Dalla spesa al mercato alla lotta agli sprechi, i passi concreti per aiutare il pianeta
di Luisa MoselloSi celebra la Giornata della gastronomia sostenibile, organizzata da 10 anni dall’Assemblea delle Nazioni Unite
Sostenere gli agricoltori della propria zona, acquistando nei mercati locali i loro prodotti stagionali. Provare i cibi del luogo durante i viaggi. Mantenere vive le tradizioni culinarie. Evitare gli sprechi alimentari. Sono le quattro azioni concrete che si possono fare per onorare sul campo, ovvero in tavola e dentro e fuori la dispensa, la "Giornata della gastronomia sostenibile" che si celebra ogni anno il 18 giugno dal 2016. Voluta dall’Assemblea delle Nazioni Unite con il motto "Agisci: pensa globalmente, mangia localmente", punta a rispettare gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell'Agenda 2030 promuovendo lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare, il consumo responsabile e la conservazione della biodiversità.
L'appello
Secondo la Fao, che insieme all'Unesco è in prima linea ne sensibilizzare sul tema, la gastronomia sostenibile "tiene conto della provenienza degli ingredienti, di come vengono coltivati e di come arrivano ai nostri mercati e infine nei nostri piatti". E ha una giornata dedicata "perché mangiare alimenti locali prodotti in modo sostenibile fa la differenza per il sostentamento delle persone, per l'ambiente e per le economie". Viene ricordato che entro il 2050, il mondo avrà oltre 9 miliardi di bocche da sfamare eppure un terzo di tutto il cibo prodotto va perso o sprecato e che attualmente oceani, foreste e terreni vengono utilizzati in modo largamente insostenibile.
Per questo l'appello: "Come produttori dobbiamo essere più attenti a come utilizziamo le nostre risorse naturali e più responsabili sulla scelta del cibo come consumatori". Perché il termine gastronomia che si usa per indicare l'arte del cibo e della cucina locale sia sempre più associato alla parola sostenibilità che punta a "rispettare e non sprecare le nostre risorse naturali, e in modo da poter proseguire in futuro senza arrecare danno all'ambiente o alla salute".
Gli obiettivi
Azioni concrete dicevamo. Nel 2020 l'Unesco ha designato nel mondo 26 città "Creative Cities of Gastronomy" che in Italia sono Alba, Parma e Bergamo con l’obiettivo di promuovere l’energia pulita per i ristoranti locali e sensibilizzare l’opinione pubblica per l'appunto sulla gastronomia sostenibile. Mentre la Fao ha sviluppato un approccio integrato alla sostenibilità in agricoltura, silvicoltura e pesca. E suggerisce per l'appunto di fare attenzione alla provenienza di quanto si mangia, e privilegiare i prodotti coltivati localmente per sostenere l'economia di una zona, ridurre i gas serra e le risorse utilizzate per il trasporto degli alimenti. Quindi una domanda diretta a ciascuno: "Perché dovrebbe interessarmi? Alla maggior parte di noi interessa il cibo. Ad alcuni di noi davvero interessa il cibo (stiamo parlando di voi buongustai!).
Avere a cuore i nostri alimenti e mercati locali significa contribuire a preservare le nostre radici culinarie: le colture tradizionali, le ricette e le culture da cui queste cucine hanno origine. Significa che siamo consapevoli delle risorse impiegate per la coltivazione degli alimenti che ci sono cari e che contribuiamo a mantenere vive le tradizioni culinarie". E ancora: "Consumando alimenti prodotti localmente e di stagione, puoi contribuire a modificare i modelli di acquisto delle aziende locali, come ristoranti e alberghi, e a sostenere i pescatori e gli agricoltori della zona".
Quindi un'apertura "Puoi anche ampliare la tua dieta includendo altre colture tradizionali e locali, come la quinoa o il fico d'India, molte delle quali sono ricche di vitamine e minerali". Come dire la sostenibilità punta a trasformare il globale in particolare. Ma senza confini e sempre a tutto gusto, consapevole.