La cooperativa che da 50 vendemmie rende omaggio al Nebbiolo da Barbaresco
di Paolo MassobrioFondata nel 1973 dal visionario Mario Barbero, Pertinace conta oggi 23 soci con 120 ettari vitati, per una produzione annuale di 750mila bottiglie
Ha festeggiato la 50esima vendemmia di Nebbiolo da Barbaresco questa virtuosa cantina cooperativa di Treiso, nel cuore delle Langhe. Fondata nel 1973 dal visionario Mario Barbero, che accantonò la professione di informatore scientifico per prodigarsi nel riunire forza e saperi di 13 aziende vitivinicole del luogo. E da lì, dare vita a un progetto ambizioso che fosse in grado di far esprimere ad alti livelli la vinificazione del Nebbiolo da Barbaresco e le sue singole menzioni geografiche. Lo si evince anche dal nome scelto che è quello di Publio Evio Pertinace (126 d.C. - 193 d.C.), impavido condottiero e riformatore nativo del luogo, l’unico piemontese salito al trono di Imperatore di Roma.
Nei decenni successivi, si è assistito a una crescita costante della cantina, fino a contare, oggi, 23 soci e un’estensione dei vigneti che ha raggiunto i 120 ettari vitati (750 mila le bottiglie), dislocati tra Treiso, Barbaresco, Neive, Neviglie, Alba, Piobesi d’Alba, Diano d’Alba, Trezzo Tinella, Magliano Alfieri e Agliano Terme. Direttore ed enologo è il figlio del fondatore, Cesare Barbero, che fece il suo ingresso in cantina trent’anni fa, mentre a seguire le pratiche agronomiche – la cantina ha le certificazioni di sostenibilità Sqnpi ed Equalitas – è l’agronomo albese Emanuele Fenocchio.
Un’attenzione particolare è poi rivolta ai temi di sostenibilità che la cooperativa ripone non solo “sul campo”, ma la estende anche al welfare aziendale, a tematiche sociali e di integrazione dei lavoratori, all’arte. Nella cantina seminterrata, infatti, oggi è presente una mostra di Olivia Arthur, fotografa documentarista britannica di fama mondiale, mentre in uno dei vigneti, il cru Marcarini, è stata posta una scultura dell’artista patavino Alberto Capozzi, in arte “Made514”.
Tra i bianchi, il Langhe Arneis 2025 ha un colore paglierino chiaro; al naso è fine e intrigante, con note di cedro e tè alla pesca, mentre in bocca gioca molto sulla sapidità. Passando ai rossi, il Dolcetto d’Alba 2025 si mostra nel suo classico colore rubino con unghia violacea, offrendo un naso iconico, disteso tra piccoli frutti e violette. Al palato è succoso e tannico. Un Dolcetto rappresentativo, perfetto per tutto pasto, anche con qualche grado in meno di temperatura in estate. Fermentazione e affinamento avvengono in acciaio.
La Barbera d’Alba 2023 è decisamente fruttata e molto tipica, rotonda e vivacizzata da una bella acidità. Ottenuta dai vigneti più antichi di Treiso, Alba, Neviglie, Magliano Alfieri, fa fermentazione in acciaio e poi affina 9 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. Il Langhe Nebbiolo 2024 ha un colore rubino trasparente; il naso è profondo, con ricordi di salice piangente e un finale balsamico, per un sorso in equilibrio, dominato da un tannino in fase di evoluzione. Affina fino a un anno in botti grandi di rovere di Slavonia.
Eccellente la batteria dei Barbaresco, come avevamo già avuto modo di notare durante le degustazioni di Grandi Langhe 2026. Il Barbaresco 2023 sfoggia un colore rubino con unghia aranciata e un naso profondo ed elegante; in bocca è disteso, equilibrato, con tannini perfettamente integrati. Fa 40-60 giorni in vasche di acciaio inox a cappello sommerso a temperatura controllata e a seguire almeno un anno e mezzo in botti di rovere di Slavonia. Poi, i due cru della collina di Treiso: il Barbaresco “Nervo” 2023 è cromaticamente più concentrato e al naso risulta pregnante, tra aromi di frutta, foglie di tabacco e un tocco di cerino. In bocca si rivela avvolgente, fine e tannico. Un cru noto per le sue pendenze estreme, ovvero un anfiteatro naturale esposto a sud, caratterizzato da terreni compatti, argillosi e marnosi ricchi di sabbia ed arenaria.
Il Barbaresco “Marcarini” 2023, infine, svela un naso più speziato e sentori di legno di sandalo, mostrando in bocca equilibrio, tannino integrato alla perfezione e la giusta acidità. È il versante sud-ovest e rivela terreni calcarei. Per entrambi, almeno 18 mesi di affinamento in botti grandi di rovere di Slavonia. Detto questo, possiamo annoverare questa cantina cooperativa fra le “grandi” espressioni del Piemonte, da sempre, capace di raccontare l’estrema tipicità dei vini e dei territori. Un incontro col bicchiere davvero edificante.
Pertinace
Treiso (Cn) – Loc. Pertinace
Tel. 0173 442238
Una bottiglia di Barbaresco “Nervo” 2023: euro 35