Quando l’appetito corre lungo i binari: in edicola il nuovo numero dei Piaceri del Gusto
di Eleonora CozzellaDai vagoni ristorante dei vecchi Intercity al lusso dell’Orient Express, dai panini comprati alla stazione ai locali a pochi passi dai binari: il treno resta il modo più goloso e sostenibile di attraversare l’Italia
Partire è un po’ morire. Pessimistico messaggio che non può valere per chi ama il cibo. Per tutti quelli che oggi va di moda chiamare food lover, partire è un po’ mangiare, perché non c’è viaggio senza un pensiero che riempie la testa: che cosa mangeremo durante il tragitto? Per non parlare di quando il viaggio, breve o lungo che sia, è addirittura finalizzato a mangiare, cioè che sia stato organizzato per raggiungere un ristorante, un lido per l’aperitivo perfetto, un prato per il picnic fuori porta.
Che si viaggi in auto, in aereo, in moto, si può appunto raggiungere la meta, fare tappa per rifocillarsi, dal caffè nell’area di sosta in autostrada all’arrivo finalmente al parcheggio del locale prenotato. Tutti i mezzi in tal senso sono funzionali, ma ce n’è uno più gastronomico di qualunque altro, il treno: attraversa il paesaggio invece di sorvolarlo come fa l’aereo; invita a rilassarsi invece che a stare vigili come accade se si guida. Il treno spinge a guardare fuori dal finestrino, a godersi lo scorrere dell’Italia e trasforma il cibo in parte del divertimento, un po’ come succede con i pop corn al cinema. Quanti sapori durante il tragitto sui binari, ciascuno legato a un momento specifico: al mattino presto c’è il caffè di corsa al bar della stazione o quello bevuto in carrozza mentre la città dorme ancora.
C’è il panino della merenda che, preparato a casa o acquistato nella gastronomia più vicina, si ha fretta di scartare e addentare anche se non si ha fame, semplicemente perché è lì impacchettato e promette grandi soddisfazioni. Si ha voglia di addentarlo subito, appena il treno lascia la stazione. E poi ci sono i ricordi, così dolci che fanno sembrare più golosi i piatti che magari non lo erano: riguardano le carrozze ristorante dei vecchi Intercity (certo, dipende dal dato anagrafico), con i tavolini stretti, i bicchieri che vibravano col movimento, quella sottile sensazione di piccolo lusso. Poi la mente corre anche al lusso vero, quello del mitico Orient Express, protagonista non solo di romanzi gialli, ma anche di fantasie gourmet, di bocconi sopraffini e servizio in guanti bianchi. Ma il fascino gastronomico delle ferrovie sempre di più vive anche nelle stazioni, come una sala d’attesa dei desideri, dove si aprono i mercati centrali, veri bengodi multiculturali dove si possono trovare assaggi per ogni gusto, dal sushi alla pizza, dai pasticcini alle specialità regionali, dagli hamburger ai piatti vegani.
E poi, ecco, infine, la destinazione migliore a cui un treno può portare: una tavola di eccellenza, sia essa trattoria, bistrot o locale premiato dalla guida Michelin. Il Gusto di giugno allora, vi invita a timbrarlo quel biglietto e porta alla scoperta dei ristoranti dal miglior rapporto qualità/distanza dalla stazione. Una promessa: al massimo 4-5 minuti a piedi da quando si è scesi alla fermata. Comfort totale, con la possibilità di rimettersi sulla strada del ritorno senza preoccuparsi se si ha voglia di schiacciare un pisolino.
Vi suggerisce anche i percorsi dei trenini turistici, vi racconta la storia delle linee prestigiose, vi svela curiosità e aneddoti di quando il cibo e le rotaie proseguono per strade che, al contrario delle rette parallele, si incontrano eccome. Con la soddisfazione di aver risparmiato in termini di CO2 (l’ambiente ringrazia) e di energie, da utilizzare, volendo, per organizzare il prossimo pasto. Buon viaggio a tutti, signori: in carrozza.