Tra cucina internazionale e comfort food italiano, 12 nuovi ristoranti da provare a Milano
di Jacopo FontanetoDalla pizza di Sasà Martucci al Marocco dell’ex MasterChef Monir Eddardary, una selezione delle aperture di inizio 2026
Tanta cucina etnica ma non solo nelle nuove aperture milanesi: anche tradizione meneghina e pizza in ogni sua forma, al taglio e d'autore. Nuovissime insegne e qualche ritorno (e raddoppio) nella mappa dei ristoranti da provare in questi primi mesi del 2026 Milano.
Zona e la garanzia di Paolo Bertin
Zona è una locanda contemporanea che rimette al centro la socialità: si beve e si mangia senza etichette, dal pre-cena a tarda sera. Menu corto e trasversale, pensato per la condivisione (salumi e formaggi, crostoni, tartare, ma soprattutto sono imperdibili le polpette), con prezzi leggibili. Carta vini agile e cocktail classici ben eseguiti. Atmosfera rilassata, servizio rapido: più che un ristorante, un luogo dove tornare. Il menu firmato dal talentuoso Paolo Bertin (Nik's & Co. è una garanzia). Via Bergamo 22.
La Torre Velasca prende il ritmo di Sushisamba
Apertura recentissima, di fine gennaio: Sushisamba Milano è al primo piano della Torre Velasca, a due passi dal Duomo: mix giapponese-brasiliano-peruviano in un set scenografico tra soffitto di bambù, sushi bar e cocktail bar. In cucina sushi, ceviche e anticuchos, più robata per carni, pesci e verdure. Small plates da condividere; private room per 18. Cocktail curati qui. La Sambaroom è una saletta art déco verde e intima. Piazza Velasca 3/5.
Dragon Kitchen, la via media fra cinese contemporaneo e di memoria
Dragon Kitchen porta in città (via Carlo Foldi 8) un format europeo di cucina cinese contemporanea, accessibile e pensato per la routine urbana. Sta tra il cinese tradizionale e l’alta cucina, con piatti regionali senza mode forzate. Firma identitaria: il Riso Kubak, croccante ai frutti di mare rifinito al tavolo con salsa e uovo. Ma da non perdere i gyoza, tra i migliori in città. Business lunch rapidi a meno di 15 euro.
Il Marocco di Amina
Amina porta a Milano una cucina marocchina contemporanea, guidata dallo chef Monir Eddardary, già concorrente di Masterchef. Sapori netti, comfort e tecnica leggera: bastila di pollo agrodolce con cannella e mandorle, tajine di manzo con prugne e frutta secca, spezie dosate e cotture lente. Piatti identitari e conviviali, senza folklore né forzature. Via Giulio Romano 15.
Lo sbarco a Milano di Sasà Martucci
Il maestro pizzaiolo casertano Sasà Martucci apre via Romolo Gessi 12 (area Washington) con un format centrato su pizza e una “cucina” parallela affidata allo chef Mimmo Di Raffaele. Nel menu pizzeria compaiono pizze costruite per ingredienti e stratificazione: “Milano Why Not” (fior di latte, brasato di ossobuco, crema di riso allo zafferano, crema all’aglio, prezzemolo e limone), “Dolce Vita” (fior di latte, ricotta al limone candito, crudo di gamberi e scampi), “Completo” (1/4 calzone ricotta e salame + base San Marzano, fior di latte, olive Caiazzane, salsiccia piccante essiccata, pesto di aglio orsino). La carta “ristorante” lavora su cotture e salse: polpo al vapore e arrosto con pancetta 16 ore; guancia di vitello con salsa tonnata, purea di patate, sedano rapa e arancia.
Langosteria a Palazzo Fendi in Montenapoleone
Langosteria Montenapoleone a Palazzo Fendi lavora su crudi/coquillage, paste e brace di mare. In carta: pappa al pomodoro con vongole veraci, carpaccio di tonno rosso con melanzane e pomodoro candito, chateaubriand di cernia nera, gnocchetti con gamberi rossi e datterino giallo; oyster bar con plateau. Dolci: tiramisù, millefoglie di panettone. Executive chef sono Domenico Magistri e Tommaso Garofalo. Corso Giacomo Matteotti 9.
La cucina meneghina di Casa Giuditta
Casa Giuditta lavora su una cucina italiana e milanese senza sovrastrutture, pensata per la quotidianità urbana. Carta classica: mondeghili, uovo morbido con Grana e cipolla caramellata, risotto alla milanese con midollo, rigatoni alla gricia, ossobuco con polenta. Carni alla griglia e tartare condite al carrello. Impianto tradizionale, esecuzioni dirette. Via Goldoni 77, angolo via Sidoli.
It Milano torna a Brera
It Milano riapre in Brera dopo aver creato, negli ultimi anni, le altre due insegne di It Maison e ByIt: fusion internazionale su base italiana, contaminazioni ispaniche e asiatiche, piatti da sharing. Cucina centrata su carni di filiere internazionali e cotture a calore vivo (Josper, robata), con sezione verdure e opzioni plant-based al carbone. Sala al piano interrato, ingresso condiviso con ByIT (via Fiori Chiari 32) format cena-after. Executive chef Romualdo Palladino.
Il comfort di Chuck's
Chuck’s (via della Vigna 6) è il bistrot di Chuck George: carta essenziale in stile diner, comfort Italian-American. Antipasti (kale Caesar, grilled cheese, buffalo wings), poi pasta Alfredo in caserecce con Lodigiano, erba cipollina e limone e “vodka sauce”, più spaghetti & meatballs e smashburger. Regola dichiarata: niente modifiche. Dessert: cheesecake. Vini naturali e birre.
La pizza al taglio di Pantera
Pantera apre al Mercato della Darsena (piazza Ventiquattro Maggio). Il progetto dei fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli lavora sulla pizza romana in teglia in chiave rustica: base bassa e croccante, morso netto, topping da trattoria e spirito di quartiere. Format volutamente anti-seriale: ogni punto vendita si adatta al contesto e punta su qualità “popolare”, pensata per consumo quotidiano e condivisione.
Gyozeria raddoppia e va in Centrale
La Gyozeria raddoppia a Milano: dopo viale Monza apre “La Gyoza Station” in zona Centrale (via Carlo Tenca 18). Cucina centrata sui gyoza, anche fatti a mano: impasto sottile, ripieni classici e stagionali, con varianti dolci. In carta anche noodles, bao, takoyaki e pad thai, con ampia scelta vegana/vegetariana. Formula street food, piatti da condividere, servizio rapido, operativa pranzo e cena.
Cous cous e spezie da Suqsu
Suqsu imposta la carta sul couscous: semola aromatizzata (paprika, curcuma, erbe) e montaggi “a bowl” con verdure, proteine e topping a scelta. In cucina: polpo e calamaro ripieno, orata, pollo caramellato o polpetta bovina; veg con barbabietola e ceci. Chef consulente è Francesco Lucati. Via Ascanio Sforza 55