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La Germania resta senza tofu

(foto di Paul Biris, Getty Images) 

Tofu-Krise per i tedeschi: il boom dei consumi mette in difficoltà produttori e supermercati. La soia non manca, ma gli impianti non riescono a soddisfare una domanda ormai esplosa

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In Germania è Tofu-Krise e dall’inizio dell’anno sui social circolano immagini di scaffali vuoti e video di persone che si lamentano perché non riescono a trovare il loro tofu preferito.

“Tofu or not tofu”, ha scherzato Der Spiegel raccontando il dilemma dei tedeschi rimasti senza, per l’aumento di consumi a cui la produzione non ha saputo far fronte. Passato repentinamente da prodotto di nicchia a essere un ingrediente popolare, il tofu – ottenuto dalla cagliatura del latte di soia – ha messo sotto pressione l’intera filiera tedesca. E ora non c’è tofu per tutti.

In diverse catene di supermercati, tra cui Rewe, Kaufland e Aldi, gli scaffali dedicati al tofu risultano sempre più spesso vuoti o riforniti con ritardo. In tedesco si parla di Regallücken, letteralmente “buchi negli scaffali”.

Rewe ha spiegato che la disponibilità di molti prodotti a base di tofu è limitata a causa della domanda “molto elevata” e di difficoltà produttive di alcuni fornitori. Secondo Rewe, le vendite di tofu si sono quasi raddoppiate negli ultimi tre o quattro anni. Solo nel 2025, il gruppo ha registrato un aumento di circa il 30% rispetto all’anno precedente.

Niente più salsicce di tofu. Ai tedeschi piace così tanto il tofu che le fabbriche non riescono a stare al passo. Taifun, uno dei marchi tedeschi più noti nel settore bio, ha addirittura spiegato sul proprio sito di non essere riuscito, negli ultimi tempi, a fornire tutti i prodotti nelle quantità richieste. L’azienda parla di problemi temporanei nella produzione, che hanno ridotto in modo significativo la quantità disponibile di tofu naturale, base di molte altre referenze.

“Purtroppo, di recente non siamo stati in grado di fornire tutti i prodotti nelle quantità richieste. Difficoltà temporanee nel nostro processo produttivo hanno comportato una significativa riduzione della quantità di tofu naturale, ingrediente base di tutti i nostri prodotti – hanno comunicato – Ci scusiamo con tutti coloro che, per il momento, dovranno fare a meno dei loro prodotti preferiti. Come misura immediata per stabilizzare i nostri processi produttivi, abbiamo deciso di sospendere la produzione del Tofu Natur 400g, nonché di alcuni dei nostri insaccati di tofu”.

Alcune referenze potrebbero tornare gradualmente solo dall’inizio del 2027. Taifun sta comunque ampliando la capacità produttiva: nello stabilimento di Friburgo sono previsti nuovi impianti per il tofu e un silo per la soia.

Anche Treiber Tofu, produttore berlinese, ha confermato di lavorare al limite. Il punto, ha spiegato l’azienda, non è la disponibilità della soia: “La soia è disponibile, non è questo il problema”. Il problema è produrre abbastanza tofu, abbastanza in fretta, per soddisfare gli ordini della distribuzione.

Ciò racconta un cambiamento profondo nelle abitudini alimentari: in Germania il tofu non è più un’alternativa di nicchia, ma un alimento ormai entrato stabilmente nelle abitudini di milioni di consumatori. Secondo Gunther Hirschfelder, ricercatore in scienze dell’alimentazione all’Università di Regensburg, il tofu si è affermato perché è versatile e si adatta bene anche alla cucina tedesca.

Una parte del successo passa dal Räuchertofu, il tofu affumicato che i tedeschi amano a fette sul pane, a cubetti nelle insalate, saltato in padella con le verdure o in una “Bolognese vegana”, come suggeriscono le numerose ricette online.

Il boom è anche economico: secondo Good Food Institute Europe, nel 2025 in Germania le vendite di tofu, tempeh e seitan sono cresciute di circa 30% in volume, arrivando a 14 milioni di chili. Il prezzo medio del tofu è 6,57 euro al chilo. È comprato soprattutto in città e tra i più giovani.