Ecco il dessert che piace in Vaticano: lo preparano gli chef Fiordigiglio e Falsaperla
di Lorenzo CresciLa torta di rose diventa la “Torta del Papa” ed è stata scelta come dolce ufficiale al Gran Gala del giuramento delle Guardie Svizzere
Forse una concessione dovranno farla, David Fiordigiglio e Simone Falsaperla: cambiare il nome alla propria “torta di rose”, trasformandola in “Torta del Papa”. Perché i due intraprendenti chef ci hanno preso gusto – tanto quanto in Vaticano alla loro creazione – e quel dolce portato al pontefice alcuni mesi fa inizia a diventare una gustosa tradizione.
Ultimo appuntamento in ordine di tempo, il Gran Gala del giuramento delle Guardie Svizzere ha visto protagonista il dessert della coppia di chef, l’uno lombardo e l’altro siciliano, per un evento esclusivo all’interno dei Musei Vaticani che per una notte sono stati allestiti all’insegna della cucina italiana.
L’esperienza
“Un’esperienza straordinaria, eravamo davvero emozionati”, commentano gli chef autori della “Torta del Papa”, ovvero una torta di rose alle vaniglie con crema inglese calda al Vin Jaune. L’effetto wow nell’allestimento dei Musei Vaticani è stato così arricchito dalla cucina italiana e dal dolce. “Un grande onore per noi – dicono Fiordigiglio e Falsaperla – ed è stato emozionante al termine della cena andare al centro della sala e raccontare il nostro dolce”.
I complimenti non sono mancati e così anche l’opportunità di occasioni future. Perché la “Torta del Papa” colpisce nel segno. Ne sono state servite oltre quaranta, “divise petalo per petalo e arricchite direttamente al tavolo da crema al limone del Garda”, raccontano ancora gli chef che parlano di “una passione che alla fine è stata impiattata con quei petali”. Mangiati fino all’ultimo da ospiti e personale per quello che sta diventato un dolce rituale Vaticano.
La storia
La passione in Vaticano per la ormai ex “torta di rose” è nata nel marzo scorso: David Fiordigiglio, chef privato e volto televisivo, aveva avuto modo di incontrare papa Leone XIV in occasione dell’udienza settimanale. Un incontro veloce ma sufficiente per poter scambiare qualche parola, anche sugli ingredienti principali della specialità: farina, zucchero, uova, burro e vaniglia di Mauritius. Poi, il successivo e apprezzato assaggio di un dolce portato in Vaticano in sei esemplari (una per il pontefice, cinque per i cardinali, tra cui monsignor Parolin) e entrato nel cuore e nel palato dei religiosi. Tanto da diventare il dessert del gala ai Musei Vaticani dei giorni scorsi.