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Petrini, re Carlo e il gastronomo Parker Bowles: “La gioia di quell’incontro”

Il giornalista e figlio della regina Camilla ricorda: “Carlin è stato un grande uomo, un pioniere, un visionario. Tanto appassionato di cibo autentico e agricoltura quanto abile nel muoversi tra i corridoi del potere”

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«The joy of seeing him, and eating with him». La gioia di averlo potuto incontrare e di aver mangiato con lui. Queste parole arrivano da Tom Parker Bowles, una delle firme più note della comunicazione gastronomica inglese, volto televisivo e columnist del Mail on Sunday, che con Carlin Petrini ha avuto un rapporto di stima reciprica. Bowles è anche il figlio della regina Camilla e ha come padrino di battesimo re Carlo III, un sovrano da sempre impegnato sui temi dell’agricoltura biologica e della sostenibilità rurale. Il giornalista britannico non è un militante di Slow Food, né un uomo cresciuto dentro il mondo dell’associazionismo agricolo italiano.

Sintonia

Eppure, negli anni, tra lui e Petrini si era costruito un rapporto di sintonia, fondato su una visione comune del cibo come cultura, agricoltura, identità e responsabilità civile. Per questo, la morte del fondatore di Slow Food scomparso ieri a Bra a 76 anni dopo una lunga malattia, ispira a Parker Bowles parole che sono, insieme, ricordo personale e lascito culturale. Il Gusto lo ha raggiunto al telefono durante uno spostamento in aereo, comunicandogli la notizia della scomparsa, che apprende con grande tristezza.

Tom Parker Bowles (ph. John Carey) 

«Carlo Petrini è stato un grande uomo, un pioniere, un visionario, un eroe e una fonte di ispirazione. Ma era anche arguto, simpatico, affascinante e molto scaltro, tanto appassionato di cibo autentico e agricoltura quanto abile nel muoversi tra i corridoi del potere». Parole che raccontano bene il tipo di influenza esercitata da Petrini molto oltre i confini italiani. Anche il rapporto tra il sovrano inglese e il gastronomo di Bra, del resto, passava da prodotti simbolo della nostra tradizione. Già in passato Parker Bowles aveva raccontato come proprio il fondatore di Slow Food avesse fatto conoscere a Re Carlo il culatello di Zibello e Massimo Spigaroli, storico produttore della Bassa parmense, che da allora stagiona una riserva speciale per il monarca. Non si tratta di un dettaglio marginale. Nei ricordi di Tom Parker Bowles, infatti, il ruolo di Petrini non è mai quello del semplice teorico del cibo lento, ma di un uomo capace di creare connessioni tra piccoli produttori, cultura gastronomica e grandi centri di influenza internazionale. Sicuramente i “due Carlo” - Petrini e il Re – sono stati, a modo loro, due rivoluzionari della sostenibilità legata al cibo e alla cucina: si conobbero nell'ottobre 2004 alla chiusura della prima edizione di Terra Madre a Torino, dove l'allora Principe di Galles tenne un discorso a sostegno dell'agricoltura biologica e contadina.

"Rallentare”

Una frequentazione destinata a durare: «Il suo incontro con Carlo Petrini è stato molto importante» ricordava Parker Bowles. «Dimenticare il concetto di fast food, rallentare, tornare agli ingredienti migliori, apprezzare la nostra varietà ed eredità. Un sistema di pensiero che vale anche per la Gran Bretagna, che ha molto da offrire tra verdure, allevamenti e formaggi, ricordandoci di prenderci cura della natura. Rallentando, come sosteneva appunto Petrini». Parker Bowles, conosciuto in Italia anche per il suo libro La Cucina e la Corona (Guido Tommasi Editore), insiste soprattutto sull’eredità culturale: «Slow Food non è soltanto un movimento, ma una filosofia e uno stile di vita. Riguarda il vero cibo e la vera agricoltura, il rispetto delle tecniche e delle pratiche tradizionali. L'eredità di Carlo vivrà per sempre, non da ultimo nella rinascita dell’agricoltura rigenerativa: è stato un autentico eroe del cibo, ed è nostra responsabilità fare in modo che la sua grande eredità continui, mentre proseguiamo la battaglia contro i mali dell’agricoltura intensiva».