Marina Cvetić e la lezione delle donne: “Gli insegnamenti di mia suocera”
La viticoltrice abruzzese: “Già nei primi anni Novanta in cantina e in campagna lavoravano moltissime collaboratrici. Quest’anno festeggiamo 35 vendemmie”
Trentacinque vendemmie, anni fatti di scelte coraggiose e di radici profonde. Marina Cvetić celebra un traguardo importante alla guida dell’azienda abruzzese Masciarelli, un percorso iniziato quasi per destino e diventato, nel tempo, una delle storie più significative del vino italiano al femminile.
Qualcosa, in effetti, era già scritto nella sua infanzia. Il nonno coltivava vigneti sulla costa dalmata e produceva vino in grandi botti di castagno. Marina cresce tra filari e cantina, respirando stagioni e profumi del vino. Ma la svolta arriva nell’estate del 1987, quando incontra Gianni Masciarelli, protagonista del rinnovamento della vitivinicoltura abruzzese. Si sposano nel 1989. Lei, studentessa di Tecnologie alimentari a Belgrado, cambia strada: non più ingegneria delle acque, ma vino.
Dal 1991 entra stabilmente in azienda. E fin dall’inizio la sua presenza è forte, diffusa, concreta. “Le donne da noi ci sono sempre state – racconta – Già nei primi anni Novanta in cantina e in campagna lavoravano moltissime collaboratrici”. Figura simbolo è la suocera Liberata, scomparsa due anni fa: “Era un caterpillar. Se il lavoro non veniva fatto bene, partiva in quarta e sistemava tutto lei”. Una presenza determinante in un’azienda dove il lavoro nei vigneti è sempre stato centrale, da Ofena alla zona di Bominaco, dove oggi una piccola chiesa restaurata domina il paesaggio e scandisce il tempo delle stagioni.
Poi, nel 2008, la tragedia: la scomparsa improvvisa di Gianni, pochi mesi dopo la nascita del figlio Riccardo. Marina si trova a guidare da sola l’azienda e a crescere tre figli – Miriam, Chiara e il maschietto – diventando, come ama dire, anche “papà”.
Negli anni i vigneti crescono, il team si struttura, la cantina si consolida. La linea di vini Marina Cvetić diventa l’espressione più identitaria dell’azienda: solo single vineyard, calici che raccontano parcelle precise e scelte rigorose, seguiti da un lavoro enologico condiviso, con consulenze esterne. Oggi accanto a Marina ci sono le figlie Miriam Lee e Chiara. L’azienda resta un luogo a forte impronta femminile. Una continuità naturale.
La.Lor.