Pizze papali. Come dire: quando la tonda tanto amata conquista anche il gusto dei pontefici il sacro e il profano si mescolano in uno dei simboli dell'Italia più "buona", in tutti i sensi. È appena accaduto venerdì 8 maggio quando papa Leone XIV in visita a Napoli ha ricevuto in dono una pizza personalizzata con il suo nome in bianco candido realizzato con fili di mozzarella su un letto di pomodoro, con foglie di basilico ai lati. È stato Ciro un pizzaiolo della pizzeria di Gino Sorbillo di via dei Tribunali consegnargliela mentre Sua santità era sulla papamobile sul lungomare diretto in Cattedrale. Prima di ricevere anche un'altra bontà partenopea come la sfogliatella offertagli da un'altra esercente.
Le pizze americane
Non è la prima volta che Papa Leone viene omaggiato di una pizza in suo onore. Durante l'udienza dello scorso 31 luglio aveva avuto in dono una pizza speciale ai peperoni recapitata direttamente in piazza San Pietro dall'America. Per l'esattezza dalla sua pizzeria preferita ovvero Aurelio's Pizza a Homewood sobborgo a sud di Chicago che Robert Francis Prevosr frequentava fin da bambino. Lo storico locale aperto nel 1959 ha dedicato un tavolo al Papa e dopo la sua elezione al soglio pontificio l’8 maggio 2025 ha battezzato la "Poperoni", cucinata con il tipico metodo del Midwest
"deep dish pizza", sottile con il bordo croccante, tagliata a quadretti. Il proprietario attuale di Aurelio’s, Joe Aurelio III, aveva raccontato: "Il futuro pontefice era un ragazzo gentile, riflessivo, e mai scontato, come la nostra pizza".
L'idea di farla arrivare in Vaticano con un volo cargo, refrigerata, in un contenitore termico, sigillata sottovuoto e mantenuta fresca con ghiaccio secco, era stata di un ragazzo dell’Ohio, Jayden Remias, insieme a un gruppo di giovani cattolici americani molto attivi sui social e nel movimento “Catholic Creatives”. Il cartone era giunto in piazza San Pietro durante il Giubileo dei giovani al bordo delle transenne lungo le quali il Papa stava passando a bordo della jeep per salutare i fedeli. E non poteva non fermarsi alla vista del grande cartello esposto con la scritta “We have Aurelio’s pizza”, abbiamo la pizza di Aurelio.
Un gesto, simbolico e insieme assai concreto per celebrare il nuovo Papa americano, assai gradito dal destinatario: il fratello del Papa, John Prevost ha confermato che la pizza in questione è stata effettivamente riscaldata e consumata dal Pontefice quella sera stessa: "Il Pontefice ha mangiato la sua pizza pepperoni di 6 pollici fino all’ultimo boccone".
Lo scorso aprile, invece, in occasione di un'altra visita a Napoli di Papa Leone la pizzeria Lucignolo nei quartieri spagnoli aveva voluto creare la sua "Pepperoni": "Un ponte tra Napoli e l’America: questa pizza è una rivisitazione partenopea della pizza Pepperoni, il gusto preferito del Papa. L’abbiamo chiamata "Tu vuò fà l’americano" per celebrare con un pizzico di ironia le sue radici e la nostra tradizione".
La Chicago Deep Dish Pizza con ripieno di pomodoro e formaggio e per l'appunto anche di peperoni, salame o altri condimenti è nata negli anni Cinquanta nella città americana con la maggior presenza di italiani. Nel 2021 ci fu una (gustosa) polemica quando nella Giornata Mondiale della Pizza il Comune pubblicò un tweet scrivendo "Siamo orgogliosi di essere la capitale mondiale della pizza" scatenando una rivolta social a tutti spicchi. Anche la Grande Mela protestò rivendicando la sua New York Style Pizza. E ovviamente arrivò la rivendicazione di tanti napoletani. Fra le tante quella di Salvatore Esposito, l'attore che interpretato Gennaro Savastano in Gomorra): "After Napoli my US friends!!!".
L'omaggio dei Castelli Romani
Lo scorso agosto un altro omaggio al papa americano. Questa volta ai castelli romani dove l'allora neo Pontefice aveva trascorso il suo prino periodo di riposo estivo. A Palazzo Barberini fra Castelgandolfo e Albano, sede papale oltre il Vaticano, dove Alessandro Pacetti del locale "Pizza Country Forno a legna" ad Albano Laziale dal 2004 aveva consegnato la sua pizza speciale con Black angus e stracciatella. "Mai avrei pensato di farcela e invece… - aveva raccontato a Il Gusto.
Il pizzaiolo dei Castelli: "Black angus e stracciatella, con questa pizza ho conquistato il Papa"
Ero lì con la mia famiglia per il catering di un evento con la Caritas nei giardini vaticani di Borgo Laudato Si’. Siamo stati presentati dal vescovo di Albano, Vincenzo Viva a Sua Santità ed è stato allora che mi è venuta l'idea". Il pizzaiolo pronuncia allora queste parole: "Sua Santità ma a lei piace la pizza?'...". Alla risposta ( "Certamente, come no...") chiede i suoi gusti per non azzardare. Alla fine si decide per una Capricciosa, speciale, che viene chiamata Pizza Leone XIV: con mozzarella e zucchine in cottura, arricchita appena sfornata con black angus affumicato, stracciatella e crema di tartufo. "Con ingredienti di grande qualità, l'eccellenza, il meglio del meglio per il Papa ma tutto equilibrato, senza strafare”.
Da Papa Francesco a Giovanni Paolo II
Non solo Papa Leone. Undici anni fa nel 2015 proprio come avvenuto venerdì sempre sul lungomare era stata regalata una tonda anche a Papa Francesco che era a bordo della consueta jeep bianca. Allora era stato il pizzaiolo Enzo Cacialli l'autore dell'omaggio appena sfornato. Bergoglio non ha mai fatto mistero del suo debole per la pizza che amava gustare in compagnia prima di salire al soglio pontificio (a chi gli chiedeva cosa gli mancasse nella sua nuova vita di Papa rispondeva: “Uscire per andare in pizzeria"). Nel 2022, i ragazzi di PizzAut ne avevano creata una speciale per lui: la "Cantico delle Creature", preparata con pomodorini gialli e rossi, patate e spezie.
E poi va ricordato un aneddoto che riguarda Papa Giovanni Paolo II raccontato da Roberto D’Agostino. Dopo l'elezione del Pontefice polacco monsignor Stanislaw Dziwisz, suo collaboratore fin da quando il Papa era arcivescovo di Cracovia, una sera "indossando un discretissimo clergyman e saltando ogni protocollo di sicurezza decisero di uscire dal Vaticano", e andare a gustare una pizza a Trastevere. Dove non si è mai chiarito se da Santino, in via San Francesco a Ripa o alla Piccola Montecarlo in via Dandolo, angolo viale Glorioso. Si narra che dopo la serata in pizzeria al rientro in Vaticano il Papa non fosse stato riconosciuto e gli fosse stato sbarrato l'ingresso dalle Guardie svizzere. Alla fine l'identità fu accertata e quella pizza segreta rimase uno dei tanti simboli con cui il Papa polacco rappresentò il suo legame con l'Italia e tutti gli italiani.