Il personaggio

Roberto Davanzo, l’eretico della pizza che ha messo sugli spicchi il sapore della Calabria

Roberto Davanzo, l’eretico della pizza che ha messo sugli spicchi il sapore della Calabria

In 10 anni ha raggiunto i vertici delle classifiche di settore. Così si racconta alla vigilia del BOB Fest, l’evento che fa arrivare sulla punta della Penisola chef, pizzaioli e artigiani del gusto italiani e stranieri, da Quique Dacosta a Francesco Martucci

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“Non è una celebrazione, è una festa tra amici – così Roberto Davanzo racconta l’anima del BOB Fest, giunto alla quinta edizione –. Stare insieme per condividere l’aspetto benefico che ci preme tanto”. Schietto e a cuore aperto, nella sua voce trapela un misto di commozione e determinazione nel raccontare la prossima edizione dell’evento, che vedrà Praia a Mare e San Nicola Arcella, dal 26 al 28 giugno, ospitare più di 300 professionisti dell’enogastronomia italiani e stranieri. Organizzato da Anna Rotella, Alessandra Molinaro, Silvia Rotella, Roberto Davanzo e Rino Gemelli dell’associazione Alchimisti per Amore, BOB Fest sostiene la ricerca oncologica, devolvendo i ricavati, al netto delle spese, alla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.

Roberto Davanzo
Roberto Davanzo 

Quique Dacosta, Franco Pepe, Francesco Martucci, Matias Perdomo, Nino Rossi, Piero Pompili, Errico Porzio, Luigi Lepore, Eugenio Boer, Gabriele Bonci, sono solo alcuni nomi degli oltre trecento professionisti che si impegnano volontariamente a contribuire al successo di questo festival che aprirà le porte ad alcuni angoli tra i più spettacolari della Calabria, come la riservatissima Isola di Dino o lo spettacolare Arcomagno. “Sono un sognatore, vivo di utopie – così di descrive Roberto Davanzo, per tutti Bob –. Il cervello viaggia veloce e vive in entropia, sono abbastanza confusionale e anche un grande mangione”. Al suo fianco da venti anni, Anna Rotella, compagna di vita e nel lavoro: “Siamo cresciuti insieme, ci siamo plasmati a vicenda. Lei è andata a compensare tutto quello che mi mancava”.

Mentre lui, figlio di madre calabrese e padre veneto, fu mandato dagli zii paterni per apprendere un mestiere, lei continuava gli studi a Roma. Due mezze mele non si possono separare del tutto, dalla relazione a distanza nasceva la voglia di ritrovarsi e condividere un progetto di vita. Così dieci anni fa, nel 2016, i due ragazzi scelsero di tornare in Calabria, a Montepaone (Cz). Roberto aveva appreso il mestiere di pizzaiolo e panificatore, si occupava di formazione mentre lei aveva studiato sociologia, ma c’era una piccola casa acquistata pochi anni prima nel paese natale ad aspettarli.

Due cuori, una casa e un laboratorio: la mattina pane, a pranzo bakery e la sera pizzeria con un banco che si affacciava sul forno. “Molto intimo, per non dire piccolo – ammette Davanzo –. In due mesi è esploso, enormi code bloccavano la strada, ancora non ci posso credere. C’era la paura che qualcosa ci stesse sfuggendo di mano, ma anche la felicità per qualcosa che non ci aspettavamo”.

Una brandina per dormire poche ore dietro al forno, poi subito a impastare il pane, poi la pizza e le giornate diventano troppo lunghe e piene. Solo loro due e in poco tempo il servizio si concentra sulla sera: “Facevamo un allestimento in vetrina di piccoli bocconi di pizza con lievito madre. Piccoli bocconi, come in pasticceria dove si può comperare un vassoio di mignon e sfiziarsi”. Tavolozze in legno, pizze a spicchi da mangiare in piedi, nessun servizio e menu giornalieri.

BOB Alchimia a spicchi, nasceva così nel 2016 e avrebbe cambiato il panorama della pizza in Calabria, e non solo. “Ci approvvigionavamo di quello che c’è qui intorno perché questa è una terra ricchissima – ci tiene a sottolineare –. Un giorno parlavamo di musulupu, quello dopo di pomodoro giallo d’inverno che cresce in collina, poi anice selvatico o ancora anice nero che si trova a Santa Caterina…”. Prodotti, varietà, sapori, tradizioni che hanno caratterizzati gli spicchi di Bob sin dalla nascita, portando la Calabria sulla bocca di tutti attraverso la pizza: “Con la sua conformazione, due mari e cinque catene montuose, territorio lungo e stretto con molte variabili, è incredibile per ricchezza di prodotti. A distanza di dieci anni di ricerca affannata, durante la quale corriamo per comprendere sempre più cose, ci sentiamo che ancora non abbiamo scovato nulla, che c’è tanto ancora da conoscere e raccontare”.

Dieci anni in cui BOB Alchimia a Spicchi ha portato la Calabria ai vertici della pizzeria d’autore, insieme anche ad altri illustri pizzaioli della stessa regione. Dieci anni durante i quali Bob è diventato sinonimo di Roberto Davanzo, anche se in realtà è acronimo di Band Of Brothers: “Abbiamo pensato sin dall’inizio che le persone dovessero essere parte integrante del progetto, chi condividere pensiero, motivazione e passione entra nella band. Pochi anni dopo l’apertura è nato il progetto ‘Alchimisti per amore’, dove portavamo i ragazzi in giro per l’Italia a fare esperienza dai grandi professionisti. Alchimia per noi è quel trasferimento di sentimento, come la chimica tra due persone, con un’opera d’arte o un libro”.

Ed è questa visione e voglia di condividere passioni a contraddistinguere il BOB Fest. “Quando è mancato papà Romeo è stata una botta incredibile, con lui ho perso tantissimo – ammette Davanzo senza nascondere la commozione –. Da lui ho ereditato le grandi passioni, i viaggi e la musica, era lui ad affiancarci nelle questioni amministrative e burocratiche perché era un bravissimo ragioniere. Poi, in poco tempo, la malattia lo ha portato. Il cancro è una malattia che ti leva la dignità. È stato un dolore dilaniante perderlo, ma ho deciso di trasformare quel dolore in energia”.

Un anno di lavoro, ogni edizione in un luogo diverso della Calabria, chef, cuochi, pizzaioli e artigiani del gusto celebrano attraverso la condivisione la memoria e l’impegno benefico. Ecco cosa è il BOB Fest: un’occasione per scoprire e far conoscere la Calabria fuori dai luoghi più noti e oltre i sapori più famosi, divertirsi condividendo energie e visione, confrontarsi sui temi gastronomici e raccogliere fondi da devolvere all’Airc (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro).

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