“ll tiramisù è il mio muffin olimpico”: il cibo che fa impazzire gli atleti e i video virali
a cura di Lara LoretiDopo il muffin al cioccolato diventato un must a Parigi 2024, a Milano Cortina il testimone passa al tipico dolce. Tra pizze, lasagne e panini, impazzano sui social i filmati delle ricette italiane assaggiate dai campioni a mensa
“Credo di aver trovato i muffin al cioccolato delle Olimpiadi invernali… ed è il tiramisù!”. Inizia così un video pubblicato sui social dall’atleta svizzero di snowboard Jonas Hasler. Il riferimento è al celebre muffin al doppio cioccolato diventato la delizia simbolo del Villaggio Olimpico di Parigi 2024, reso virale su TikTok dal nuotatore norvegese Henrik Christiansen. A quanto pare, il cioccolato resta il gusto preferito dagli atleti. Anche se, questa volta, declinato in una delle ricette più iconiche della tradizione italiana: il tiramisù, di gran lunga il dolce più amato – e ordinato al ristorante – dagli italiani.
Nel video Hasler invita il suo pubblico (28mila follower su Instagram e quasi 12mila like sul post in questione) a provarlo insieme a lui: “Degustiamolo insieme”. Si siede, prende la forchetta e inizia l’assaggio, boccone dopo boccone, trasformandosi in un vero e proprio degustatore. “Il tiramisù finisce sempre. L’ho visto solo una volta, quindi ora finalmente sono riuscito a metterci le mani sopra. E avevo sentito dire che fosse pazzesco”. La sentenza arriva immediata: “È così buono. Oh mio Dio, ne prendo un’altra porzione”. Alla faccia della dieta olimpica.
Non solo dolci. Lasagna, pizza, focacce, gnocchi, fusilli al sugo, panini. Ancora una volta la cucina italiana conquista la scena, e lo fa fin dai primissimi giorni dei Giochi. A testimoniarlo basta scorrere i social, dove atleti e atlete condividono frammenti di quotidianità tra allenamenti, gare e momenti di pausa. Un racconto spontaneo, spesso ironico, che mostra il “dietro le quinte” della vita olimpica e in cui la sorpresa per il cibo – e più in generale per la cultura italiana – è una costante.
Tra le delegazioni più attive online spicca quella canadese. È diventato virale su TikTok il video di Courtney Sarault: la specialista di short track viene ripresa alla mensa del villaggio olimpico di Milano mentre assaggia un tortino al cioccolato dal cuore caldo (conosciuto anche come molten chocolate cake) e reagisce con un immediato, sincerissimo “Oh my god”. Anche un’altra pattinatrice canadese, Ivanie Blondin, ha condiviso immagini dello stesso dessert, celebrandone la golosità.
La ristorazione è uno degli ingranaggi centrali della macchina olimpica. Sono oltre tre milioni i pasti previsti, con la mensa di Milano operativa 24 ore su 24 non solo per gli atleti ma anche per gli addetti ai lavori, già pienamente funzionante, e con 116 aree ristoro dedicate agli spettatori.
Grande attenzione anche alla sostenibilità e all’inclusione. Il cibo non consumato verrà redistribuito alle persone in difficoltà grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare. Nei menu sono previste opzioni halal, vegane e vegetariane, mentre le materie prime saranno, per quanto possibile, biologiche e a chilometro zero. A confermarlo è stata Elisabetta Salvadori, responsabile della ristorazione olimpica, in un’intervista al Corriere della Sera. L’attenzione a menu inclusivi non è una novità: il tema era già centrale alle Olimpiadi di Parigi 2024.
Dal villaggio olimpico di Predazzo arriva invece un altro video destinato a far sorridere: un atleta sudafricano celebra con entusiasmo una “wonderful” pizza quattro stagioni che, a ben vedere, è più simile a una focaccia. Poco importa. Il messaggio passa forte e chiaro: è buonissima, anzi “gorgeous”.
I campioni e le campionesse degli sport invernali sembrano unanimemente colpiti dalla qualità dell’offerta gastronomica. Non saranno i paccheri stellati serviti alla cena di gala alla Fabbrica del Vapore, con ricchi calici abbinati, dal vino bianco del Friuli Dut'Un del 2022, dalla cantina Vie di Romans al Rosso del Sebino firmato da Maurizio Zanella (2021) e l’immancabile Ben Ryé Donnafugata del 2023 col dessert (compresi caffè Vergnano e selezione di té). Ma il cibo delle mense olimpiche riesce comunque a entusiasmare tutti. Un’ulteriore conferma che la cucina italiana, anche nella sua versione più quotidiana e collettiva, resta un punto di riferimento assoluto a livello mondiale.