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I “saldi” della cucina gourmet: in Lombardia torna Gourmantico

Zù, a Riva di Solto 

Fino al 2 aprile la manifestazione che propone a prezzo ridotto pranzi e cene di alta qualità in 21 ristoranti: 80 euro per un menu che comprende come minimo 4 portate, oltre al vino

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Lombardia gourmet a portata di tasca. È lo spirito di Gourmantico, manifestazione che, mentre tutti i costi aumentano, torna a proporre a prezzo ridotto pranzi e cene di alta qualità in 21 ristoranti, soprattutto in provincia di Bergamo, ma anche di Como, Sondrio, Monza Brianza e Brescia (elenco completo su gourmantico.it). Fino al 2 aprile si può cogliere l’opportunità, alla cifra dell’anno scorso, 80 euro per un menu che comprende come minimo 4 portate, spesso arricchite da una lista di stuzzichini e antipasti, oltre al vino (una bottiglia per due persone o calici diversi per ogni piatto, a scelta del sommelier).

La formula è davvero conveniente e permette di esplorare rappresentanze significative della grande cucina contemporanea di questo lembo del Nord, con la presenza di alcuni stellati, compreso Villa Elena, affascinante struttura antica e cucina a due stelle griffata da Enrico Bartolini (qui, unico caso, il menu è a 160 euro). Molto frequente nei piatti il pesce, di acqua dolce e di mare, ma tutto è sempre amalgamato con ingredienti e ispirazioni che rispecchiano il territorio in cui si trovano i locali. Ed è proprio la grande varietà di paesaggi che rappresenta una delle attrattive (tanta collina, e montagna, lago, pianura, centri storici), assieme alla cucina, che è sempre molto personale e in tutti i casi dosa con bel garbo tradizione e novità.

Antica Osteria dei Camelì di Ambivere 

Ci si può divertire a scegliere, prima il contesto geografico, poi le invenzioni stuzzicanti di bravi chef. Come Stefano Masanti de Il Cantinone, che tra i monti di Madesimo (Sondrio), dove lavora con la moglie all’interno di un piccolissimo hotel, solo otto junior suites, trova pino mugo per i suoi gnocchi di erbe alpine, salmerino da servire in ceviche con fieno d’alpeggio e olio di abete, ma anche camoscio e polenta. Si plana in riva al suggestivo Lago d’Iseo optando per , nell’omonima frazione del comune di Riva di Solto (Bergamo), dove Angelo Bonfitto pesca dalle acque lacustri gli elementi per piatti a base di uova di pesci (tartelletta con cavolo e bergamotto), trota bianca o zuppa del lago e alice di Monte Isola unite a pasta corta, zenzero e lemongrass, con lo svolazzo selvatico di anatra arrosto, mela verde bruciata e zucca. Al Vigneto, a Grumello del Monte, è circondato dalle viti della Valcalepio, e le origini siciliane dello chef spuntano qua e là: tonno, mazzancolle, melanzane, finocchio.

Tra alga nori, dashi e chimichurri le divagazioni esotiche di Roberto Proto de Il Saraceno, stellato che da anni ha portato nella bassa bergamasca (Cavernago), tra castelli medievali, l’impronta della sua Costiera Amalfitana: la gelée di limoncello sul carpaccio di gamberi, la colatura di bufala sulla ricciola. Ancorata alla tradizione, che alleggerisce sapientemente con un occhio vigile puntato sui principi nutrizionisti del Metodo Kousmine, Loredana Vescovi dell’Antica Osteria dei Camelì di Ambivere (Bg), luogo di storia e bellezza rurale, dove, tra gli stuzzichini, i canapé hanno un ripieno che richiama i tipici casoncelli bergamaschi, e il pancotto (fatto con pane nero a lievitazione naturale, servito con noci e burrata mantecata) è l’omaggio a un antico rimedio contadino dal grande potere antinfiammatorio, che è anche un’opzione squisita nelle sere invernali.

Il Cantinone a Madesimo 

Fuori zona troviamo Il Cantuccio di Albavilla (Como), un piccolo luogo di accoglienza dell’alta Brianza con Mauro Elli in cucina (dessert: crema brûlé al pistacchio gratinata con lamponi ripieni di ganache al cioccolato) e la moglie che fa i lievitati. Più cittadino il contesto di Seregno (Monza Brianza) per lo storico Pomiroeu, con Giancarlo Morelli, chef straordinario e capace di stupire anche con la semplicità (antipasto: animella, zafferano, mirtilli, spinaci). E introduce per la prima volta la provincia di Brescia la new entry Gaudio, a Barbariga, gestito dai due sorprendenti fratelli Papa (sala e cucina) che hanno trasformato una specie di capannone in un luogo di delizie. Pesce sciabola, beurre blanc ai capperi, puntarelle è uno dei loro piatti.

Organizzato già a partire dal 2024 dall’associazione culturale “Insieme”, Gourmantico quest’anno si è dato come tema “Racconti da gustare”: "La narrazione di territori, sapori, ingredienti, sapienze enogastronomiche, proposta ai clienti che ne sono i “lettori” nel momento in cui gustano i nostri piatti e i nostri vini”, spiega il presidente Camillo Rota. “Spesso mi chiedono se oggi si richiede più tradizione o più innovazione, ma io dico che quello che si deve cercare andando in un ristorante è il buono. Che sia nuovo o no, non conta. Dev’essere fatto bene, benissimo, e appagare chi l’ha scelto”.

Per questo tutti gli aderenti, selezionati dai soci, garantiscono alta qualità per le loro offerte. Ma per chi cerca le stelle, oltre alle due di Villa Elena e a quella del Saraceno ne hanno una anche Cucina Cereda (a Ponte San Pietro), Impronte (Bergamo), LoRo (Trescore Balneario) e Osteria della Brughiera (Villa d’Almè).