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Dai Crémant ai Riesling, Italia sedotta dai vini alsaziani

Famille Hugel, storica maison di Riquewihr, fondata nel 1639, cresce grazie a una distribuzione mirata e a prodotti longevi e gastronomici. Dal Crémant Champ Libre al Riesling Schoelhammer, il successo passa da lunghi affinamento e qualità

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Un vino di nicchia, ma che nel giro di dieci anni ha conquistato l’Italia. Nel 2016 erano 3mila le bottiglie Famille Hugel che si potevano rintracciare su tutto il territorio italiano. Dieci anni dopo ce ne sono tra le 16 -18mila. Compagnia del Vino è l’unico distributore del brand in Italia e restituisce non solo i numeri dell’impatto, ma anche la collocazione. “La distribuzione - dice Roberta Cenci, alla guida con Saverio Notari di Compagnia del Vino - si colloca principalmente nelle grandi città che hanno già una buona base di cultura enologica, nel Nord, Milano, Brescia e Bergamo e oltre Roma, nel centro-Sud si va direttamente in Sicilia, dove c'è grande curiosità. I numeri sono aumentati grazie a Hugel che continua un percorso di grande virtuosismo, ricerca e approfondimento. Di vini Hugel, e alsaziani in generale, in Italia non c’è un consumo quotidiano. Ma sono quei prodotti che ti svoltano la cena. Penso a un Gewürztraminer del 2016 di Hugel che arriva al momento del formaggio: il piacere ricomincia da zero”.

Quasi 390 anni di storia

Fondata nel 1639, Famille Hugel è azienda vitivinicola da 13 generazioni. Jean Frédéric Hugel, direttore commerciale e rappresentante della storica e iconica maison di Riquewhir in Alsazia, spiega il “segreto” del successo dei loro vini in Italia. “Abbiamo il lusso del tempo. Possiamo permetterci di aspettare che i vini siano pronti. Possiamo permetterci di aspettare il momento migliore per commercializzarli, per renderli disponibili, per degustarli con la gente. L’Italia è molto importante per noi e la seguiamo con grande attenzione. Siete stati tra i primi a credere nel nostro progetto, nel nostro Crémant.

In famiglia volevamo fare qualcosa di buono come lo Champagne. E credo che con questa seconda annata del Champ Libre ci siamo riusciti”. Il Crémant d’Alsace Champ Libre 2020, (blend Pinot Nero, Riesling e Pinot Grigio) proviene da tre parcelle vitivinicole identificate per il loro potenziale Crémant, le uve sono raccolte a mano in piccole casse e pressate intere. I vini base vengono fermentati e affinati in botti di rovere centenarie prima della seconda fermentazione

in bottiglia. Dopo l’affinamento sui lieviti, il vino viene sboccato con una

dosatura extra-brut. È un Crémant gastronomico con un ottimo potenziale di invecchiamento.

Un ricordo di famiglia

Jean Frédéric Hugel si è quasi commosso nel presentare il Riesling Schoelhammer, un vino che – ha detto – è nel dna della famiglia. “Ho perso mio padre nel 2016, e sto ancora lavorando su questo lutto. Il mio dolore più grande è che mio figlio che ha 4 anni non potrà mai conoscere di persona il nonno. Ma potrà in qualche modo farlo attraverso i vini che ha creato per noi. Questo è anche il mio rapporto con i miei antenati. L’annata 2015 del Riesling Schoelhammer è la prima in assoluto che abbiamo prodotto con una vendemmia tardiva. L’abbiamo tenuto in cantina pensando non al consumatore ma al suo bene. Muschio e mandorla dolce si fondono a note di agrumi canditi, sentori minerali e burrosi. Forse ha caratteristiche troppo dolci rispetto a quello che chiede il mercato. Ma credo che questo sia il miglior vino che abbiamo prodotto in questo secolo. E questo ci basta”.

La gamma dei vini

La gamma di vini Hugel è organizzata in 5 linee che offrono diverse declinazioni di complessità per ogni varietà prodotta. Le linee sono la Classic, Estate e Grossi Laue per i vini secchi; la linea Vendage Tardive e Selections de Grains Nobles per i vini dolci. Due gli outsider: il Riesling Schoelhammer ed il Gentil Hugel, due etichette che raccontano a modo proprio la capacità espressiva del territorio di produzione. Roberta Cenci sottolinea le caratteristiche uniche degli Hugel. “Sono una vera chicca. Con un rapporto qualità-prezzo straordinario. E soprattutto vini con una capacità di invecchiamento trentennale, quarantennale. Anche questa è una peculiarità dovuta all'acidità, al residuo zuccherino, al terroir”.