Un sorso di pura energia: l’Etna protagonista a Beviamoci Sud Roma
di Manuela ZennaroLa denominazione si conferma modello di viticoltura di precisione: piccola per estensione, ma ricca di diversità, zonazione e visione, con le Contrade come chiave di lettura di un territorio unico
C’è un Sud del vino che non ha più bisogno di rivendicare attenzione, ma che oggi chiede ascolto per la complessità del suo racconto. Beviamoci Sud Roma 2026 lo ha dimostrato con chiarezza, restituendo l’immagine di una viticoltura matura, consapevole, capace di parlare attraverso territori, denominazioni e stili senza semplificazioni. Negli spazi del The Westin Excelsior, l’evento si è confermato una piattaforma di riferimento per operatori e appassionati, capace di leggere il Mezzogiorno come sistema e non come somma di singole eccellenze. In questo contesto, i vini e gli spumanti dell’Etna sono stati tra i protagonisti assoluti della manifestazione, al centro di degustazioni molto partecipate.
A inquadrare il percorso è stato il presidente del Consorzio Etna Doc, Francesco Cambria, che ha richiamato subito un dato chiave: “L’Etna Doc rappresenta appena l’1,4% della superficie vitata regionale. È una dimensione voluta, che ci permette di lavorare sull’identità e non sulla quantità”. Un’identità che nasce da un territorio tutt’altro che uniforme, fatto di versanti diversi, altitudini comprese tra 400 e 1000 metri, suoli vulcanici di età differenti e microclimi estremamente variabili. “Le Contrade, oggi 133 menzioni geografiche, non sono un esercizio di stile - ha sottolineato Cambria. Sono uno strumento di precisione, che aiuta a leggere il territorio e a raccontarne le differenze”. Centrale anche il tema della viticoltura. “Sull’Etna l’alberello non è folklore, ma una necessità. È una viticoltura faticosa, manuale, che privilegia equilibrio e profondità rispetto alla resa”. Dopo il drastico calo del 2023, segnato dalla peronospora, la denominazione è tornata a crescere, attestandosi intorno ai 5,8 milioni di bottiglie. Lo sguardo è rivolto al futuro: sostenibilità, aggiornamento del disciplinare, ricerca sulle varietà reliquia e un lavoro di zonazione sempre più approfondito.
Ed ecco la nostra selezione di Etna Doc bianchi e rossi.
Terrazze dell’Etna Cinniri 2024
Carricante 100%
Si parte dai bianchi, e non a caso. Cinniri interpreta con chiarezza il Carricante di versante nord, puntando su tensione e precisione. La freschezza è netta e vibrante, accompagnata da una marcata impronta salina che richiama altitudine e suoli lavici. L’affinamento di un anno sulle fecce fini in acciaio dona volume e tattilità senza compromettere la verticalità del sorso. Un bianco agile, definito, di lettura contemporanea.
Tenute Bosco Vico 2021
Carricante 100%
Con questo vino, la wine maker Sofia Ponzini sposta il racconto sul versante sud-ovest, nell’area di Biancavilla, a circa 900 metri di altitudine. Produzione limitata a 1.200 bottiglie, vendemmia manuale altamente selettiva. Un breve passaggio in botte grande accompagna il vino senza segnarlo. Il profilo è più slanciato rispetto alle espressioni del nord, con freschezza incisiva e una chiusura sapido - amara che firma l’identità etnea. Annata equilibrata, con interessante potenziale evolutivo.
Tenuta Tascante Contrada Sciaranuova 2023
Carricante 100%
Annata complessa, segnata da piogge persistenti a giugno e forti riduzioni di resa, ma capace di sorprendere sul piano qualitativo. Le vigne si trovano tra 700 e 750 metri sul versante nord. Il naso è fine, giocato su agrumi, erbe mediterranee e cenni minerali. Il sorso è teso e verticale, sostenuto da una fresca acidità e da una trama salina ben definita. L’affinamento in botte grande esalta il vino senza sovrastare il sorso.
Palmento Costanzo Nero di Sei 2021
Nerello Mascalese 80%, Nerello Cappuccio 20%
Colore trasparente e luminoso, oggi cifra identitaria del rosso etneo. Fermentazione e affinamento in rovere, ma senza derive estrattive. Il vino gioca su finezza, tensione ed equilibrio, con una trama tannica sottile e una freschezza che allunga la beva. Un rosso che rivendica il Nerello Mascalese come linguaggio autonomo, lontano da paragoni fuorvianti.
Animaetnea Animardente 2021
Nerello Mascalese 100%
Nasce in Contrada Santo Spirito, tra Passopisciaro e Piedimonte Etneo, a circa 700 metri. Il 2021 si conferma annata equilibrata, capace di accompagnare una maturazione completa delle uve. Il sorso è nitido, fresco, sostenuto da tannini fini e ben integrati. Un rosso misurato, territoriale, privo di forzature.
Firriato Cavanera Contrada Zucconerò 2021
Nerello Mascalese 100%
Diciotto mesi di affinamento in rovere definiscono un profilo più rotondo rispetto ad altre interpretazioni. La freschezza è meno tagliente, compensata da maggiore morbidezza e continuità gustativa. Il sorso resta vivace e ben sostenuto, giocato su armonia e leggibilità, senza perdere identità.
Gli spumanti dell’Etna
Il racconto è stato animato da Francesco Chittari, presidente dell’Associazione Spumanti dell’Etna, che ha sottolineato come le bollicine rappresentino oggi una delle espressioni più coerenti del vulcano. “Sull’Etna convivono altitudini alpine e un clima mediterraneo. Le escursioni termiche e i suoli vulcanici attivi sono condizioni ideali per spumanti di tensione e precisione”. Una vocazione tutt’altro che recente.
“Il primo spumante etneo nasce nel 1870. Oggi contiamo oltre quaranta progetti: non è una moda, ma una traiettoria”. Centrale il ruolo del tempo. “Sono spumanti che non cercano accomodamento. La loro forza sta nell’identità e nella capacità di evolvere, soprattutto dopo la sboccatura”.
Ed ecco quattro Etna Doc spumanti da provare.
Murgo Saemper brut rosé metodo classico
Nerello Mascalese 100%
Colore delicato. Al naso richiami di arancia rossa e note fresche. Il sorso è sostenuto da acidità viva, con un finale amaricante - vero marker dei vini etnei - e una sensazione salina che allunga la persistenza. Elegante ma strutturato, spiccatamente gastronomico.
Maria Gambino extra brut rosé metodo classico
Nerello Mascalese 100%
Sosta sui lieviti di 34 mesi. Profilo fresco e salino, con una sfumatura affumicata che aggiunge complessità. Il finale è asciutto, preciso, con una chiusura amaricante gentile.
Cantine La Contea Etna Est! metodo classico
Nerello Mascalese 100%
Dosaggio zuccherino contenuto (4 g/l) che introduce una rotondità misurata. Freschezza composta, acidità ben integrata e una progressione più ampia, meno verticale, che lavora sulla continuità gustativa.
Benanti Noblesse brut metodo classico
Carricante 100%
Riferimento storico della spumantistica etnea moderna. Finezza, lunghezza e persistenza definiscono uno stile misurato e profondo, costruito sulla trama bianca del Carricante, particolarmente vocato alla spumantizzazione. Un vino che ha aperto la strada a molte delle interpretazioni attuali.