie totali). Ad affiancarlo, la figlia venticinquenne Linda, laurea ad Oxford in Business Management e una ferrea determinazione a far crescere ulteriormente l’azienda. Tra le progettualità che vedranno la luce a partire dal prossimo anno, infatti, la costruzione della nuova cantina di design con i principi della sostenibilità, e la nascita dell’attività enoturistica in questa splendida terra.

La scelta maturata e ragionata di investire in particolare su questo versatile vitigno a bacca bianca, qui introdotto dalla seconda metà dell'Ottocento e subito elevatosi a vitigno principale grazie ai terreni unici di disfacimento granitico e al clima battuto dai venti marini, si è rivelata pertanto azzeccata: l'azienda ha visto il suo Vermentino ottenere il premio a Diano Castello, nell’Imperiese, come miglior Vermentino d'Italia nel 2021 e piazzarsi sul podio dei primi 3 (su 140) nella recente competizione del 2026. E in effetti il riassaggio delle tre etichette di Vermentino conferma tutto.

Ora il Vermentino di Gallura Superiore Riserva “Sole di Sardegna” 2025, premiato a Diano Castello un mese fa, sfoggia un colore paglierino tendente all'oro, con un naso elegante orientato alle erbe aromatiche; in bocca è setoso con un’acidità pregnante. Nasce da vigneti di oltre 40 anni d’età e affina per 6 mesi in tonneaux di ciliegio. Il Vermentino di Sardegna “Giunchizza” 2025, podio nel 2021, si distingue per il paglierino chiaro e un naso con note ematiche ed echi di idrocarburi; in bocca è ampio, dalla spiccata sapidità e lunga acidità. Affina in acciaio e viene imbottigliato la primavera successiva la vendemmia.

Assai centrato è il Vermentino di Sardegna ”Vecchia Costa” 2025 che nasce dai vigneti più giovani, e ha colore dorato e sentori di pera intensa; in bocca si rivela rotondo, sapido, pieno e sostenuto da un'acidità lunga. E fra i tre è quello che abbiamo preferito nella nostra degustazione estiva anche per la sua nota distintiva (ma è questione di lana caprina in verità, perché erano tutti e tre grandi). Detto questo, complimenti a Roberto, ma anche a Linda che, con orgoglio, a Diano Castello, è arrivata col giusto entusiasmo di chi sta scrivendo pagine nuove nel panorama vitivinicolo.

Montespada

Trinità d'Agultu e Vignola (Ss) – Loc. Giunchizza

Tel. 3493737613

Una bottiglia di Vermentino di Sardegna ”Vecchia Costa” 2025: euro 6