Cesare Battisti e Opera San Francesco, la solidarietà a Milano prende posto a tavola
di Luisa MoselloLo chef del Ratanà apre il programma milanese per gli 800 anni dalla morte del santo con un pranzo condiviso nella mensa di corso Concordia, nel segno della dignità, dell’accoglienza e della cura
È un evento lungo tre mesi che ha il sapore della cultura a 360 gradi "Opera San Francesco per i poveri" a Milano. Presentato nel cuore di luglio nel nome della solidarietà e dell’accoglienza celebrerà, dal prossimo ottobre fino a dicembre, gli 800 anni della morte del santo di Assisi. E lo farà attraverso più linguaggi che intrecciano non solo la spiritualità, la storia, la filosofia, la musica e il cinema, ma anche la cucina. Perché il cibo, quando è cura dell'altro e benedizione del creato, ha un ruolo centrale nel messaggio francescano.
Accanto a personaggi come Alessandro Barbero, Paolo Benanti, Massimo Recalcati e Dardust sarà Cesare Battisti, anima del ristorante meneghino Ratanà, a dare il via agli eventi che andranno avanti fino al concerto di Natale.
Dopo la celebrazione del transito del Poverello di Assisi prevista il 3 ottobre, lo chef curerà un pranzo speciale domenica 4 ottobre, festa di San Francesco patrono d'Italia. Si metterà ai fornelli dello spazio di Mense Aperte a corso Concordia a Milano, indossando il grembiule di Osf per preparare i suoi piatti fatti di creatività e tradizione lombarda e offrirli agli ospiti presenti. "Testimoniando come l’eccellenza culinaria possa farsi strumento di dignità e accoglienza" hanno sottolineato gli organizzatori dell'iniziativa, che vedrà seduti alla stessa tavola cittadini e persone in difficoltà che condivideranno non solo un pasto ma un momento di unione.
"In questo anniversario importante ricordo il grande rispetto per la vita che ci ha insegnato Francesco, la bellezza della cura, della dignità, l'importanza di riconoscersi nell'altro" ha spiegato Fra Marcello Longhi, Direttore dell'Opera San Francesco per i poveri. Attiva dal 1959, quando è nata grazie all'impegno di fra Cecilio Cortinovis, portinaio del Convento dei Cappuccini di viale Piave a Milano, è una realtà che ogni giorno è a fianco delle persone fragili. Secondo i dati dell’ultimo Bilancio Sociale nel 2025 sono state accolte oltre 29 mila persone provenienti da 144 paesi del mondo. E le sue due mense hanno distribuito quotidianamente circa 2500 pasti.
Oltre alla storica mensa di corso Concordia che è stato il primo tassello, il primo servizio destinato ai poveri, è stata aperta una seconda in piazzale Velasquez per accogliere un numero sempre maggiore di persone e servire un’altra zona della città. Negli anni si sono aggiunti altri servizi per rispondere alle necessità crescente delle fasce più deboli: dalla possibilità di fare una doccia calda, avere abiti puliti, poter contare su cure mediche e medicinali, avere il supporto nella ricerca di una casa e di un lavoro. Ma il gesto di offrire il cibo, con il rispetto della dignità di chiunque lo riceve, rimane fondamentale. Nutrimento concreto e simbolico in cui l'alta cucina è davvero tale, di nome e di fatto. E Cesare Battisti lo dimostra partecipando a un'iniziativa come questa che trasforma nel piatto la povertà nella ricchezza del condividere.