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Hot Dog, vita e sapori di un mito americano nato in Europa

Arrivato negli Usa insieme agli immigrati tedeschi dei primi del ‘900, deve buona parte della sua fama a Topolino. Tutta la storia e come prepararne una variante a casa

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Prima di diventare un’icona americana, l’hot dog era europeo. Il suo ingrediente fondamentale, la salsiccia, lunga e sottile, era arrivata negli Stati Uniti insieme agli immigrati tedeschi e austriaci. E questo è anche uno dei motivi per cui si chiama “hot dog” perché quelle salsicce erano spesso chiamate dachshund, come i bassotti tedeschi, per la somiglianza. Nome impronunciabile per un americano, molto meglio farsi capire con un semplice e generalista: cane caldo!

Nel recente volume La tavola del mondo, curato da Pierre Singaravèlou e Sylvain Venayre, si legge anche un’altra teoria: “Nelle metropoli in piena espansione, e in particolare a New York, si moltiplicarono i sausage carts, chioschi ambulanti che vendevano cibi da asporto agli angoli delle strade. Si credeva inoltre che le salsicce fossero più sicure rispetto alla carne fresca servita nei ristoranti di quartiere, troppo costosa e da consumare in tempi rapidi per evitare che andasse a male. Poiché la composizione delle salsicce era poco conosciuta, circolava voce che, oltre alla carne di maiale o di manzo, contenessero anche carne di ratto, di cane o di gatto. Ecco perché per strada, i chioschi ambulanti cominciarono a essere chiamati dog carts”. “Hot dog” sarebbe poi anche diventato uno slang per indicare giovani spacconi e appariscenti che frequentavano fiere e luoghi di divertimento mangiando salsicce dagli ambulanti e mettendosi in mostra. Da lì il verbo “to hot-dog”, ancora oggi usato per chi fa acrobazie spericolate.

Un venditore ambulante di hot dog a New York 

Chiarita l’assurdità del nome, veniamo alla storia dell’hot dog. Come spesso accade per i cibi popolari, stabilire chi lo abbia inventato è complicato. La ricostruzione più accreditata porta a Coney Island, dove l’immigrato tedesco Charles Feltman avrebbe cominciato già nel 1867 a servire salsicce calde dentro piccoli panini al latte acquistati nella panetteria dell’austriaco Ignatz Frischman, sempre della stessa zona. Una soluzione soprattutto pratica perché permetteva di mangiare camminando, senza piatto né posate. Nel 1871 Feltman aprì un vero chiosco e quell’anno vendette 3.684 salsicce. Quel piccolo banco sarebbe poi diventato il Feltman’s German Gardens, un enorme complesso di ristoranti e birrerie sul lungomare di Coney Island.

A trasformare definitivamente l’hot dog in un’istituzione americana fu un altro immigrato, Nathan Handwerker, ebreo polacco che lavorava da Feltman tagliando panini. Nel 1916 aprì con la moglie Ida un proprio banco a poche centinaia di metri. E dato che Feltman vendeva l’hot dog a dieci centesimi, Nathan decise di venderlo a cinque. Cominciò così Nathan’s Famous, indirizzo leggendario di Coney Island associato a un immaginario di folle sul lungomare e alla celebre gara del 4 luglio, che ancora oggi viene organizzata ogni anno tra mangiatori di hot dog. Nell’edizione 2026 il vincitore è stato ancora Joey Chestnut, che ha divorato 66 hot dog con relativi panini in dieci minuti, conquistando il suo diciottesimo Mustard Belt. Il suo record assoluto resta quello del 2021: 76 hot dog in dieci minuti. Nel 2026 si è fermato prima anche a causa del caldo estremo di New York, che secondo lui ha reso più difficile perfino mandare giù i panini.

A proposito di competizioni, c’è da dire che all’inizio del Novecento l’hot dog trova il suo habitat naturale negli stadi di baseball. Da lì diventa uno dei cibi più riconoscibili d’America, abbastanza popolare da essere mangiato sugli spalti e allo stesso tempo abbastanza rappresentativo da essere servito persino a un re. L’11 giugno 1939 Franklin Delano Roosevelt riceve a Hyde Park re Giorgio VI e la regina Elisabetta, primi monarchi britannici regnanti in visita negli Stati Uniti, e organizza per loro un picnic informale. Nel menu ci sono anche gli hot dog. Il re apprezza particolarmente e fa il bis, così il giorno dopo il New York Times titola: “King tries hot dog and asks for more”. Firmando involontariamente una delle più potenti campagne promozionali che siano mai esistite per un panino.

Naturalmente anche l’alta cucina newyorkese ha messo le mani sull’hot dog. Nel 2010 Daniel Humm, chef dell’Eleven Madison Park, creò l’Humm Dog: un hot dog con maionese al tartufo nero, Gruyère e relish di sedano. Nel 2016 Jean-Georges Vongerichten aprì un chiosco estivo davanti al suo The Mark Restaurant, dedicato ai suoi hot dog gourmet, con wurstel biologici e condimenti creativi ideati da lui. Ma chi, più di un presidente americano o di uno chef stellato, ha reso leggendario l’hot dog è stato Topolino. Nel 1929, in The Karnival Kid, il nono cortometraggio della serie di Mickey Mouse e il primo in cui Topolino pronuncia vere parole (fino a quel momento aveva solo fischiato, riso, squittito e pianto, ma non aveva ancora parlato con un dialogo),lo vediamo lavorare come venditore di hot dog in un luna park. Ha il suo carretto accanto all’attrazione in cui Minnie si esibisce come ballerina e, per richiamare i clienti, pronuncia quelle che diventano ufficialmente le prime parole della sua storia: “Hot dogs! Hot dogs!”. Coincidenza o destino? Entrambi diventeranno due icone della cultura pop americana.

La ricetta dell’hot dog Chicago-style

Il Chicago-style hot dog nasce negli anni della Grande Depressione, quando i venditori ambulanti di Chicago inventano un pasto completo dentro un panino, a prezzi economici. La sua caratteristica è l’abbondanza di verdure e condimenti, tanto da essere soprannominato dragged through the garden, letteralmente “trascinato nell’orto”. E ha una regola quasi sacra: niente ketchup.

Ingredienti per 4 hot dog:

4 wurstel di manzo

4 panini morbidi allungati, preferibilmente con semi di papavero

60 gr circa di senape gialla

1 cipolla bianca piccola, tritata finemente

1 pomodoro, tagliato a spicchi

4 cetriolini sottaceto interi o tagliati nel senso della lunghezza

8 piccoli peperoncini verdi sottaceto, oppure peperoncini piccanti sottaceto

sale di sedano

Preparazione:

Scaldate i wurstel in acqua molto calda, senza farla bollire. Il Chicago-style hot dog tradizionale si prepara infatti con il würstel lessato o cotto al vapore, mai grigliato. Scaldate anche i panini al vapore, in modo che restino molto morbidi. Sistemate un wurstel in ciascun panino e aggiungete, secondo la tradizione, senape gialla, cipolla, spicchi di pomodoro, cetriolini sottaceto e i peperoncini. Completate con una spolverata di sale di sedano. Servite immediatamente.