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Dimmi come mangi la mozzarella di Bufala e ti dirò chi sei, il vademecum per l’estate

Alla Signora Gentile di Paolo Sorrentino è dedicata una delle posizioni 

Il Consorzio di tutela ha stilato la top 5 delle posizioni in cui è meglio gustarla, accompagnandole a qualche cenno di cultura partenopea

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A "pitoffio". Alla Pulcinella. Alla Totò. Alla maniera Bon ton. Ricordate il "famolo strano" di Verdone? In questo caso si potrebbe cambiare il verbo con "gustiamolo" e, con un’acrobazia in punta di palato, assaporarne la "golosa stranezza" in un boccone. Di mozzarella di bufala campana Dop, per l'esattezza, che d'estate registra il clou del consumo. Che sia buona e piaccia tanto non è affatto strano e non è certo una novità, ma non tutti sanno che ci sono diversi modi per mangiarla, tra qui quelle cinque "posizioni" dai nomi stravaganti già citate.

È stato il Consorzio di tutela mozzarella campana Dop a indicarle in un vero e proprio vademecum del palato pronto per essere "prêt-à-manger" alla vigilia delle ferie. Ma in cosa consistono queste posizioni che sembrano diventare un po' delle "pozioni magiche" in movimento, degne del paese delle meraviglie?La prima è quella "A pitoffio", espressione incomprensibile al di fuori di Napoli e della Campania. Riprende infatti un'espressione dialettale partenopea che sta a significare mettersi inclinato leggermente in avanti, con le gambe divaricate, tradizionalmente legata a quando si usava bere acqua e limone dall'acquafrescaro. Collegato al gesto di assaporare la mozzarella indica una delle maniera migliori per "addentare facilmente una Bufala Dop": "Questa è la posizione adatta per chi non vuole sporcarsi con la fuoriuscita del latticello al momento del morso" spiegano dal Consorzio.

Poi c'è la "signora Gentile" che richiama il personaggio-cult del film del 2021 "È stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino. Sull'esempio della signora in questione che si isola da tutti, è un invito a godersi la mozzarella da soli "seduti su una sedia all’aperto, in mano un piatto con una mozzarella da almeno 500g, che viene presa a morsi ripetuti".

Quindi due indicazioni con menzioni d'onore planetario per due simboli universali e senza tempo della grande cultura partenopea. La mozzarella di bufala si gusta "assai" alla maniera di Pulcinella. Come? Imitando la sua mitica e insostituibile mimica. Ovvero in piedi, alzando un braccio con in mano il tesoro campano Dop che viene premuto ad arte per far uscire il latticello quando, facendo scendere il braccio, arriva alla bocca: "È la posizione ideale per chi vuole lasciarsi sorprendere da un’esplosione di gusto, senza badare a nient’altro". Ed ecco il metodo alla Totò che riprende una scena indimenticabile di "Miseria e Nobiltà". C'è Pasquale, il fotografo ambulante, che dà precise istruzioni a Felice Sciosciammocca–Totò proprio sulla mozzarella: "Tu la premi, se cola il latte te la pigli, sennò desisti". È questa la modalità consigliata per controllare la freschezza del prodotto. Si sta in piedi, lo si tiene tra il pollice e l'indice. Poi si preme, esce il latte e solo dopo si morde.

Non manca infine la posizione più classica detta "alla bon ton", ideale per chi vuole dedicare tempo a quello che, come si sarà abbondantemente capito, è un vero e proprio rito. In questo caso si sta seduti a tavola, la mozzarella è collocata al centro del piatto come la regina del pasto e viene tagliata a torta. Occorre fare molta attenzione alla scelta delle posate da usare. Per esempio un coltello senza seghetto, per non lacerare la trama di quella che viene definita la bianca porcellana, dal colore che deve avere la vera mozzarella di bufala campana Dop. Brillante e mai tendente al giallo.

Astenersi dunque dalle imitazioni. Così come fanno le star di tutto il mondo che cercano sempre e soltanto l'originale. Da Robert De Niro che se la fa spedire fresca ogni settimana nel suo ristorante di Los Angeles a Leonardo Di Caprio che amando così tanto la mozzarella di bufala campana sembra avesse pensato di comprare un intero caseificio. Fino a Lady Gaga, grande appassionata dell'oro bianco campano, a cui il Consorzio di tutela ha inviato un intero camion del suo cibo preferito quando ha partecipato all'Europride di Roma nel 2011. Omaggiandola di una maxi forma speciale ribattezzata "Gaga". Potrebbe essere questo il nome di una nuova posizione per mangiare la mozzarella delle stelle sempre a tutto gusto, anche con il microfono in mano.