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La Luna piena del Cervo, la forza della natura e i riti contadini del cibo

Nota anche come delle bacche o del salmone, tutti nomi legati all’alimentazione, rappresenta la crescita e il rinnovamento e si collega alla raccolta dei frutti più turgidi e "pieni" dell'estate

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Fra cielo e terra. Attraverso il cibo e i riti contadini fra i più antichi e ancestrali il legame fra il sopra e il sotto è sempre più stretto e lo diventa ancor di più nelle notti di luna piena come quella del 29 luglio, la Luna piena del Cervo. Nota anche come luna delle bacche o del salmone, tutti nomi che richiamano il cibo, rappresenta la crescita e il rinnovamento e si collega alla raccolta dei frutti più turgidi e "pieni" dell'estate. Così come indicano le tradizioni dei contadini in tutto il mondo, insieme alle credenze dei popoli indigeni, i nativi americani. Un significato e un'immagine di crescita, dicevamo. Lo si ritrova nella terminologia. Il cervo è chiamato in causa perché proprio in questo periodo agli esemplari maschi iniziano a spuntare e riformarsi in breve tempo i palchi, che sono le corna perse fra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.

È un simbolo che rappresenta la forza e la vitalità della natura e di tutto quel che si rinnova e nutre. Che sia legato alla terra o in senso spirituale perché indica la capacità dell'universo intero, di ogni creatura, animale, vegetale e umana, di superare le difficoltà "invernali" e rigenerarsi. Maturando con il vigore della vita che continua ad andare sempre avanti, portando sempre nuova linfa e nuovo "succo" a ogni passo.

Così in questo momento si suggerisce di raccogliere frutta fresca turgida come le pesche, le prugne, i fichi e i primi grappoli d'uva (che quest'anno con la vendemmia anticipata non mancano). Frutti che la luna crescente e il plenilunio si sono caricati di energia e di gusto e che vanno mangiati subito per assorbirne per l'appunto in vigore. Non devono invece essere utilizzati per fare marmellate o conserve, queste secondo antichi dettami è meglio prepararle durante la luna calante che allunga i tempi e invita alle attese. Si raccomanda anche di non preparare né imbottigliare passate di pomodoro nei giorni vicini al 29 luglio: con il picco di umidità i cibi da conservare rischiano di deteriorarsi.

Poi c' è il rito del basilico che in questo momento dell'anno raggiunge il massimo del profumo e dell'aromaticità e per questo si consiglia di raccoglierlo proprio nella notte di luna piena di luglio per insaporire i piatti espressi dell'estate e farne del pesto da usare possibilmente nei giorni che seguono il plenilunio.

Accennavamo all'inizio che la luna del cervo viene anche chiamata luna delle bacche. Questo perché coincide con il massimo della maturazione dei piccoli frutti a bacca come mirtilli e ribes che vanno portati in tavola per essere gustati in tutta la loro pienezza, sia fisica che simbolica. L'altro nome della luna di luglio richiama il salmone perché i pesci d'acqua dolce come i salmoni e le trote risalendo i fiumi in questo periodo dell'anno nei tempi passati per molte popolazioni erano la fonte primaria di cibo nella stagione estiva. Che sia di cervo, di bacche o di salmone "buona" luna piena a tutti.