Immaginate ristoranti strapieni, in cui però i clienti sono tutti chef e ristoratori. Per una sera, ad aspettarli, niente fornelli, ma una tavola apparecchiata: Apci mette a tavola i cuochi. Tanti cuochi, quasi un migliaio, che in otto tappe e in altrettante regioni italiane si troveranno “dall’altra parte”, non in cucina ma in sala, seduti davanti a un piatto, per assaggiare quello che una squadra di colleghi prepareranno per loro.
Dal 13 aprile parte Apci Chef Lab on Tour ed è stata ideata dall’Associazione Professionali Cuochi Italiani pensando a un modo diverso di parlare del lavoro degli chef, non quello dilagante che li vede in gara, spesso in televisione, tesi a strappare la vittoria davanti a giudici impietosi. Niente show, niente competizione tra loro, ma tanti momenti di convivialità per scoprire che ci sono tanti modi diversi per interpretare gli ingredienti e per incuriosire il pubblico che frequenta i ristoranti.
Protagonisti
Perché lo scopo, dicono i responsabili, non è la vittoria di un cuoco, ma di tutti. La vera gara non è battere gli altri concorrenti, ma far arrivare i clienti nei ristoranti e accontentarli. Ecco perché hanno fatto tanti esperimenti, combinando i prodotti dei loro sponsor con il proprio bagaglio di abilità professionale e di creatività. Il risultato è un menu elaborato da dodici chef appartenenti alla Squadra Nazionale dell’pci che provengono da diverse regioni italiane e hanno lavorato in situazioni differenti, ma tutti under 40, vicini alle nuove generazioni.
Salvatore Andretta di Napoli, Andrea Azzarito di Caserta, Lorenzo Buraschi di Milano, Federico Costa di Tortona, Nello De Riggi di Parma, Marco Di Mauro di Siracusa, Giovanni Gambuzza anche lui di Siracusa, Alberto Laterza di Milano, Fabio Lusetti di Reggio Emilia, Onofrio Magarelli di Bisceglie, Marcello Maggio di Napoli e Andrea Vecchia che viene dal Lago d’Orta hanno creato le ricette collaborando strettamente con aziende partner e distributori che sostengono l’iniziativa, e che hanno dato preziosi suggerimenti sul trattamento degli ingredienti di loro competenza, che si tratti di pasta o vini, condimenti o formaggi, carne o pesce: tra gli altri, Acetaia Cremonini, Alaska Seafood, Consorzio tutela vitellone bianco dell’Appennino Centrale, Demetra, Figliolia, Ferrarelle, La Molisana, Olitalia, Olympus, Prime Alture, Vita Vigor.
Il menu
Ed ecco il menu, composto da cinque portate, che verrà riproposto ad ogni tappa del Tour, ispirato al concetto di “reinterpretare i grandi classici della cucina internazionale”, rispettando la tradizione ma aperta a nuovi linguaggi e a sfumature contemporanee, sia nelle basi dei piatti che negli abbinamenti. Si capisce subito dall’apertura: “Halloumi in carrozza”, ovvero un formaggio greco, che molti avranno assaggiato nelle bellissime isole delle vacanze, trattato come la mozzarella. Gustosissimo. Poi il “Vitellone alla puttanesca” prende a pretesto il vitello tonnato ma lo riconsidera utilizzando olive e una crema sapida di peperone rosso. Segue una proposta complessa, “Trighetto pil pil”, che unisce pasta integrale, salsa di aglio nero, emerluzzo carbonaro.
Una vera sfida è “Vegginton”, è realizzato con un prodotto plant based trattato come se fosse filetto alla Wellington, grande classico della cucina internazionale. Non solo un gioco di parole, ma un intelligente omaggio a quella porzione di pubblico, in crescita continua, che per i motivi più diversi cerca valide alternative alla carne. A chiudere il pasto, “La parmigiana del pasticcere”, dove la melanzana è dolce e c’è una crema con elementi salati.
Un pre-assaggio dedicato a stampa e operatori si è tenuto a Milano alla Locanda Sempione di Tommaso Mandorino, con il contributo degli chef Federico Costa, Nello De Riggi, Fabio Lusetti e Andrea Vecchia. Il vero tour parte il 13 aprile dalla Puglia, in un ristorante di Bari, e proseguirà tra maggio, giugno, settembre e novembre toccando Varese, Trieste (con un’incursione in Slovenia), Toscana, Lazio, Venezia e Napoli (in corrispondenza del Natale). Ancora da confermare le sedi, che comprenderanno location insolite come le corsie di un cash&carry che ospiterà le tavolate di chef.