A prima vista, l’idea di mettere in un cono o in una coppetta del brodo di manzo congelato o del dentifricio potrebbe sembrare uno scherzo di cattivo gusto. Eppure, camminando in questi giorni nel cuore di Chelsea, a Londra, la fila che si snoda lungo Pont Street racconta una storia completamente diversa. Ha riaperto da qualche settimana, e rimarrà accessibile fino al 17 agosto, The Ice Cream Project, il pop-up estivo ideato dalla stilista Anya Hindmarch, nota per le sue provocazioni in forma di accessori, che giunge quest’anno alla sua quinta edizione.
L’intero concetto gioca su un cortocircuito nostalgico e domestico: prendere i marchi storici della dispensa britannica, quelli che chiunque ha negli scaffali della cucina, e trasformarli in gusti di gelato. Sui social è un susseguirsi di video in cui creator e influencer si sfidano a ordinare gli accostamenti più improbabili, registrando reazioni che vanno dal disgusto totale alla sorpresa più genuina. Ma la cosa interessante, osservando la folla in coda, è che il gioco non risparmia nessuno. Accanto al ragazzo con lo smartphone sul treppiedi ci sono famiglie, professionisti in pausa pranzo, studenti usciti di scuola e curiosi di ogni età, tutti attratti dalla voglia di capire se il burro salato o la salsa di soia, così come la cipolla e la salvia, possano davvero funzionare sotto forma di gelato.
In fila per il gelato al dentifricio: la reazione all'assaggio
I prezzi riflettono l’esclusività della zona e la particolarità del prodotto: si parte da 4,50 sterline per una singola pallina, poco più di 5 euro, mentre chi preferisce consumare a casa può acquistare le confezioni take away da 500 ml a 16 sterline, circa 19 euro. Il vero fulcro dell’esperienza resta la lista dei quindici gusti disponibili quest’anno, divisi equamente tra provocazioni estreme e rivisitazioni più rassicuranti.
Nella categoria delle stranezze assolute spicca indubbiamente la variante dedicata ad Aunt Bessie’s, un gelato allo sciroppo arricchito con veri pezzi di Yorkshire pudding, il tipico sformato delle domeniche inglesi fatto con latte, uovo, pepe e olio di semi, cotto al forno. C’è poi il gusto al dentifricio, ispirato allo storico marchio Euthymol, che aggredisce il palato con note forti di eucalipto e timo essiccato, lasciando una sensazione di freschezza decisamente insolita per un dolce. Per gli amanti dell’umami, la sfida si fa seria con Oxo Stock Cubes, dove il dado di brodo di manzo viene caramellato e bilanciato da un pizzico di sale, o con la versione firmata Paxo Stuffing, che ripropone il sapore del ripieno per l'arrosto a base di salvia e cipolla.
Il mais dolce della Green Giant viene invece miscelato a una base di vaniglia per ammorbidire il sapore vegetale, mentre i biscotti salati al formaggio Jacob’s Mini Cheddars si trasformano in una crema al cheddar punteggiata di pezzetti croccanti. A chiudere il cerchio dei sapori più spiazzanti ci pensano la salsa di soia fermentata con sesamo tostato di Kikkoman e l'esperimento estremo di Lurpak Salted Butter, un gelato realizzato interamente utilizzando il celebre burro salato al posto della panna tradizionale.
Per chi non se la sente di osare così tanto, il menu offre comunque diverse alternative che attingono alla normalità, pur mantenendo un legame con i prodotti di culto del supermercato. Tra questi c’è il sorbetto Capri-Sun Orange, fresco e agrumato all’arancia, oppure il gusto McVitie’s Ginger Nuts, una crema allo zenzero arricchita dalle briciole degli storici biscotti. Gli amanti dei latticini classici si orientano sul gelato allo yogurt alla fragola che riproduce la celebre vaschetta Müller Strawberry Corner, o sulla versione al cioccolato belga al 70% preparata utilizzando la bevanda al latte Yazoo. Per una ricarica di energia c’è la proposta legata al caffè Illy, un blend 100% Arabica infuso nella ricca panna del Devonshire e addolcito dal caramello.
Infine, la sezione dei dolci tradizionali si completa con i Tunnock's Caramel Wafers, un gelato al caramello pieno di frammenti di wafer ricoperti di cioccolato al latte, e con il Walker’s Shortbread, dove la vaniglia fa da sfondo a una pioggia di biscotti scozzesi al burro.