Alassio, l’antico borgo di pescatori diventato uno scrigno di gusto
di Maria Luisa BasileLa popolarità di una delle località più glamour della Riviera ligure inizia ai primi del Novecento. Ora la sua offerta gastronomica spazia da ristoranti a bordo spiaggia fino a originali cucine cosmopolite
Ne è trascorso di tempo da quando Alassio era un piccolo borgo di pescatori con orti e agrumeti che arrivavano al mare. La popolarità di una delle località più glamour della Riviera ligure inizia ai primi del Novecento quando gli inglesi, attratti da clima mite e natura, la scelgono come buen retiro piantando il seme di un’attrattiva turistica che, favorita dai collegamenti ferroviari sviluppati dopo l’unità d’Italia, cresce sino all’identità attuale legata a paesaggio, balneazione, cultura e gastronomia. Un’offerta gastronomica fitta quanto i granelli di sabbia della lunga spiaggia ma che a saperle cercare include esperienze originali fra cucine cosmopolite, norcineria di mare in ambienti di charme, tecniche ancestrali, pasticceria moderna e raffinati menu vegetali.
Sul lungomare affaccia la cucina di afflato cosmopolita di La Taskita, il restaurant bistrot di Roberto Mantiero e Briggith Otero Moreno, entusiasti viaggiatori in cerca di sapori, tecniche e ingredienti nei mercati del mondo, intrecciati a primizie liguri in una trama saporosa nella quale si innestano una ricercata cantina e la vivace proposta mixology. Fra le specialità della cuoca autodidatta nata in Colombia, il Ceviche con polposi tocchetti di ricciola, marinatura fresca e agra di leche de tigre al passion fruit legati in armonia da patata dolce in crema e croccante; il Waffle di Pandebono incupolato dai sapori morbidi e aciduli di tartare di Black Angus pere fermentate nocciole tartufo nero e nota piccante fruttata di rocoto; i Gyoza ripieni di morbida Wagyu A5 con nuance umami di funghi shimeji e burro acido a contrasto e le Busiate Molini del Ponte, pasta integrale artigianale da grani duri antichi bio coltivati in Sicilia e moliti a pietra dalla consistenza elastica avvolta dal sapore esplosivo di salsa Xo preparata in casa e gamberi, perfetta sintesi di questa cucina di fusione.
È una cucina di gusto e sensibilità quella dello chef Roberto Balgisi al Grand Hotel di Alassio, storico ed elegante albergo sul lungomare. Solo qui è possibile gustare la Norcineria di mare, risultato di padronanza delle tecniche di maturazione del pesce, sperimentazioni e complesse lavorazioni che sprigionano sapori delicati e intensi, morbidi e iodati. I salumi di mare (già disponibili al bistrot e in estate nel ristorante gourmet) compaiono sia in piatti elaborati come il sapido Risotto al pesto anemone di mare mandorle bufala e “provola” di seppia grattugiata a sprigionare uno spiazzante aroma affumicato, sia in purezza in un percorso che alterna note delicate e sapidità più spinte.
Gusto vellutato per il Prosciutto di tonno messo a riposare 48 ore in salamoia di chiodi di garofano ginepro sale zucchero muscovado, pressato e cotto a vapore; consistenza finissima e morbida per la perlacea Bresaola di tonno, mentre una sapidità gagliarda pervade il Longino di pescespada alla paprika stemperato da mela grammy e il Foie gras di tonno rosso marinato in latte e cognac, cotto a bassa temperatura e lavorato a freddo in una consistenza setosa abbinata a profumato cetriolo compresso e chutney di mango. Una cucina che ascolta il mare.
Fuoco e identità sono i concetti cardine del ristorante Ral 3000 di Stefano Grano e Veronica Pisoni. Il fuoco come elemento alla base della cucina, in un recupero di metodi ancestrali, romantica cura della fiamma, ma anche legame diretto fra cucina e commensali al banco; l’identità connessa al territorio inteso non tanto come tradizione ma luogo di collaborazione con contadini e piccoli artigiani. Ral 3000, codice colore del fuoco, è un progetto articolato che lega con coerenza dettagli autentici: mise en place semplice, vini naturali, banco in vero granito, arredi da materiali di riciclo, poggia posate in legno fossile pietrificato.
E quanto “brace” consista in tecniche diversificate adatte a carne, pesce e mondo vegetale con risultati sorprendenti per texture e sapori, è testimoniato da Cosciotto di agnello cotto 9 ore sul carbone con legno di vite e fieno; Cappesante cotte su legno di ulivo; Animella in nuance di consistenze, cuore morbido e croccante fuori, esito di lunghe preparazioni che la vedono sbollentata, passata più volte alla brace e laccata. Giovane progetto da seguire.
Le tracce del legame fra Alassio e gli inglesi sono numerose, dalla English Library sino alle ville eleganti sulle colline. Una in particolare permette di rivivere quelle affascinanti atmosfere: Villa della Pergola. Edificata in epoca vittoriana con architettura coloniale e rarità botaniche, rinasce dopo lustri di abbandono grazie alla famiglia Ricci e oggi ospita un relais di charme, il ristorante Nove e vasti giardini entrati nella Royal Horticultural Society. Si cena sotto una pergola affacciata sul mare, circondati dalla collezione di glicini già cari agli inglesi che ne onoravano la fioritura con i “Wisteria parties”.
I giardini si intrecciano con l’Orto rampante sulla collina dove Carlo Levi dipingeva il paesaggio e passeggiava con l’amico Italo Calvino e ispirano la cucina di mare e vegetale dello chef Antonio Romano che per il Menu Naturalia crea piatti evocativi già nei nomi come La pera con sedanorapa arrosto, carpione di pera e neve profumata alla melissa o i Mandilli di carrube, prescinseua, idrolato di alloro e finocchio di mare. Un piccolo Eden.
Dulcis in fundo, il Volta cafè patisserie è il locale che si vorrebbe avere vicino casa. Pasticceria contemporanea dallo sguardo internazionale, ambiente moderno e vintage insieme all’interno di una ex macelleria, clienti di ogni età attratti dall’atmosfera friendly creata dai due soci e amici Davide Ottonello, talentuoso pasticcere, e Giovanni Carpaneto, uomo di sala che trasmette gentilezza e garbata ironia insieme a tutto il personale. Da provare il fragrante croissant con frangipane di mandorla nell’impasto, le torte monoporzione e i pasticcini realizzati con ingredienti stagionali come il Foresta Nera, rielaborazione mignon della classica torta tedesca a base di cioccolato e ciliegia. Per ritrovare buon umore.