Birra o mojito: l’alcol seduce il gelato
di Lorenzo CresciSi beve meno e gli spirits cercano alternative. Viaggio al Sigep di Rimini alla scoperta dei nuovi ingredienti del mondo della gelateria
Sigep è un immenso occhio spalancato sulle tendenze, dolci e salate. Un microcosmo di novità racchiuso tra i padiglioni della Fiera di Rimini, una spugna che raccoglie curiosità straniere e rilascia quelle italiane, da provare da qui a poche settimane. Nei momenti di riflessione fotografa lo stato del settore della gastronomia nazionale, in quelli di svago fa sognare tra i colori e le forme e gli ingredienti di gelati, dessert, pizze.
La fotografia scattata da Circana nella ricerca presentata all’evento organizzato da Italian Exhibition Group - Fiera di Rimini restituisce uno spaccato di società dei consumi e c’è poco da girarci attorno: dinamiche di crescita molto contenute e prospettive poco incoraggianti per quel che riguarda l’opportunità di spendere al di fuori del contesto domestico. Costo della vita, diminuzione del potere d’acquisto, conflitti, scelte governative che non riguardano necessariamente quelle italiane alimentano uno generale stato di malessere dove ottimisti e pessimisti si equivalgono lasciando le carte in mano ai neutrali. Però, al ristorante si guarda allo scontrino, il 23% è pronto a rinunciare al dessert, un altro 23% dice no agli alcolici.
L’unione fa la forza?
Allora, proviamo a capire se l’unione fa la forza: perché mai come quest’anno nelle illuminate vetrine delle gelaterie spuntano ingredienti alcolici, gelati che si fanno ricchi di rum, whisky o birra. A partire da Mec3, del Gruppo Casa Optima, che presenta la propria interpretazione del gelato alcolico: quello con un preparato della birra Guinness (abbinato a brezel) e quello al liquore Cointreau. Cresco, brand di Martin Braune Gruppe, si dedica ai preparati a base di limoncello. Ma c’è anche quello più estivo, che restituisce un nuovo modo di godersi un mojito con base rum. Liquore, questo, che nella visione di Amarena Fabbri si presenta sotto forma del gusto banana flambè e, appunto, rum.
Pan di whisky è invece il delizioso sapore studiato da Leagel, con crema di whisky e granella di pan di spagna, privo di glutine. A proposito di birra Guinness, la stessa società dublinese ricordiamo che la scorsa estate aveva affrontato i mercati americani con la “Lovely Day for a Guinness”, gelato in stile francese realizzato con la versione 0.0 (ovvero la no alcol) della celebre stout. Basteranno idee come queste per ingolosire i consumatori? Il mercato come sempre darà una risposta ma, senza dubbio, la fantasia non manca.